Notifica telematica del titolo e del precetto
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29 Ott 2016
 
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Notifica telematica del titolo e del precetto

Pct, processo civile telematico, la notifica dei provvedimenti giudiziali ed in particolare dei titoli esecutivi.

 

Ci occuperemo della notifica in modalità telematica di titolo e precetto e la successiva prova della notifica.

 

La normativa con la quale ha inizio il primo titolo del libro terzo del codice di procedura civile, e quindi l’intera

disciplina del processo di esecuzione, contiene innanzitutto la solenne enunciazione della portata essenziale che spetta al titolo esecutivo per l’avvio e la prosecuzione del processo esecutivo. L’esecuzione forzata non può aver luogo che in virtù di un titolo esecutivo, enuncia dunque la norma in discorso, che subito precisa: “per un diritto certo, liquido ed esigibile”.

 

Il 2° comma dell’art 474 c.p.c. enuncia dunque che sono titoli esecutivi:

 

1) le sentenze ed i provvedimenti ai quali la legge attribuisce espressamente efficacia esecutiva. Si tratta di una norma di rinvio a quel complesso di disposizioni e con le quali la legge attribuisce efficacia esecutiva (id est: efficacia di titolo esecutivo) alle sentenze e agli altri provvedimenti che il giudice pronuncia in sede di cognizione;

 

2) le scritture private autenticate, relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in esse contenute, le cambiali nonché gli altri titoli di credito ai quali la legge attribuisce espressamente la stessa efficacia;

 

3) gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge a riceverli.

 

Naturale conseguenza di tale enunciazione, con riferimento alle notifiche di cui all’art. 3bis della L. 53/1994, è che ognuna di tali categorie di titoli esecutivi deve poter essere oggetto di notifica telematica al fine di rendere perfettamente compatibile il sistema della notifica a mezzo Posta Elettronica Certificata con il processo di esecuzione. L’art. 479, 1° comma, c.p.c. denuncia che “se la legge non dispone altrimenti, l’esecuzione forzata deve essere preceduta dalla notificazione del titolo esecutivo e del precetto”. Il primo degli atti preparatori alla esecuzione forzata e  dunque la notificazione del titolo esecutivo.

Possiamo dire che la notificazione del titolo esecutivo consiste nella consegna al debitore, nei modi determinati dalla legge, da parte dei soggetti abilitati (Ufficiale Giudiziario, Avvocato abilitato alla notifica postale, Avvocato notificante con PEC) ed a seguito di richiesta del creditore, di una copia autentica del titolo esecutivo, ossia di una copia autentica di quell’unica copia in forma esecutiva che, agli effetti della notificazione, fungerà  da originale. Ciò naturalmente riguarda solo i titoli per i quali e  richiesta la spedizione in forma esecutiva, mentre negli altri casi la notificazione del titolo esecutivo si riduce ad una modalità della notificazione del precetto.

 

Per venire alla discussione che ci occupa e quindi alla notificazione vera e propria in forma telematica del titolo esecutivo, bisogna rammentare la distinzione di cui al secondo comma dell’art. 474 c.p.c. e cioè la distinzione tra titoli di formazione giudiziale e stragiudiziale. Nel caso di titolo esecutivo di formazione giudiziale (sentenza o decreto ingiuntivo esecutivo) questo andrà scansionato in ogni sua pagina inclusa ovviamente la formula di esecutorietà, andrà compilata la relata che dovrà contenere l’attestazione di conformità come vista nel modello di cui al paragrafo precedente. Ovviamente ad essere scansionato sarà il titolo e non la copia conforme in quanto copia conforme diverrà la scansione stessa.

 

Primo quesito sorto all’attenzione degli addetti ai lavori è CHI materialmente tra avvocato e cancelliere estrae ed attesta la conformità della copia su cui il cancelliere apporrà la formula esecutiva; in sintesi se l’avvocato può autenticare la copia di un provvedimento del fascicolo telematico, come una sentenza o un decreto ingiuntivo munito della clausola di provvisoria esecuzione (ex art. 16bis, comma 9bis del D.L. 179/2012, conv. in L. 221/2012), potrà anche autenticare le copie su cui apporre la formula, oppure dovrà richiedere sia la copia autentica, sia l’apposizione della formula al cancelliere stesso?

La problematica è stata affrontata dalla circolare Min. Giustizia 27-10-2014 che l’ha risolta nel secondo dei sensi sopra indicati, rilevando che l’art. 153 disp. att. C.p.c. (il quale attribuisce al cancelliere la potestà di rilasciare al copia in forma esecutiva di cui all’art. 475 del codice di rito) non è stato in alcuno modo intaccato dalla normativa “processual-telematica” sopravvenuta. Ne consegue, dunque, che l’attività di rilascio della copia munita di formula è attività tuttora riservata al cancelliere stesso. Dunque, sempre secondo la circolare in questione, le cancellerie dovranno astenersi “dall’apporre la formula esecutiva su copie di provvedimenti giudiziari autenticate ai sensi dell’art. 16bis, comma 9bis del D.L. 179/2012,conv. in L. 221/2012, ed attenendosi, invece, alla nota procedura disciplinata dal codice di procedura civile”. Tale, pertanto, la prassi ministeriale, cui, almeno a quanto consta, si sono prevalentemente uniformate quelle locali (vedi, però, ad esempio, il protocollo di Ancona, che prevede l’esatto contrario o il protocollo di Torino, che prevede una doppia opzione).

 

 

La formula esecutiva

Un ulteriore aspetto problematico riguarda il caso della formula esecutiva da apporre su decreto ingiuntivo divenuto esecutivo per mancata opposizione, ex art. 654 c.p.c. E tale problematica sorge proprio a seguito della circolare del 27-10-2014.

 

Sino all’entrata a regime del PCT, divenuto esecutivo un decreto ingiuntivo per mancata opposizione, l’interessato si recava in cancelleria, ove, disposta l’esecutorietà ai sensi dell’art. 647 c.p.c., veniva apposta la formula direttamente sull’originale notificato (che, ai sensi del secondo comma dell’art. 654 c.p.c. sopra citato non deve essere rinotificato in vista dell’esecuzione, dovendosi, comunque, fare menzione nel precetto “del provvedimento che ha disposto l’esecutorietà e dell’apposizione della formula”).

 

Indi si estraevano le copie necessarie per la notifica. Cosa accade però con l’avvento delle notifiche telematiche? La soluzione iniziale passava da un totale meccanismo cartaceo attraverso il quale il soggetto interessato si recava in cancelleria con il decreto notificato corredato di tutte le prove della notificazione (telematica o cartacea) ed ivi, previa dichiarazione di esecutorietà, la formula veniva apposta sull’originale notificato. Si trattava di un meccanismo che aveva il pregio di essere ad “impatto processuale” nullo, ma che, svolgendosi in modo completamente cartaceo, era totalmente estraneo alle linee ispiratrici del PCT. Non solo, oggetto di notifica poteva essere solo una copia informatica estratta dal fascicolo e non un duplicato che per sua natura non può essere riprodotto con strumenti che ne alterino le caratteristiche; ma per quanto attiene la copia, l’emanazione del D.L. 83/2015, conv. in L. 132/2015, aveva posto il problema di come provvedere alla notifica della copia stessa stante l’assenza di regole tecniche che ne disciplinassero l’attestazione di conformità ai sensi dell’art 16 bis, comma 9bis del D.L. 179/2012, conv. in L. 221/2012.

 

Si è dunque optato per un approccio totalmente telematico come segue:

a) la richiesta di esecutorietà viene inoltrata telematicamente, con i relativi allegati a comprova;

b) la cancelleria annota la mancata opposizione e il giudice emette telematicamente il decreto di esecutorietà, di cui viene data notizia, sempre per via telematica, all’istante;

c) a questo punto ai sensi dell’art. 17 della Circolare 23 ottobre 2015 l’avvocato non è tenuto a produrre alcuna copia cartacea del decreto notificato e delle relative ricevute bensì è la cancelleria che estrae copia dal fascicolo e vi appone la formula esecutiva.

 

Si tratta di una prassi più articolata, ma che consente uno svolgimento telematico di quasi tutti i passaggi procedurali, rispettando la filosofia di fondo del PCT.

 

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Titoli esecutivi di formazione giudiziale

  1. Sentenze: richiesta copia cartacea, apposizione formula esecutiva da parte del cancelliere. 1) Notifica tradizionale 2) oppure scansione e notifica Pec;
  2. Decreti ingiuntivi: richiesta esecutorietà telematica, concessione telematica- apposizione del “Comandiamo” sull’originale a mezzo cartaceo o a mezzo Pec. 1) Notifica tradizionale 2) oppure scansione e notifica Pec.

 

 

Una volta ottenuto il titolo giudiziale o meglio la copia autentica di quell’unica copia in forma esecutiva che, agli effetti della notificazione funzionerà da originale, questo “originale esecutivo” verrà dunque scansionato e la copia informatica per immagine sarà a tutti gli effetti la copia conforme all’esecutiva che sarà contenuta nel messaggio PEC di notifica. Di tale copia esecutiva dovrà essere attestata la conformità all’originale secondo le modalità (e tutte le problematiche sorte dal D.P.C.M. 13-11-2014 fino alla conversione in L. 132/2015 del D.L. 83/2015) di cui al capitolo seguente.

 

Infatti l’art 18 del D.M. 44/2011 così recita al comma 1: “L’avvocato che procede alla notificazione con modalità telematica ai sensi dell’articolo 3bis della legge 21 gennaio 1994, n. 53, allega al messaggio di posta elettronica certificata documenti informatici o copie informatiche, anche per immagine, di documenti analogici privi di elementi attivi e redatti nei formati consentiti dalle specifiche tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34”; nella locuzione copie informatiche per immagine di documenti analogici risiede la possibilità di notificare le sentenze in formato cartaceo, unitamente all’art. 3bis della L 53/1994 che prevede al comma 2: “Quando l’atto da notificarsi non consiste in un documento informatico, l’avvocato provvede ad estrarre copia informatica dell’atto formato su supporto analogico, attestandone la conformità con le modalità previste dall’art. 16undecies del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. La notifica si esegue mediante allegazione dell’atto da notificarsi al messaggio

di posta elettronica certificata”. Gli ultimi due nefasti periodi sono il frutto della caotica conversione in legge 132/2015 del decreto legge 83/2015 che rimandando al novellato art 16undecies del D.L. 179/2012, conv. in L. 221/2012, ha rinviato per le modalità di attestazione di conformità alle “modalità stabilite nelle specifiche tecniche del responsabile dei servizi telematici del ministero della giustizia”; tale disposizione ha creato un vuoto normativo fino alla emanazione del citato provvedimento ministeriale creando non poche problematiche agli operatori del diritto.

 

Una volta dunque provveduto alla redazione della notifica ed alla attestazione di conformità la sentenza potrà essere notificata con invio del messaggio di Posta Elettronica Certificata.

 

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