Asta giudiziaria, ecco cosa controllare se si compra
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26 Ott 2016
 
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Redazione
 


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Asta giudiziaria, ecco cosa controllare se si compra

Acquisto di casa all’asta in tribunale: bisogna fare attenzione alla relazione di stima emessa dal consulente del giudice.

 

Chi vuole acquistare una casa all’asta, prima di proporre un’offerta farebbe meglio a consultare prima la relazione di stima e il fascicolo dell’esecuzione immobiliare del procedimento di espropriazione: dalla lettura di tali documenti, infatti, possono risultare le circostanze rilevanti ai fini della precisa individuazione delle caratteristiche del bene in vendita, come l’esistenza di eventuali oneri o diritti di terzi, la presenza di abusi edilizi che vanno demoliti e, in generale, qualsiasi tipo di informazione rilevante ai fini della determinazione del suo valore. Con la conseguenza che, una volta intervenuto ormai l’acquisto, l’aggiudicatario della casa all’asta non potrà dire che gli è stato venduto un bene difforme da quanto prospettatogli o con vizi che ne diminuiscono il valore. Ad esempio, se dovesse risultare che una parte dell’immobile va abbattuta per difformità agli strumenti urbanistici o per assenza delle relative autorizzazioni comunali, l’acquirente non può chiedere alla procedura esecutiva la restituzione dei soldi versati o la riduzione del prezzo. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza pubblicata ieri [1].

 

Secondo la pronuncia in commento è regolare la vendita all’asta dell’immobile anche se una parte dello stesso va demolita e tale circostanza non è indicata nell’ordinanza di vendita e nella pubblicità, commerciale e sul web. Infatti se l’esistenza di eventuali «pesi» sulla casa acquistata all’asta è indicata nella relazione di stima del consulente tecnico nominato dal giudice, l’aggiudicatario non può lamentarsi in un secondo momento.

Quindi, chi è interessato all’acquisto di un immobile all’asta deve sempre consultare, insieme con il fascicolo processuale, la relazione di stima prima di avanzare la sua offerta. Diversamente egli non può contestare l’aggiudicazione. Chi si aggiudica un immobile all’asta non può rifiutarsi di pagarlo solo perché né l’ordinanza di vendita né la pubblicità davano notizia dell’ordine di demolizione parziale del bene acquistato, se la notizia si «scopre» nella relazione di stima.

 

Secondo la Corte, «non tutte le circostanze rilevanti ai fini della precisa individuazione delle caratteristiche del bene offerto in vendita, così come l’esistenza di eventuali oneri o diritti di terzi inerenti allo stesso, e in generale le informazioni comunque rilevanti ai fini della determinazione del suo valore, devono essere dettagliatamente esposte nell’ordinanza di vendita e indicate nella relativa pubblicità, purché esse siano comunque ricavabili dall’esame della relazione di stima e del fascicolo processuale, che è onere (e diritto) degli interessati all’acquisto consultare prima di avanzare le offerte».

 

È pertanto onere degli interessati all’acquisto all’asta esaminare la relazione di stima e gli atti del processo, dai quali emerge chiaramente ogni circostanza rilevante ai fini della valutazione della convenienza dell’affare.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 6 – 25 ottobre 2016, n. 21480

Presidente Vivaldi – Relatore Tatangelo

Fatti e svolgimento del processo

V.F. si aggiudicò un immobile messo in vendita nel corso di una procedura di esecuzione immobiliare pendente davanti al Tribunale di Roma. Non avendo versato il prezzo nel termine fissato, il giudice dell’esecuzione lo dichiarò decaduto dall’aggiudicazione e dispose l’incameramento della cauzione versata, pari ad Euro 144.000,00.

L’opposizione agli atti esecutivi proposta ai sensi dell’art. 617 c.p.c. avverso tale ultimo provvedimento è stata rigettata dal Tribunale di Roma con sentenza avverso la quale il V. ricorre sulla base di tre motivi.

Resistono Unicredit Credit Management Bank S.p.A. e C.G. con controricorso.

Non hanno svolto attività difensiva in questa sede gli altri intimati.

Motivi della decisione

  • Questione preliminare: ammissibilità del ricorso.
  • La controricorrente C. ha eccepito l’inammissibilità del ricorso, assumendo che nella copia a lei notificata a seguito dell’ordine di rinnovazione della notificazione emesso all’udienza del 12 aprile 2016 mancherebbero le pagine 24 e 25.

    L’eccezione è infondata.

    La mancanza delle pagine in questione potrebbe avere infatti rilievo

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    [1] Cass. sent. n. 21480/16 del 25.10.2016.

     


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