Dichiarazione Imu omessa, chi paga la sanzione libera tutti?
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28 Ott 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Dichiarazione Imu omessa, chi paga la sanzione libera tutti?

Il Comune ha mandato a me e a mia moglie una sanzione per non aver fatto la dichiarazione Imu: dobbiamo pagare tutti e due?

 

Nei casi in cui la dichiarazione Imu sia necessaria e vi siano più persone titolari di diritti reali sull’immobile (ad esempio più proprietari), ciascun contitolare è tenuto a dichiarare la quota di sua spettanza. Tuttavia, se uno dei titolari presenta la dichiarazione Imu congiunta, purché comprensiva di tutti i contitolari, libera gli altri dall’obbligo.

Ci si chiede, allora, se sia legittimo, nel caso in cui nessuno presenti la dichiarazione, che il Comune irroghi la relativa sanzione a ciascuno dei contitolari. A tal proposito, bisogna osservare che la dichiarazione Imu non rappresenta un’obbligazione in solido in senso proprio, anche se un contitolare può decidere di adempiere per la quota di spettanza degli altri.

Il concorso di persone [1] si può applicare solo se la violazione consiste nell’omissione di un comportamento cui sono obbligati in solido più soggetti: in questi casi, è irrogata una sola sanzione e il pagamento eseguito da uno dei responsabili libera tutti gli altri, salvo il diritto di regresso.

Nel caso della dichiarazione Imu, non si tratta di un adempimento al quale i soggetti sono obbligati propriamente in solido, ma ciascuno per la propria quota, nonostante la possibilità che un soggetto adempia anche per conto degli altri: l’adempimento a favore dei contitolari è una semplice facoltà.

Per questo motivo, se la dichiarazione non è presentata, la sanzione per omessa dichiarazione è irrogata a ciascuno dei contitolari ed è personale: in pratica, ognuno è tenuto a pagare la propria sanzione e, con il versamento, non libera gli altri.

 

 

Dichiarazione Imu: quando è omessa?

La dichiarazione Imu  deve essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini dell’imposta; ha effetto anche per gli anni successivi, sempre che non si verifichino ulteriori variazioni.

La dichiarazione si considera omessa se è inviata dopo 90 giorni dal termine ordinario per la presentazione; se è inviata entro 90 giorni, invece, si considera tardiva.

L’omessa presentazione della dichiarazione Imu è punita con una sanzione che va dal 100 al 200% del tributo dovuto, con un minimo di 51 euro [2].

 

 

Dichiarazione Imu: come si presenta?

La dichiarazione Imu deve essere presentata utilizzando l’apposito modello reperibile gratuitamente, sia in formato cartaceo, presso i Comuni, sia sul sito internet del Ministero dell’economia e delle finanze.

La dichiarazione deve essere presentata al Comune sul cui territorio sono ubicati gli immobili, tramite:

  • consegna diretta allo sportello;
  • raccomandata senza ricevuta di ritorno, in busta chiusa recante la dicitura “Dichiarazione Imu 20_ _”, indirizzandola all’ufficio tributi del Comune;
  • pec (posta certificata).

Se gli immobili sono situati su territorio di Comuni diversi, va presentata una dichiarazione a ciascun Comune interessato.

 

 

Dichiarazione Imu: quando va presentata?

La dichiarazione Imu deve essere presentata nei seguenti casi:

  • se l’immobile gode di riduzioni d’imposta, sia per legge che da regolamento comunale:
    • fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, per i quali la base imponibile è ridotta del 50%;
    • fabbricati di interesse storico o artistico;
    • dal 2016, fabbricati di tipo abitativo e relative pertinenze concessi in comodato (registrato) a parenti in prima linea retta, per fruire della riduzione del 50% della base imponibile;
    • immobili per i quali il comune ha deliberato la riduzione dell’aliquota Imu, come gli immobili posseduti da soggetti passivi Ires, o quelli strumentali utilizzati per l’esercizio di arti e professioni;
    • immobili «beni merce», destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, se il comune ha deliberato la riduzione dell’aliquota;
    • terreni agricoli e non coltivati, posseduti e condotti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola (Iap), ad esclusione dei terreni agricoli esenti;
  • se gli immobili sono stati oggetto di atti per i quali non è stato utilizzato il Mui (modello unico informatico, il modello che i notai utilizzano per effettuare, con procedure telematiche, la registrazione, la trascrizione, l’iscrizione e l’annotazione nei registri immobiliari, nonché la voltura catastale di atti relativi a diritti sugli immobili);
  • se il comune non è in possesso delle informazioni necessarie per l’applicazione dell’imposta (ad esempio, immobili in leasing, immobili oggetto di concessione amministrativa sui aree demaniali, terreno agricolo divenuto area fabbricabile…);
  • per particolari casistiche relative all’abitazione principale.

 


[1] Art. 9 Dlgs 472/1997.

[2] Art. 14, Co.1, D.Lgs. n. 504/1992.

 


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