Notifica di precetto cambiario o su assegno col Pct
Professionisti
29 Ott 2016
 
L'autore
Edizioni Simone
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Notifica di precetto cambiario o su assegno col Pct

Processo civile telematico, le regole per le notifiche degli avvocati.

 

Particolari problemi interpretativi in seno alla dottrina del processo telematico ha suscitato la questione inerente la possibilità di poter notificare a mezzo PEC il precetto cambiario o su assegno.

 

Ricordiamo brevemente che il mancato pagamento della cambiale all’atto di presentazione per l’incasso deve risultare dal “protesto”, ovvero da un atto pubblico (redatto da notaio o pubblico ufficiale o ufficiale giudiziario), nel quale si accerta in forma solenne l’avvenuta presentazione del titolo in tempo utile ed il conseguente rifiuto di pagare, protesto che non è necessario nel caso si agisca direttamente contro il traente; allo stesso modo nel caso dell’assegno. La cambiale protestata o l’assegno non pagato costituiscono titolo esecutivo per l’ammontare non pagato.

Se il mancato pagamento è parziale, l’azione esecutiva potrà essere esercitata per quella parte della somma portata dalla cambiale o assegno e non pagata.

 

Il portatore del titolo potrà comunque richiedere:

— l’ammontare non pagato della cambiale;

— gli interessi al tasso legale dal giorno della presentazione;

— le spese per il protesto (o equivalenti) o altre spese.

 

Ma come procedere nel caso si voglia effettuare alla notifica del precetto a mezzo Pec sui titoli cartolari?

Parte della dottrina (avv. Juri Rudi) esclude a priori la possibilità di notifica del precetto cambiario via PEC ritenendo insormontabile l’ostacolo posto dalla necessaria attestazione di conformità fatta dall’Ufficiale Giudiziario, in tal senso anche il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati (COA) di Trani e, in parte, di Torino; una attenta analisi delle norme e della giurisprudenza sul punto possono però anche far propendere per una soluzione meno drastica.

 

Non dovrebbe intanto porsi il problema nel caso di precedente notifica cartacea non a buon fine del precetto cambiario contenente l’attestazione dell’Ufficiale Giudiziario. Infatti, volendo procedere alla rinnovazione della notifica a mezzo PEC, l’avvocato avrebbe già a sua disposizione l’attestazione fatta e potrebbe scansionare il tutto per procedere alla notifica come copia informatica per immagine (ipotesi sub D degli esempi di notifica del paragrafo 3).

 

Il vero problema si pone laddove si intenda notificare un precetto ex novo partendo dalla cambiale o dall’assegno originali in proprio possesso.

In tal caso molto interessante appare la dissertazione fatta dall’Avv. Roberto Arcella del foro di Napoli nel suo seguitissimo blog in data 10 luglio 2014.

L’autorevole collega afferma: “Va premesso che la trascrizione integrale del titolo all’interno del precetto è richiesta, ex art. 480 c.p.c., in tutti casi in cui il titolo circola solo in originale, come avviene per le cambiali e gli altri titoli di credito. (cfr. art. 63della Legge cambiaria e 55 della Legge assegno). La giurisprudenza ha avuto però modo di affermare che, agli effetti della validità del precetto, è sufficiente l’indicazione degli elementi essenziali per l’individuazione della cambiale o assegno (cfr. Cassazione Civile 3593 del 1990 e 5531 del 1986). Segnalo, in particolare, la pronuncia (ritenuta una pietra miliare nell’interpretazione dell’art. 480 c.p.c.) secondo cui ‘Dal confronto fra il comma 2 dell’art. 480 c.p.c. – secondo il quale il precetto deve contenere, tra l’altro, la trascrizione integrale del titolo esecutivo, quando questa è richiesta dalla legge, ed inoltre, in tal caso, la certificazione dell’ufficiale giudiziario dell’esatta corrispondenza di detta trascrizione al titolo originale – ed il comma 3 dell’art. 63 del R.D. 14 dicembre 1933, n. 1669 – secondo il quale il precetto cambiario deve contenere soltanto la trascrizione della cambiale o del protesto e degli altri documenti necessari a dimostrare la somma dovuta – si evince che il precetto cambiario non esige, per la sua validità, la trascrizione degli elementi essenziali per la sua individuazione, e, conseguentemente, neppure la anzidetta certificazione dell’ufficiale giudiziario, essendo questa necessaria unicamente nel caso in cui sia richiesta la trascrizione integrale del titolo esecutivo.

 

Questo principio di diritto è applicabile anche in ipotesi di precetto notificato sulla base di assegno bancario, essendo la formulazione dell’art. 55, comma 3 del R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736, sull’assegno identica a quella dell’art. 63, comma 3 del R.D. 14 dicembre 1933, n. 1669, relativo alla cambiale’ (Cassazione civile, sez. III, 9 maggio 1985, n. 2895)”.

 

Ne conseguirebbe che, laddove si optasse per una trascrizione non integrale ma quella dei soli elementi essenziali del titolo, la certificazione dell’Ufficiale Giudiziario non sarebbe necessaria.

 

Meno perseguibile per la forzatura che imporrebbe alla necessaria origine testuale del file .pdf sarebbe anche la possibilità consentita dall’art 3bis della L. 53/1994 di scansionare unicamente l’attestazione dell’Ufficiale Giudiziario.

Ne consegue che, pur non essendovi nullità testuali che escludano la possibilità di notifica del precetto cambiario o su assegno a mezzo Posta Elettronica Certificata, la prudenza, in mancanza di sicure interpretazioni, suggerisce di ricorrervi unicamente laddove fosse l’unica possibilità di notifica.

 

processo-civile-telematico

 


 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti