Cartelle Equitalia: maxisconto ufficiale
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29 Ott 2016
 
L'autore
Elisa Tiberi
 


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Cartelle Equitalia: maxisconto ufficiale

Cartelle esattoriali. Con il c.d. decreto fiscale la rottamazione diventa ufficiale: niente sanzioni ed interessi.

 

Da più parti si diceva che Equitalia doveva essere chiusa.

Una cosa però deve essere sin da subito chiara: l’agente di riscossione non verrà in effetti eliminato, ma sarà piano piano assorbito dall’Agenzie delle entrate la quale si occuperà così più direttamente della riscossione dei propri crediti.

 

Non spariranno pertanto le cartelle, lo strumento mediante il quale si intima al debitore di pagare entro un dato termine, né cambieranno i rimedi per reagire a tale tipo di atti. Nel decreto [1] vengono tuttavia previste delle agevolazioni: vediamole nel dettaglio.

 

 

Il nuovo ente

Dal 1° luglio 2017, ci sarà l’Agenzia delle entrate-Riscossione, un ente pubblico economico sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministro dell’economia e delle finanze che dovrà garantire la continuità e la funzionalità delle attività di riscossione. L’ente subentra in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del Gruppo Equitalia. Il Presidente dell’ente sarà il direttore dell’Agenzia delle entrate e ciò a sottolineare l’indissolubilità tra i due enti.

 

È inoltre previsto che il nuovo ente sia meglio organizzato e che, in vista del potenziamento della riscossione, abbia accesso alle banche dati in virtù di apposite leggi, con conseguente incremento dei suoi poteri rispetto ad Equitalia.

 

 

Le agevolazioni sulle cartelle

Il decreto prevede la definizione agevolata dei debiti portati dalle cartelle. Si tratta dei soli ruoli affidati all’agente di riscossione dal 2000 al 2015.

 

Per chi voglia pagare i propri debiti è prevista l’eliminazione di sanzioni ed interessi di mora, mentre saranno ancora dovuti, oltre naturalmente al debito e agli interessi legali, l’aggio di Equitalia, le spese di notifica e le spese sostenute per le procedure esecutive.

 

Il decreto chiarisce anche i dubbi sorti sulle cartelle legate alle multe: per queste è esclusa l’eliminazione della componente sanzionatoria, mentre vengono eliminati gli interessi come per le altre cartelle erariali o contributive.

 

 

Qualche dato in più

Il pagamento potrà essere integrale oppure dilazionato entro il limite massimo di quattro rate, sulle quali sono dovuti gli interessi.

 

In ogni caso, la prime due rate sono ciascuna pari ad un terzo e la terza e la quarta ciascuna pari ad un sesto delle somme dovute, la scadenza della terza rata non può superare il 15 dicembre 2017 e la scadenza della quarta rata non può superare il 15 marzo 2018.

 

Il debitore che intende avvalersi dell’agevolazione dovrà manifestare all’agente della riscossione questa sua volontà entro il novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto (e quindi 90 giorni dal 24 ottobre 2016).

 

Dovrà farlo mediante redazione di apposita dichiarazione nella quale indicare anche la pendenza di giudizi aventi ad oggetto le cartelle di cui è debitore con l’impegno a rinunciare agli stessi giudizi.

 

Attenzione: in queste situazioni, prima di redigere la dichiarazione, converrà anzitutto chiedere un parere al proprio legale al fine di evitare di rinunciare a giudizi che avrebbero probabilità di esito positivo.

 

Possono accedere al beneficio anche coloro che abbiano in corso rateizzazioni di cartelle Equitalia e che abbiano già pagato parzialmente, sempre che, rispetto ai piani rateali in essere, risultino adempiuti tutti i versamenti con scadenza dal 1 ottobre al 31 dicembre 2016.

 

Se il debitore, per effetto dei pagamenti rateali, ha già integralmente corrisposto quanto dovuto in base al calcolo con l’agevolazione, per beneficiare degli effetti della definizione deve comunque manifestare la sua volontà di aderirvi redigendo la relativa dichiarazione.

 

Il pagamento delle somme dovute per la definizione potrà essere effettuato:

  • mediante domiciliazione su conto corrente,
  • mediante bollettini precompilati,
  • presso gli sportelli dell’agente di riscossione.

 

 

Cosa succede se si paga

L’agente della riscossione non può avviare nuove azioni esecutive ovvero iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione della dichiarazione.

 

Non può altresì proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione che non vi sia stata già la vendita del bene o l’assegnazione del credito.

 

 

Cosa succede se non si paga

In caso di mancato ovvero di insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una rata di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme, la richiesta di agevolazione non produce effetti e l’agente della riscossione è libero di proseguire l’attività di recupero dei crediti.

 

In tal caso, i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto e non determinano l’estinzione del debito residuo, il cui pagamento non potrà più essere rateizzato.

Insomma, niente sconti o ulteriori benefici per chi non rispetta l’agevolazione richiesta.

 

In conclusione, è doveroso chiedersi se tali misure siano in linea con le aspettative di quanti avevano negli ultimi giorni seguito il dibattito sul c.d. maxisconto.

 

Certamente, sarà solo il tempo a dirci se la manovra avrà avuto più un valore economico o politico.


[1] Decreto legge n. 193 del 22 ottobre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 249 del 24-10-2016 ed entrato in vigore lo stesso giorno, c.d. decreto fiscale.

 


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Commenti
29 Ott 2016 Vincenzo cosini

Per i debiti antecedenti al 2000 ? Come funziona ?