Noemi Secci
Noemi Secci
25 Nov 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Pensione cassa ragionieri, quali requisiti?

Pensione di vecchiaia e anticipata per gli iscritti alla cassa ragionieri: quali requisiti sono necessari, come si calcola.

 

La Cnpr, cioè l’Associazione cassa nazionale di previdenza e assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali, meglio nota come Cassa ragionieri, è la gestione previdenziale alla quale sono obbligati:

  • tutti i ragionieri e periti commerciali iscritti all’Albo professionale dei ragionieri e periti commerciali che esercitano la professione con carattere di continuità, a meno che non risultino iscritti a forme diverse di previdenza obbligatoria o beneficiari di pensione in conseguenza di una differente attività da loro svolta;
  • in particolare, sono obbligati all’iscrizione:
    • gli iscritti alla Sezione A dell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili che esercitano la libera professione con carattere di continuità, anche se in pensione, già iscritti alla cassa alla data del 31 dicembre 2007;
    • gli iscritti dal 1° gennaio 2008 alla Sezione A dell’Albo con il titolo professionale di “ragioniere commercialista” che esercitano la libera professione con carattere di continuità, anche se in pensione, non iscritti alla cassa alla data del 31 dicembre 2007;
  • dal 1° gennaio 2016, gli esperti contabili iscritti alla sezione B dell’Albo.

La Cassa ragionieri riconosce agli iscritti le seguenti prestazioni:

  • vecchiaia;
  • anticipata;
  • inabilità;
  • invalidità;
  • reversibilità ai superstiti del pensionato;
  • indiretta ai superstiti dell’iscritto non ancora pensionato.

 

 

Pensione di vecchiaia Cassa ragionieri: requisiti

I requisiti per la pensione di vecchiaia nella Cassa ragionieri sono i seguenti:

  • per i nati fino al 31 dicembre 1947: 66 e 3 mesi di età più 30 anni di contributi;
  • per i nati dal 1° gennaio 1948 al 31 dicembre 1949: 66 e 3 mesi d’età più 31 di contributi;
  • per i nati dal 1° gennaio 1950 al 31 dicembre 1951: 67 anni d’età più 32 di contributi;
  • per i nati dal 1° gennaio 1952 al 31 dicembre 1953: 68 anni di età più 33 di contributi;
  • per i nati dal 1° gennaio 1954 al 30 giugno 1955: 68 anni d’età più 34 di contributi;
  • per i nati dal 1° luglio 1955 al 31 dicembre 1956: 68 anni d’età più 35 di contributi;
  • per i nati dal 1° gennaio 1957 al 30 giugno 1958: 68 anni d’età più 36 di contributi;
  • per i nati dal 1° luglio 1958 al 31 dicembre 1959: 68 anni d’età più 37 di contributi;
  • per i nati dal 1° gennaio 1960 al 30 giugno 1961 (il Suo caso): 68 anni d’età più 38 di contributi;
  • per i nati dal 1° luglio 1961 al 31 dicembre 1962: 68 anni d’età più 39 di contributi;
  • per i nati dal 1° gennaio 1963 in poi: 68 anni d’età più 40 di contributi.

 

 

Pensione anticipata Cassa ragionieri

Gli iscritti, anziché attendere l’età per la pensione di vecchiaia, possono optare per la pensione anticipata, che si può raggiungere con 63 anni di età e 20 anni di contributi: in questo caso, però, il calcolo della pensione è interamente contributivo e risulta notevolmente penalizzante rispetto al calcolo reddituale (applicabile, per quanto concerne la pensione di vecchiaia, sino al 2003).

 

 

Pensione Cassa ragionieri: calcolo reddituale e contributivo

La quota reddituale della pensione, nella Cassa ragionieri, viene calcolata sulle anzianità maturate e sui redditi al 31 dicembre 2003; la quota è pari, per ogni anno di effettiva iscrizione e contribuzione, ad una percentuale della media degli ultimi 24 redditi professionali annuali dichiarati ai fini Irpef e rivalutati. La misura della pensione, inoltre, non può essere inferiore all’80% di quella calcolata sulla media dei 15 redditi professionali annuali più elevati, dichiarati ai fini Irpef negli ultimi 20 anni, sino a un massimo di 82.000 euro.

La quota così calcolata al 31 dicembre 2003 è rivalutata annualmente sulla base della variazione dell’indice Foi calcolato dall’Istat, per fasce di importo.

Il sistema di calcolo contributivo, invece, è relativo alle contribuzioni accreditate successivamente al 2003: il calcolo si basa sui contributi accantonati ogni anno, rivalutati e trasformati in assegno di pensione da un apposito coefficiente, detto di trasformazione, che cresce con l’aumentare dell’età.

Per ridurre le divergenze tra sistema contributivo e reddituale, viene applicata, sulla quota reddituale, la cosiddetta “riduzione di equilibrio”, cioè un taglio dell’assegno pari a un quarto della differenza tra i due sistemi di calcolo; la riduzione non può superare, comunque, il 20% della quota di pensione reddituale.


 


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