Notifica telematica atto di precetto
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29 Ott 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Notifica telematica atto di precetto

Pct, processo civile telematico, la notifica da parte dell’avvocato dell’atto di precetto a mezzo posta elettronica certificata (Pec).

 

L’ atto di precetto così come previsto e disciplinato dall’art. 480 del codice di procedura civile deve essere notificato con atto scritto dove per scritto si intende anche mediante documento di videoscrittura. E  un’intimazione posta dal creditore che invita il debitore a saldare quanto dovuto entro un termine non inferiore ai 10 giorni. Tale atto costituisce a tutti gli effetti la fase preliminare dell’esecuzione forzata.

 

L’atto di precetto, per essere valido ed efficace deve assolutamente riportare:

— l’indicazione delle parti;

— la data di notificazione del titolo esecutivo (nel caso questi sia stato notificato precedentemente alla notifica dell’atto di precetto);

— la trascrizione del titolo esecutivo (solo quando questa sia richiesta espressamente dalla legge, ad es. cambiali e assegni);

— la dichiarazione di elezione di domicilio nel comune in cui si effettuerà l’esecuzione forzata.

Tale elemento non e  più obbligatorio in quanto il D.L. 90/2014 convertito con la L.114/ 2014, con l’articolo 52, comma 1, lettera b), ha introdotto nel D.L. 179/2012, conv. in L. 221/2012, l’articolo 16sexies, disciplinando compiutamente il cd. domicilio digitale, ed ha chiarito definitivamente che “salvo quanto previsto dall’articolo 366 del codice di procedura civile, quando la legge prevede che le notificazioni degli atti in materia civile al difensore siano eseguite, ad istanza di parte, presso la cancelleria dell’ufficio giudiziario, alla notificazione con le predette modalità può procedersi esclusivamente quando non sia possibile, per causa imputabile al destinatario, la notificazione presso l’indirizzo di posta elettronica certificata, risultante dagli elenchi di cui all’articolo 6bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, nonché dal registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal ministero della giustizia”;

— la sottoscrizione della parte;

— la nuova formulazione, introdotta dalla conversione in L. 132/2015 del D.L. 83/2015, contenente l’avvertimento che il debitore può, con l’ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore.

 

Per la notifica in forma telematica il precetto non comporta particolari problematiche.  La notifica avviene come  originale informatico e, quindi, una volta redatto tramite il proprio programma di videoscrittura (es.: Microsoft Office Word), è necessario salvare (pubblicare) una copia come PDF.

Una volta ottenuto un file .pdf (cosiddetto nativo cioè derivato non dalla scansione di un documento analogico ma dalla trasformazione di un file creato con videoscrittura) questo andrà firmato digitalmente nella maniera che segue. Posto che il dispositivo di firma può essere uno o più di uno ed, anzi, conviene possederne almeno due per evitare guasti o problemi di scadenza, i software che gestiscono la firma sono innumerevoli e del tutto gratuiti. Una volta scelto il software con cui far gestire la firma la procedura è sempre intuitiva in quanto verrà richiesto il “pin” del dispositivo che una volta inserito consentirà di firmare il file.

 

Completata l’operazione il file sarà firmato digitalmente.

A prescindere da eventuali “loghi” che vengono generati dai software che servono solo per una distinzione di tipo visivo, è il contenuto del file ad essere stato modificato, certificato e reso inalterabile.

Il resto, appunto, è tutta grafica che ha la funzione, laddove il file dovesse esser stampato e quindi perdere le caratteristiche di firma, di permettere di identificarlo come copia analogica di un documento originariamente informatico firmato digitalmente.

 

La procedura di notifica è estremamente semplice ricalcando quella di per i file “originali informatici” che quindi non richiedono attestazioni di conformità e nel caso di precetto (generalmente) neppure procura. Pertanto sarà necessario solo predisporre la relazione di notifica ed inviare il messaggio.

 

Non sorgono particolari problemi neppure laddove il precetto venga notificato unitamente al titolo. L’unica accortezza è non effettuare un’unica scansione: la sentenza come documento analogico sarà l’unico ad essere scansionato mentre il precetto sarà un originale informatico. Il messaggio di PEC renderà “pedissequo” il precetto rispetto alla sentenza sì da renderli come consecutivi pur restando due distinti file, la sentenza come copia informatica per immagine della quale andrà attestata la conformità all’originale ed il precetto come originale informatico. Per comodità riproponiamo lo schema.

 

Nel caso di sentenza e precetto notificati insieme si seguirà la procedura sub A per il precetto e sub D per la sentenza, procedura distinta per i due file che al  momento della stesura della relata diverrà unica.

 

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