Come chiudere un’attività
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27 Ott 2016
 
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Redazione
 


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Come chiudere un’attività

Mettere in liquidazione una ditta o una società: la nomina del liquidatore, come orientarsi con creditori e debitori.

 

Le regole per chiudere un’attività variano a seconda del tipo di struttura prescelta all’atto della sua costituzione. Esistono norme dettate apposta per le ditte individuali, quelle dove l’imprenditore è un solo soggetto (titolare di partita Iva), e norme per le società. Peraltro, le società non sono tutte uguali: esistono le cosiddette società di persone (Snc, Sas, Società semplice) e società di capitali (Srl, Spa, Sapa). La differenza principale è che nelle società di persone, dei debiti non risponde solo il patrimonio della società ma anche quello dei soci; invece, nelle società di capitali questo rischio non c’è e, in caso di pignoramenti o di fallimento, il patrimonio dei soci non può essere intaccato.

Vediamo dunque cosa prevede la legge per chiudere un’attività.

 

 

Come chiudere un’impresa individuale

Per chiudere una ditta individuale non c’è bisogno di nominare un liquidatore e procedere alla vendita o cessione del patrimonio dell’azienda. Basta comunicare la cessazione dell’attività all’agenzia delle Entrate con il modello AA9. Con tale atto viene cancellato l’imprenditore dal Registro imprese.

 

Si può optare anche per una liquidazione che ha natura solo fiscale: non è molto usata, ma ha il vantaggio di assoggettare i guadagni derivanti dalla vendita dei beni a tassazione separata (vedi plusvalenze generate dalla cessione di cespiti).

 

 

Come chiudere una società di persone

Per le società di persone i soci possono accordarsi (anche già nel contratto iniziale) per una immediata estinzione della società attraverso la divisione consensuale dei beni dell’azienda, senza bisogno di una fase di liquidazione vera e propria. In alternativa, possono nominare un liquidatore oppure – in caso di disaccordo – possono chiedere al giudice di nominarlo. Il liquidatore definirà i rispettivi rapporti di dare e avere.

 

I soci sono liberi di determinare le modalità di liquidazione delle società, sia in via preventiva (ossia con lo statuto della società), sia in via successiva (mediante accordo tra i soci).

Sia nel caso di cessazione della società di persone senza liquidazione, sia nel caso di chiusura con liquidazione è necessario un notaio che modifichi l’atto costitutivo. In questa ipotesi gli amministratori chiederanno al notaio di accertare la cessazione delle attività.

 

Dopo aver fatto ciò, il liquidatore o i soci dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate l’estinzione della società con il modello AA7. La società verrà cancellata dal Registro imprese.

 

I soci possono decidere, in qualsiasi momento, di chiudere la società a proprio piacimento (ad esempio se non vanno più d’accordo). Oltre a ciò la legge prevede delle ipotesi in cui non possono esimersi dalla chiusura: è ad esempio il caso del decorso del termine fissato nello statuto, il conseguimento dell’oggetto sociale o l’impossibilità di conseguirlo, il venir meno della pluralità dei soci, se non ricostituita entro sei mesi decorrenti dal momento in cui essa è venuta meno.

 

 

Come chiudere una società di capitali

È sicuramente la procedura più complicata. Bisogna sempre nominare un liquidatore che sostituirà l’amministratore anche nelle responsabilità.

Questi dovrà essere un esperto del settore, preferibilmente un commercialista, dovendo rispettare le regole contabili previste dall’Oic 5 (ciò gli assicura una tutela da eventuali contestazioni dei soci per possibili responsabilità).

 

Prima della chiusura è necessario che gli amministratori producano il cosiddetto rendiconto: una sorta di bilancio infrannuale che sintetizza la situazione patrimoniale ed economica del periodo che va dall’inizio dell’esercizio in cui si è manifestata la causa di scioglimento alla data di inizio della fase liquidativa.

 

 

A chi passano debiti e crediti?

Nel caso di ditte individuali non c’è alcuna modifica sulla sorte di debiti e crediti, essendo questi già confusi con il patrimonio individuale dell’imprenditore. Egli quindi continuerà ad essere creditore e debitore degli stessi soggetti con cui ha avuto rapporti commerciali.

 

Nel caso di società si verifica una sorta di successione, come con le persone fisiche. I soci diventano gli eredi della società sia dei crediti che dei debiti. Ma ne rispondono nei seguenti modi:

  • nelle società di perone ne rispondono illimitatamente, così come del resto era possibile già durante la vita della società stessa;
  • nelle società di capitali ne rispondono nei limiti della relativa quota ottenuta con il bilancio di liquidazione.

 


 


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