Voucher baby sitting: da oggi anche per lavoratrici autonome e imprenditrici
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28 Ott 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Voucher baby sitting: da oggi anche per lavoratrici autonome e imprenditrici

Contributi fino 600 euro per pagare asilo nido o baby sitter: ora possono accedervi anche le mamme lavoratrici autonome o imprenditrici.

 

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale che estende il beneficio dei voucher baby sitting e asili nido alle madri lavoratrici autonome o imprenditrici, comprese le coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti attività commerciali, imprenditrici agricole a titolo principale, nonché le pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne [1].

 

Come le lavoratrici madri dipendenti, da oggi anche quelle autonome o imprenditrici hanno la facoltà di richiedere per il 2016, in luogo del congedo parentale, un contributo utilizzabile alternativamente per:

  • far fronte alle spese della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati;
  • l’acquisto di servizi di baby-sitting.

 

La domanda può essere presentata anche dalle lavoratrici che abbiano usufruito in parte del congedo parentale.

 

A quanto ammonta il voucher baby-sitting

Il contributo è pari ad un importo massimo di 600 euro mensili, per un periodo complessivo non superiore a 3 mesi, in base alla richiesta della lavoratrice interessata, erogato attraverso il sistema dei buoni lavoro.

 

Nel caso di fruizione della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, il pagamento viene fatto direttamente alla struttura prescelta, fino a concorrenza del predetto importo massimo di 600 euro mensili, dietro esibizione da parte della struttura della richiesta di pagamento corredata della documentazione attestante l’effettiva fruizione del servizio.

 

Come presentare la domanda

La domanda telematica deve essere presentata all’Inps dalla madre lavoratrice entro il 31 dicembre 2016, con l’indicazione di una delle suddette opzioni alle quali intende accedere e per quante mensilità intende usufruire del beneficio in alternativa al congedo parentale, con conseguente riduzione dello stesso.

 

La scelta del beneficio non può essere variata, salvo la presentazione di una nuova domanda entro il predetto limite temporale, che comporta la revoca della precedente. Il beneficio è erogato secondo l’ordine di presentazione delle domande.
Una volta ricevuta la comunicazione di accoglimento della domanda tramite i canali telematici dell’Inps, la lavoratrice interessata deve procedere all’acquisizione del voucher entro i successivi 120 giorni tramite i medesimi canali telematici; la mancata acquisizione del voucher telematico entro il predetto termine si intende come rinuncia al beneficio.

 

Al beneficio non sono ammesse le madri lavoratrici che relativamente al figlio per il quale intendono esercitare la facoltà dedotta:

  • risultano esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati;
  • usufruiscono dei benefici di cui al Fondo per le politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità [2].

Nel caso in cui il diritto all’esenzione totale venga riconosciuto successivamente all’ammissione al contributo, la lavoratrice decade dal beneficio dal giorno successivo al riconoscimento del diritto all’esenzione medesima, senza obbligo di restituzione delle somme percepite.

 

Nel caso di opzione per il contributo per l’accesso alla rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, la lavoratrice, prima della compilazione della domanda on-line per accedere al beneficio, deve, comunque, verificare la disponibilità dei posti presso la rete pubblica dei servizi per l’infanzia o le strutture private accreditate.

 


[1] Ministero del Lavoro, decreto del 1.9.16, G.U. Serie Generale n.252 del 27.10.2016.

[2] Art. 19, co. 3, D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla L. 4 agosto 2006, n. 248.

 


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