Senza lettura contatore, bolletta da rimborsare
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26 Ott 2016
 
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Senza lettura contatore, bolletta da rimborsare

Se la bolletta è più alta rispetto ai veri consumi la società della luce restituisce i soldi all’utente e risarcisce i danni.

 

Almeno una volta l’anno la società della luce deve procedere alla lettura del contatore per verificare i consumi effettivi ed, eventualmente, procedere al conguaglio. Il contatore, infatti, è essenziale per quantificare l’importo effettivamente dovuto dall’utente, senza dover ricorrere a criteri presuntivi che potrebbero dare risultati diversi e a volte sproporzionati rispetto agli effettivi scatti. È quanto chiarito dal Giudice di Pace di Salerno con una recente sentenza [1].

 

Nella pronuncia in commento viene condannata una compagnia elettrica per aver emesso una bolletta di importo eccessivo rispetto al consumo stimato e dimostrato dall’utente sulla base dell’uso da questi fatto dell’immobile. La compagnia era risultata inadempiente all’obbligo di lettura del contatore. Così il giudice l’ha condannata non solo a restituire al consumatore i soldi della bolletta, ma anche a risarcirgli il danno.

 

 

Cosa prevede il contratto con la compagnia della luce?

Proprio per facilitare la quantificazione dei consumi e l’emissione delle bollette, il contratto con la società elettrica prevede il pagamento periodico con l’addebito di una somma per il consumo del periodo stimato sulla base di criteri presuntivi. È tuttavia fatta salva la possibilità per l’utente di comunicare i dati del contatore con la lettura dei relativi scatti (cosiddetta autolettura). Ma la comunicazione costituisce un semplice onere e l’eventuale inadempimento implica solo che il consumatore debba pagare l’eventuale conguaglio se il consumo rilevato risulta superiore a quanto preventivato.

 

In ogni caso, secondo quanto stabilito, dall’Autorità Garante per l’energia e il gas la società della luce dovrebbe controllare almeno una volta l’anno i consumi effettivi per accertare la necessità di eventuali conguagli. Quindi, gli incaricati della compagnia elettrica devono presentarsi a casa del cliente per la lettura effettiva del contatore. Se questo non avviene, la bolletta sproporzionata rispetto al consumo va annullata, la somma eventualmente già versata va restituita e, dimostrando che ciò ha comportato un danno, si può anche ottenere il risarcimento. Il tutto davanti al giudice di Pace e, per importi inferiori a 1.100 euro, l’utente non ha bisogno dell’avvocato per difendersi.


[1] G.d.P. Salerno, sent. n. 4510/16.

 


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