Quanti anni deve avere una macchina per essere d’epoca?
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20 Nov 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Quanti anni deve avere una macchina per essere d’epoca?

Molto spesso, per auto d’epoca si intende un’auto semplicemente vecchia. Ma non è così: per ottenere tale riconoscimento occorre non solo l’età, ma anche l’iscrizione all’Asi.

 

 

Auto d’epoca: dopo quanti anni?

30 anni dalla costruzione: è questo il dato da cui partire per capire se un’auto può essere considerata d’epoca. In altre parole, auto d’epoca è quella costruita (e costruzione è altra cosa rispetto all’immatricolazione) almeno 30 anni prima dell’iscrizione in uno dei registri storici dell’Asi (Automotoclub Storico Italiano). L’iscrizione in questione può riguardare anche macchine d’epoca radiate dal Pra, intendendo per tali quelle che non sono più dotate dei documenti necessari per circolare su strada: esse vengono ritargate, assegnando loro un nuovo libretto di circolazione [1].

 

 

Auto d’epoca: come iscriversi all’Asi?

Per iscriversi all’Asi, è necessario rivolgersi uno dei club federati presenti sul territorio nazionale, attraverso i quali avviene l’iscrizione. L’elenco completo è consultabile sul sito internet dell’Asi. Una volta iscritti, occorre versare una quota associativa annua di 41,32 euro, da versare obbligatoriamente tramite un club federato Asi; a questa cifra si aggiunge la quota del club, comprensiva anche della spedizione a tutti i tesserati della rivista ufficiale dell’Asi, “La Manovella” [2].

 

 

Auto d’epoca: basta che sia “vecchia”?

Molto spesso, si pensa che l’auto d’epoca sia semplicemente un’auto antica, di vecchia data. Non è assolutamente così: oltre al dato relativo all’età, per poter rientrare nei registri Asi, il modello deve essere fedele all’originale e tenuto in condizione decorose. Non solo: non tutti i modelli con più di 30 anni di età vengono automaticamente considerati auto d’epoca ma solo quelli contenuti nella lunga lista dei mezzi (340 modelli) che rientrano nella categoria e che, proprio per questo, possono beneficiare delle agevolazioni previste per le auto storiche.

 

 

Auto d’epoca: quali regole a livello fiscale?

I possessori di una di queste macchine godono, infatti, di numerose agevolazioni fiscali:

  1. la tassa di possesso (meglio nota come bollo) diventa tassa di circolazione: va pagata solo se l’auto storica viaggia su strada, costa poche decine di euro e varia in base alla Regione;
  2. tariffe più convenienti applicate da diverse compagnie di assicurazione, talvolta senza classe di merito e con franchigia.

 

Le macchine d’epoca vengono sottoposte a revisione ogni due anni; se l’auto è iscritta nei registri Asi si può circolare senza cinture allacciate se il modello in origine non prevedeva la presenza di punti d’attacco e si può viaggiare senza le luci di posizione accese quando si viaggia al di fuori dei centri abitati.

Le macchine d’epoca rientrano nella categoria Euro 0: significa che hanno delle limitazioni nella circolazione, anche se molti Comuni hanno adottato una deroga per consentire a tali veicoli di circolare liberamente.


In pratica

Un’auto può essere definita d’epoca se è stata costruita almeno 30 anni prima dell’iscrizione in uno dei registri storici dell’Asi (Automotoclub Storico Italiano).

[1] I proprietari di queste auto, per poterle iscrivere ai Registri, dovranno compilare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio per quanto riguarda lo stato di conservazione della vettura.

[2] Con delibera del dicembre 2008, il Consiglio Federale  ha stabilito che la somma tra la quota Asi e quella del  club debba avere un importo minimo  pari a euro 100.

 


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