Se non c’è scritto riproduzione riservata si può copiare?
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30 Ott 2016
 
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Redazione
 


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Se non c’è scritto riproduzione riservata si può copiare?

Non si può copiare un articolo o qualsiasi altro testo anche se non c’è la © di copyright o non c’è scritto «riproduzione riservata».

 

«Ho trovato un mio articolo copiato integralmente su un altro sito: è lecito fare questo anche se vengono correttamente indicati il mio nome e la fonte dell’articolo?»: una domanda che molto spesso ci viene fatta dai nostri lettori. Ed è tanto diffusa quanto la convinzione, da parte di chi copia, che se nel testo «originale» non è prevista alcuna dicitura «riproduzione riservata» o la © rappresentante il simbolo del copyright, il testo sia liberamente riproducibile da chiunque.

 

Si tratta, però, di false convinzioni. Copiare un testo altrui è sempre reato [1], sia che l’autore abbia messo l’avviso «diritti riservati», sia che non lo abbia fatto. La regola, infatti, in materia di diritto d’autore è che tutte le opere originali – ove cioè sia presente un apporto creativo dell’autore – sono automaticamente coperte da copyright e la riproduzione è da ritenersi «riservata» se non diversamente indicato dall’autore stesso. Questo perché il diritto d’autore nasce insieme all’opera stessa, nel momento in cui il suo autore la crea. Senza bisogno di registrazioni in Siae o presso il notaio. Il diritto d’autore – ci si passi questa definizione – è automatico e immediato.

 

L’autore, pertanto, non è tenuto ad apporre alcuna specifica indicazione prima o al termine dei propri testi, pubblicati su internet o su carta tradizionale, per tutelarli o comunicare ai terzi che la copia è vietata: questa è la regola prevista dalla legge e non richiede indicazioni ulteriori.

 

Dunque, nessuno può copiare un testo scritto da altri, anche se sotto pseudonimo o se pubblicato privo di indicazione del nome del creatore. Non può farlo neanche se ha l’accortezza di citare l’autore, la fonte e l’indirizzo web su cui si trova il testo in originale. E le cose non cambiando neanche se chi copia non ha alcuno scopo di lucro, ma solo di informazione. Il diritto di cronaca non scrimina nessuno, neanche le Onlus, le associazioni, le fondazioni, le pubbliche amministrazioni, le forze dell’ordine o le organizzazioni di tutela dei consumatori.

 

È vero piuttosto il contrario: chi vuol rendere il proprio testo liberamente riproducibile e alterabile è tenuto a comunicarlo. Se tale comunicazione non c’è la riproduzione dell’articolo – sia essa a fini di lucro o meno – è sempre vietata dalla legge. Legge che, in questi casi, configura un vero e proprio reato.

 

Esistono anche le licenze creative commons, contrassegnate con apposite icone alla fine di un testo, con cui l’autore dichiara di concedere, a terzi, alcuni diritti sulla propria opera (ad esempio il solo diritto di pubblicare l’opera senza modificarla, il diritto di sfruttarla economicamente citando la fonte, il diritto di modificarla, ecc.).


[1] Art. 171 e 171-bis legge sul diritto d’autore.

 


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