Come difendersi dalle truffe via Whatsapp
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27 Ott 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Come difendersi dalle truffe via Whatsapp

Finte avvertenze, false offerte nelle grandi catene per rispondere ad un sondaggio: meglio cestinare i messaggi e non aprire link esterni per non rischiare.

 

Non c’è come battere sul tasto dello sconto o dell’offerta speciale per attirare l’attenzione di un consumatore, magari vittima della crisi, e farlo cadere in tentazione. Dietro quello sconto o quell’offerta speciale, però, spesso si nascondono delle vere e proprie truffe, ordite da chi, senza alcuno scrupolo, è pronto a trarre vantaggio dall’ingenuità e dalla buona volontà della gente.

Lo sviluppo delle tecnologie ha aperto un’autostrada a chi vuole approfittarsi del prossimo. Lontani dai tempi in cui Totò tentava di vendere la Fontana di Trevi ad un turista americano troppo credulone dovendosi recare sul posto, oggi il truffatore può spillare dei soldi a chiunque comodamente seduto sulla poltrona di casa sua, tramite un social network o un’applicazione utilizzata da milioni di persone.

E’ il caso di Whatsapp, il servizio di messaggistica più usato al mondo. Si moltiplicano i messaggi in cui si avvisa l’utente di turno di una vincita straordinaria: un buono acquisto da qualche centinaio di euro da spendere in una grande catena di distribuzione. Una grande catena con un nome di prestigio, di quelle che fanno pensare a chi ha ricevuto il messaggio di non essere vittima di una truffa.

Ed invece è così. Chi invia il messaggio-trappola ricevuto su Whatsapp non ha nulla a che fare con Zara, con H&M, con Ikea o con Carrefour, per citare alcuni dei marchi utilizzati dai truffatori per agganciare potenziali «polli» da spennare.

 

 

Come funziona la truffa via Whatsapp

Il malintenzionato che ha organizzato la truffa via Whatsapp propone, attraverso un messaggio, una delle cose più innocenti e più frequenti al mondo: un sondaggio. Nel caso della truffa che utilizzava il nome di Ikea, venivano promessi dei buoni acquisto da 500 euro dopo avere risposto ad un breve sondaggio. Il testo del messaggio era questo:

«Ikea si sta espandendo a (NOME TUA CITTA’), per questo abbiamo bisogno della tua opinione. Rispondi a 4 semplici domande per avere la possibilità di vincere 1 dei 150 buoni IKEA da 500 euro disponibili!».  La prima domanda era di una semplicità mostruosa: «Sei un cliente abituale Ikea?». Bastava dire sì o no. Uno potrebbe pensare che, fin qui, nulla di sospetto. Il problema sorge quando, a sondaggio concluso, non solo si scopre di non avere vinto alcunché (perché in realtà non esisteva alcuna promozione del genere) ma i nostri dati sensibili (compresa, spesso, la carta di credito) sono finiti nelle mani di un estraneo. La truffa via Whatsapp è servita.

 

Ancora più recente la truffa via Whatsapp via sms. Diversi utenti hanno ricevuto un messaggino della generazione 1.0 con cui venivano invitati cliccare su un link esterno per rinnovare il servizio di Whatsapp ed evitarne la disattivazione. Il link portava all’indirizzo whatsappitaly.it, che nulla ha a che fare con il vero sito del servizio di messaggistica whatsapp.com. Il dominio italiano, infatti, non esiste. Il risultato è lo stesso citato prima: la truffa è servita e qualcuno si impossessa dei nostri dati.

 

Idem per quanto riguarda la finta avvertenza di cancellazione dell’account per violazione dei termini di servizio tramite un messaggio in cui si invita a cliccare su un altro link esterno. Premesso che Whatsapp (quello vero) non invia messaggi di questo tipo, chi ci casca e preme sul link viene indirizzato ad una pagina dalla quale si scarica un virus che può mandare in rovina il telefono.

 

 

Truffe su Whatsapp: come difendersi

Tempo per pensare e buon senso. Ecco i due ingredienti fondamentali per difendersi dalle truffe via Whatsapp. Il tempo, perché spesso le dita premono i tasti del telefono in automatico, senza pensare che cosa stiamo facendo, magari perché siamo di fretta. Utilizzare quel tempo per pensare quello che si sta facendo, porterà al secondo ingrediente: il buon senso.

Ad esempio: se si riceve un’offerta speciale da un posto che non si frequenta, perché arriva il messaggio? Chi ha dato il nostro numero al mittente, anche se si chiama Ikea? Buon motivo per cestinarlo. E, se proprio si è interessati a un’eventuale promozione del colosso svedese, tanto vale prendere l’auto e recarsi in un punto vendita per verificare. In giro ce ne sono tanti.

 

Seconda riflessione su cui va usato il buon senso: ma è davvero possibile che una grande catena di distribuzione metta online o via Whatsapp una promozione per svendere un articolo solo perché si risponde ad un sondaggio? L’odore di truffa si sentirebbe da lontano. Anche in questo caso, verificare non costa.

 

Terzo modo per difendersi da una truffa via Whatsapp. Da una qualsiasi. Mai aprire un link esterno se non se ne conosce la provenienza, meglio cestinare il messaggio e cancellarlo definitivamente. Le famose catene di Sant’Antonio (il povero santo non c’entra nulla, prima o poi farà causa per furto di identità) hanno rovinato migliaia di computer e di cellulari. Bruciare uno smartphone ed essere costretti a comprarsene un altro per tentare di risparmiare al Carrefour…ne vale davvero la pena?


 


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