Il parcheggiatore abusivo che pretende anche pochi spiccioli per “custodire” l’auto, con la velata minaccia – in caso contrario – di danneggiarla, commette estorsione.
Non si tratta di una spontanea beneficienza quella che fa il conducente, anche se le minacce sono solo velate e sottointese.
Un monito è giunto, a riguardo, da una recente sentenza della Cassazione [1].
È ovvio, tuttavia, che la condotta intimidatoria, sia pure indiretta e mascherata, debba essere manifestata all’esterno dall’abusivo e non può trattarsi invece di un semplice timore soggettivo dell’automobilista.
I tanti poliziotti, di fronte ai cui occhi distratti spesso si consumano tali condotte, non possono più assolverle come mere venalità sol perché hanno, come contropartita, pochi euro. Essi, al contrario, sono costretti a intervenire fulmineamente. “Teng’ famiglia”, per il diritto, non è una scriminante!
[1] Cass. sent. n. 21942 del 7.06.2012.
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Un poco di telecamere nei punti caldi potrebbero aiutare.