Chiusura Equitalia: aumenta la possibilità di non pagare le cartelle
Editoriali
26 Ott 2016
 
L'autore
Angelo Greco
 


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Chiusura Equitalia: aumenta la possibilità di non pagare le cartelle

Cartelle a rischio prescrizione: chi ha debiti con Equitalia potrebbe essere avvantaggiato dal passaggio di consegne all’Agenzia delle Entrate-Riscossione: la vacatio potrebbe comportare la prescrizione di migliaia di debiti.

 

Potrebbe non essere necessario richiedere la rottamazione per non pagare Equitalia. Il passaggio di competenze da Equitalia all’Agenzia delle Entrate-Riscossione rischia di far prescrivere numerosi crediti. Con la conseguenza che chi ha ricevuto cartelle di pagamento negli scorsi anni potrebbe ritenere più conveniente della rottamazione delle stesse, attendere ancora un po’ di tempo, sperando che, nel frattempo, si compia la prescrizione e nulla più debba versare allo Stato. Ma procediamo con ordine.

 

La nostra pubblica amministrazione ci ha da sempre abituato a grandi inefficienze. Specie nei momenti di trasformazione. I cambi di competenze da ente ad ente si gestiscono ancora con i furgoncini che trasportano carte e scartoffie, tra archivi che si perdono e documenti che non sono più nel loro fascicolo. Quello che, però, è sempre stato un peso per i cittadini, ora potrebbe risolversi un vantaggio. Difatti, il trasferimento dei compiti di riscossione da Equitalia ad Agenzia delle Entrate-Riscossione potrebbe comportare il rischio (o il vantaggio, a seconda dei punti di vista) che numerose delle azioni esecutive da intraprendersi nei prossimi mesi (leggasi: pignoramenti, ipoteche, fermi auto, diffide) verranno sospese «in attesa di istruzioni dal vertice». Senza lettere di messa in mora, atti di pignoramento o intimazioni di pagamento, molti crediti potrebbero prescriversi e non essere più dovuti. Non è peraltro una novità che Equitalia si «riduca sempre all’ultimo minuto» nell’invio degli atti interruttivi della prescrizione e che i contribuenti possano poi, ricorrendo al giudice, farsi annullare molti debiti.

 

È vero che la nascita di Agenzia delle Entrate-Riscossione si risolverà in una perfetta continuità delle funzioni e, probabilmente, degli stessi uffici di Equitalia. Con assenza di un trasferimento fisico vero e proprio. È anche vero – come abbiamo spiegato qui – che il personale sarà lo stesso. Ma tale conferma di ruolo potrà avvenire solo previo superamento di apposita procedura di selezione e verifica delle competenze. E questo, indubbiamente, richiederà tempo. Tempo che, come si sa, è oro quando si tratta di atti di riscossione. Che fine faranno tutti i crediti che, durante queste operazioni, dovevano essere riscossi? Questioni di giorni, di settimane, di mesi, ma molti «scadranno» e non potranno più essere recuperati per decorrenza dei termini.

 

Più di un contribuente potrebbe allora pensare, in questi giorni, piuttosto che aderire alla rottamazione delle cartelle, di attendere ciò che avverrà, nella speranza – tutt’altro che remota – che il debito cada in prescrizione (posti i termini spesso assai brevi rispetto ai tempi di riscossione) Un po’ come consiglia quel detto cinese: «Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico».

È vero, dunque, che l’arrivo del nuovo ente pubblico Agenzia delle Entrate-Riscossione porterà un aumento di poteri (e non la tanto sbandierata collaborazione) in sede di pignoramenti (di tanto abbiamo parlato ieri in Agenzia delle Entrate-Riscossione è peggio di Equitalia), ma non tutto il male vien per nuocere.

 

C’è poi un altro aspetto non di poco conto. Il decreto fiscale appena approvato dal Governo, che dice addio a Equitalia, prevede che lo stesso personale già assunto da Equitalia passi ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (peraltro con la garanzia della posizione giuridica ed economica maturata alla data del trasferimento), previo superamento di apposita procedura di selezione e verifica delle competenze. Cosa si intende con «procedura di selezione»? Ad oggi non è ancora dato sapere, ma è difficile pensare a un «bando di concorso» vero e proprio, per come sarebbe invece lecito attendersi secondo i criteri che la nostra Costituzione impone quando si deve assumere un pubblico dipendente. Se così fosse, infatti, non si comprenderebbe perché a tale personale viene riconosciuta la stessa posizione che aveva prima del trasferimento. C’è quindi anche il rischio che le modalità di selezione del personale di Equitalia, che passerà all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, siano ritenute incostituzionali. Un po’ come è avvenuto l’anno scorso con i funzionari dell’Agenzia delle Entrate promossi a dirigenti, con atto interno dell’Agenzia stessa motu proprio: situazione che ha generato la sentenza di incostituzionalità della Consulta e che ha fatto traballare i conti pubblici.


 


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Commenti
27 Ott 2016 Michele Delmonte

una domanda:
mi sembra di aver letto che nelle cartelle, con il nuovo ente, non sarà applicato l’aggio per la riscossione.
in questo caso le cartelle già rateizzate saranno ricalcolate?

 
28 Ott 2016 Enzo Peluso

Per favore, una domanda:
dopo quanto tempo scadono le cartelle??
sono uguali per multa, tassa ecc.