Lavoratore in trasferta, se rientra nei festivi è straordinario?
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26 Ott 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Lavoratore in trasferta, se rientra nei festivi è straordinario?

Sono rientrato dalla trasferta sabato notte: considerando che per me il sabato non è un giorno lavorativo, mi viene pagato lo straordinario?

 

Se al lavoratore in trasferta l’azienda impone di partire o di rientrare in un giorno non lavorativo o festivo, gli deve essere riconosciuta, anche per quelle giornate, l’indennità di trasferta, in aggiunta o in sostituzione al rimborso delle spese sostenute: è quanto chiarito dalla Corte di Cassazione, con una nota sentenza [1].

Ovviamente, se durante tali giornate il dipendente è in servizio, le ore lavorate dovranno essere retribuite con la maggiorazione per il lavoro straordinario o straordinario festivo, oltre al diritto al riposo compensativo, a seconda della specifica situazione.

 

 

Lavoratore in trasferta: indennità per il tempo di viaggio

Alcuni contratti collettivi, poi, come il Ccnl Metalmeccanici [2], prevedono un’indennità anche per il cosiddetto «tempo di viaggio», ossia un compenso dovuto per tutta la durata del viaggio, in base ai mezzi di trasporto autorizzati dal datore di lavoro per raggiungere la località di destinazione e viceversa. Il tempo di viaggio, in generale [3], non viene retribuito se già il lavoratore riceve un’indennità di trasferta, poiché questa è in parte diretta a compensare il disagio psicofisico e materiale dato dalla faticosità degli spostamenti. Sono pienamente valide, però, le disposizioni di miglior favore.

Il compenso dovuto per il tempo di viaggio è solitamente pari:

  • alla normale retribuzione, per tutto il tempo coincidente col normale orario giornaliero di lavoro;
  • a una percentuale della normale retribuzione oraria, per le ore eccedenti il normale orario di lavoro: il Ccnl Metalmeccanici, ad esempio, retribuisce le ore di viaggio eccedenti con l’85% della retribuzione ordinaria, il Ccnl Tessile col 100% e il Ccnl del settore alimentare col 65%.

In altri casi sono i contratti collettivi aziendali [4] a stabilire un determinato trattamento per il tempo di viaggio, ad esempio prevedendo che, per gli spostamenti effettuati in giornate festive, venga riconosciuto al dipendente un riposo compensativo, pari alla durata del viaggio.

In questi casi, comunque, è opportuno fare attenzione a non confondere i lavoratori in trasferta con i trasfertisti ed i lavoratori trasferiti: mentre il dipendente in trasferta è spostato temporaneamente (in un comune diverso da quello in cui ha sede l’azienda), il trasfertista è colui che non ha una sede fissa di lavoro (come gli operai edili e gli installatori) ed il dipendente trasferito viene, invece, spostato definitivamente presso una sede di lavoro differente.

 

 

Lavoratore in trasferta: indennità

Come appena esposto, il lavoratore in trasferta viene retribuito, oltreché per le ore lavorate, anche con un’indennità aggiuntiva, detta indennità di trasferta, che può aggiungersi o sostituirsi al rimborso delle spese sostenute per lo spostamento (relative non solo al viaggio, ma anche al vitto e all’alloggio).

Ci sono diverse modalità per rimborsare le spese da parte del datore di lavoro: in modo analitico, forfettario oppure misto.  Indennità e rimborsi godono dell’esenzione fiscale: non sono, cioè, tassati, ma solo sino a determinati limiti massimi.

Nel dettaglio, se il lavoratore è retribuito con la sola indennità di trasferta e sono rimborsate a parte le sole spese di viaggio, l’indennità è esente dalla tassazione sino al limite giornaliero di:

  • 46,48 euro, per gli spostamenti in Italia;
  • 77,47 euro, per gli spostamenti all’estero.

Se, invece, al lavoratore è riconosciuta l’indennità assieme alle spese di viaggio, di vitto o di alloggio, l’indennità è esente dalla tassazione sino al limite giornaliero di:

  • 30,99 euro, per gli spostamenti in Italia;
  • 51,65 euro, per gli spostamenti all’estero.

Se, infine, al lavoratore, assieme all’indennità, sono riconosciute le spese di viaggio, di vitto e di alloggio, l’indennità è esente dalla tassazione sino al limite giornaliero di:

  • 15,49 euro, per gli spostamenti in Italia;
  • 25,82 euro, per gli spostamenti all’estero.

L’esenzione dall’imposizione vale soltanto se la trasferta avviene al di fuori del Comune di residenza.

 


[1] Cass. sent. n. 12895/2002.

[2] Art. 7 Ccnl Metalmeccanici.

[3] Cass. sent. n. 5359/2001.

[4] Art.1.2 Ccl Enea.

 


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