Stage per giovani: tutte le possibilità
Lo sai che?
30 Ott 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Stage per giovani: tutte le possibilità

Tirocini formativi, curricolari e d’orientamento, per disabili e di reinserimento, pratica professionale: quali alternative per entrare nel mondo del lavoro?

 

Per i giovani senza esperienza trovare un posto di lavoro non è semplice, dato che quasi tutte le aziende cercano candidati già in possesso delle competenze necessarie per le mansioni richieste. Per inserirsi nel mercato del lavoro, allora, può essere sicuramente d’aiuto lo svolgimento di un tirocinio, meglio conosciuto come stage: il tirocinio non è un rapporto di lavoro, ma un periodo di formazione, orientamento o riqualificazione che si svolge all’interno di un’azienda o di uno studio professionale.

Il professionista o l’impresa, in questo tipo di rapporto, non rappresentano il datore di lavoro, ma il soggetto ospitante, in quanto ospitano il tirocinante all’interno della loro organizzazione perché possa imparare un determinato mestiere e orientarsi nel mercato del lavoro.

Nello stage non esiste nessun datore di lavoro, ma le parti di questo particolare rapporto sono tre: il tirocinante, il soggetto ospitante (professionista, azienda, associazione o altro ente) e l’ente promotore, cioè il soggetto che promuove lo stage (può essere, ad esempio, l’università o il centro per l’impiego).

Non esiste nemmeno un’unica forma di tirocinio, ma vi sono differenti tipologie di stage, ciascuna con le proprie regole:

  • il tirocinio curricolare;
  • il tirocinio di reinserimento e di inserimento lavorativo;
  • il tirocinio formativo e di orientamento extracurricolare;
  • il tirocinio per disabili e per soggetti svantaggiati;
  • la pratica professionale.

Spesso gli stage sono incentivati da contributi pubblici, come i contributi erogati per i tirocini effettuati nell’ambito del programma Garanzia Giovani. Nella generalità dei casi, comunque, è prevista, dalla normativa sui tirocini [1], un’indennità minima di 300 euro: i rimborsi, però, non sono previsti per tutte le tipologie di stage. Inoltre, la regolamentazione varia da regione a regione.

Vediamo, nel dettaglio, quali sono le principali tipologie di stage per i giovani e quali vantaggi prevedono.

 

 

Stage per neolaureati e neodiplomati

Per chi ha recentemente ottenuto il titolo di studio (laurea o diploma), è possibile svolgere un tirocinio formativo e di orientamento extracurricolare: lo stage è finalizzato alla formazione dei neolaureati o neodiplomati ed all’orientamento professionale e può durare, al massimo, 6 mesi (in alcuni casi si può prorogare per altri 6 mesi).

Se un’azienda, un ente o un professionista vuole ospitare un giovane con questa tipologia di stage deve firmare un’apposita convenzione con l’ente che promuove lo stage: alla convenzione deve essere allegato un progetto formativo specifico, che deve essere rispettato dal soggetto ospitante e dallo stagista. Al tirocinante viene poi assegnato un tutor all’interno dell’azienda, nonché un referente all’interno dell’ente promotore. Il tirocinante, per questa tipologia di stage, ha diritto al rimborso spese minimo di 300 euro (il rimborso può essere maggiore, se previsto dalla normativa regionale o dalla convenzione).

Il tirocinio per neolaureati e neodiplomati non può essere attivato in tutti i casi, ma ci sono precise regole da seguire:

  • non è possibile attivare lo stage per le mansioni che non necessitano di una formazione iniziale;
  • non è possibile utilizzare uno stagista per sostituire dipendenti assenti per malattia, maternità o ferie, né per sostituire i lavoratori stagionali nei periodi di maggiore produttività;
  • il numero degli stagisti in azienda è limitato: le imprese sino a 5 dipendenti, difatti, possono avere un solo stagista, le imprese tra.6 e 20 dipendenti non più di 2, le imprese oltre i 20 dipendenti sino al 10% dell’organico.

 

 

Stage per studenti

Gli studenti delle scuole superiori, delle scuole di specializzazione e delle università possono svolgere uno stage durante il corso di studi, se previsto dal programma: questo particolare tipo di stage si chiama tirocinio curricolare ed è finalizzato all’apprendimento ed alla formazione degli studenti. Il tirocinio curricolare può essere sottoscritto solo da studenti delle scuole superiori, degli atenei o di scuole o corsi di specializzazione convenzionati con enti pubblici: il completamento del periodo di stage attribuisce dei crediti formativi allo studente.

Per questo tipo di stage di solito non è riconosciuta alcuna indennità o rimborso spese, salvo previsioni di miglior favore, anche all’interno della convenzione.

 

 

Stage per disoccupati o inoccupati

Per chi è senza lavoro o non ha mai lavorato è possibile svolgere un particolare tipo di stage: si tratta del tirocinio di inserimento lavorativo, o di reinserimento. Questo tirocinio è rivolto, in particolare:

  • ai disoccupati;
  • agli inoccupati (cioè a coloro che non hanno mai lavorato);
  • ai lavoratori in mobilità;
  • ai lavoratori in cassaintegrazione ordinaria o straordinaria;
  • ai lavoratori che percepiscono un qualsiasi trattamento d’integrazione salariale.

Lo stage non può durare più di 12 mesi e serve a evitare che i lavoratori, grazie al periodo di formazione e riqualificazione, siano espulsi dal mercato del lavoro. La regolamentazione varia da regione a regione; spesso sono previsti contributi pubblici per riconoscere un’indennità ai tirocinanti.

 

 

Stage per soggetti svantaggiati e immigrati

I soggetti svantaggiati, come tossicodipendenti, alcolisti, soggetti con problemi psichiatrici e condannati a misure alternative di detenzione, possono beneficiare di un particolare tipo di stage, il tirocinio per soggetti svantaggiati. Questo stage, della durata massima di 12 mesi, è finalizzato al recupero psicologico del tirocinante e al suo reinserimento nella società e nel mercato dell’impiego.

Anche in questi casi sono spesso previsti dei contributi pubblici finalizzati al rimborso spese dello stagista

Tra i tirocini dedicati ai soggetti svantaggiati ci sono anche quelli promossi a favore degli immigrati, che sono finalizzati alla loro integrazione ed inserimento nella società: spesso questo tipo di stage è collegato ai decreti flussi, cioè ai decreti coi quali si consente il regolare ingresso di extracomunitari nel nostro Paese.

 

 

Stage per disabili

Per i soggetti disabili, cioè con una capacità lavorativa ridotta, sono previsti dei particolari tirocini di formazione e orientamento. Nel dettaglio, questi tirocini sono distinti in tre gruppi:

  • convenzione di inserimento lavorativo;
  • convenzione di integrazione lavorativa;
  • convenzione di programma.

La durata massima, per tutte e tre le tipologie di stage, è di 24 mesi. La forma più utilizzata è la convenzione di inserimento lavorativo:  durante il periodo di tirocinio, il soggetto ospitante prepara gli stagisti disabili a delle specifiche mansioni, in vista dell’assunzione presso un’azienda.

 

 

Pratica professionale

La pratica professionale, o tirocinio per l’accesso alle professioni regolamentate, non ha delle regole univoche, ma la disciplina è differente per ogni ordine professionale.

I rimborsi spese non sono obbligatori, ma a discrezione dello studio ospitante; la durata della pratica non può, comunque, superare i 18 mesi,  a esclusione delle professioni sanitarie. Per i primi 6 mesi il tirocinio può essere svolto, in presenza di un’apposita convenzione quadro stipulata tra i consigli nazionali degli ordini e il Miur, durante il corso di studi universitario.

È possibile svolgere la pratica professionale, dietro apposite convenzioni, anche presso enti pubblici, all’esito del corso di laurea.


[1] L. 148/2011.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti