Non si macchia del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte il contribuente che, pur avendo già ricevuto la notifica di cartelle esattoriali, abbia prelevato tutti i propri risparmi dal conto corrente.
Secondo la Cassazione [1], infatti, è consentito dalla legge disporre, in qualsiasi momento, delle proprie somme depositate in banca, seppur con questo comportamento si svuoti integralmente il conto.
Perché, invece, scatti la sanzione penale, sono necessari una serie di atti connotati da fraudolenza: ossia atti che, siano rivolti, con artificio, inganno o menzogna, a rendere irrintracciabili al fisco le somme di denaro.
Nel caso concreto deciso dalla Corte nella citata sentenza, il contribuente aveva chiesto alla banca di mettergli a disposizione i propri risparmi attraverso 713 assegni di piccolo taglio (cioè dell’importo di € 2.400 cadauno): ciò per sottrarli alla disciplina dell’antiriciclaggio ai fini della tracciabilità. Tale condotta è stata considerata penalmente illegittima e l’imputato condannato.
[1] Cass. sent. n. 25677 del 3.07.2012.
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