Non è elusione donare la casa al figlio e rivenderla
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26 Ott 2016
 
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Non è elusione donare la casa al figlio e rivenderla

Imposta sulle plusvalenze: donare l’immobile al figlio per poi rivenderlo immediatamente non prova l’illecito fiscale in assenza di altre prove.

 

Non è elusione fiscale – o, per dirla con la più recente definizione, abuso di diritto – donare una casa o altro immobile a un figlio per poi rivenderlo subito dopo, solo allo scopo di non pagare le imposte sulla plusvalenza. A chiarirlo è la Cassazione con una sentenza di poche ore fa [1]. Perché ci possa essere l’elusione fiscale sono necessarie altre prove o, comunque, delle presunzioni gravi, precise e tra loro concordanti.

 

Il punto è – secondo la Suprema Corte – che le donazioni tra genitori e figli non avvengono di norma per eludere le tasse, ma hanno più che altro lo scopo di anticipare e pianificare il trasferimento del patrimonio del padre e della madre prima della loro morte, in favore dei figli, anche al fine di evitare contestazioni tra questi e gestire al meglio la distribuzione degli immobili. Dunque, rientra nelle normali pratiche familiari l’anticipazione del trasferimento di proprietà con lo scopo di realizzare, prima del «giorno fatale» ciò che le norme del codice civile in tema di successione fanno. Norme che, però, danno spesso luogo a liti tra fratelli. Posta, dunque, la piena legittimità della donazione di immobili da parte dei genitori in favore dei figli, fa parte anche del potere di questi ultimi rivenderli dopo poco tempo. In questo non si può vedere, in automatico, un intento elusivo. Per l’illecito c’è bisogno di altre prove.

 

Non si può quindi dire, in via aprioristica e senza alcun valido fondamento, che la donazione di un immobile, da parte del genitore in favore del figlio, con immediata rivendita del bene costituisce illecito.


[1] Cass. sent. n. 21572/16 del 26.10.2016.

 


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