Manovra finanziaria 2017: tutte le novità
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1 Nov 2016
 
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Maura Corrado
 


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Manovra finanziaria 2017: tutte le novità

27 miliardi di euro: tanto vale la manovra finanziaria 2017. Famiglia, pensioni, scuola e lavoro per rilanciare la competitività italiana. Vediamo tutte le novità.

 

Pensioni, scuola, famiglie: sono questi i tre punti chiave della Legge di Stabilità 2017, approvata in Consiglio dei Ministri sabato 15 ottobre. Vale 27 miliardi di euro – 2 miliardi in più di quanto preventivato – e, secondo Matteo Renzi, dovrà servire a rilanciare gli investimenti e spingere la competitività, spingendo il Pil oltre l’1%.

Vediamo quali sono le principali novità.

 

 

Finanziaria 2017: Equitalia addio!

Equitalia addio! La prima e tanto attesa novità della manovra è la rottamazione dell’ente di riscossione, con la contestuale sanatoria delle cartelle esattoriali con cui, secondo Renzi, verranno recuperati 4 miliardi di euro: saranno, infatti, dovuti imposte e interessi ma nessuna sanzione per ritardi nei pagamenti.

 

 

Finanziaria 2017: confermata la voluntary disclosure

Inoltre, altri 2 miliardi di euro deriveranno dalla nuova voluntary disclosure: per i non addetti ai lavori, con questa espressione si intende il rientro volontario dei capitali detenuti all’estero, cioè la possibilità concessa agli Italiani che hanno interessi, attività finanziarie e patrimoni oltre confine, e che sono sconosciuti all’Agenzia delle Entrate, di fare pace con il fisco e di regolarizzare la loro posizione, anche sul piano penale, pagando le imposte e potendo contare su tassi di sconto.

 

 

Finanziaria 2017: aiuti alla Sanità

Sale a 113 miliardi il finanziamento del fondo del Servizio Sanitario Nazionale, 2 miliardi in più rispetto a quanto precedentemente previsto. In aumento anche i posti di lavoro, 8.000 in più tra nuove assunzioni e regolarizzazione dei contratti precari.

 

 

Finanziaria 2017: Iva e Ires

Per quanto riguarda le novità fiscali, prevista la cosiddetta sterilizzazione dell’aumento dell’Iva, che porterebbe le due principali aliquote dal 10 al 13% e dal 22 al 24%: in questo modo, si intende, quindi, evitare un loro balzo in avanti. Si tratta di un provvedimento fondamentale per dare una spinta alla crescita e per bloccare le clausole di salvaguardia, il paracadute con il quale le manovre finanziarie si mettono al sicuro dalle conseguenze di eventuali errori di valutazione. In particolare, proprio in relazione a queste ultime, si prevede che, se la voluntary disclosure non darà i risultati sperati, con proventi al di sotto dell’1,6%, potrebbero scattarne di nuove: ad esempio, aumentando le accise sull’energia, i tabacchi e gli alcolici.

 

Altra misura in materia fiscale introdotta nella finanziaria è il taglio dell’Ires, l’imposta sul reddito delle società, per la quale è prevista la riduzione dal 27,5 al 24%. Aggiunta, poi, una nuova imposta sul reddito imprenditoriale per aziende e professionisti, chiamata Iri: essa graverà sulle ditte individuali (artigiani e commercianti, in particolare) e varrà applicata solo agli utili reinvestiti nell’azienda e non a quelli prelevati dal titolare dell’attività.

 

 

Finanziaria 2017: riformati gli studi di settore

Nessun accertamento fiscale, grazie alla riforma degli studi di settore, lo strumento utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per ricostruire il reddito dei contribuenti. Con la manovra, essi diventano un mezzo di compliance. Niente paura, non è una parolaccia! Significa semplicemente, che verranno impiegati per misurare la fedeltà dei contribuenti in riferimento anche agli anni precedenti. Non solo: l’obiettivo è quello di premiare i contribuenti più virtuosi nel pagamento delle imposte, ideando un sistema apposito.

 

 

Finanziaria 2017: obiettivo competitività!

Secondo il Governo, l’Italia ha bisogno di un rilancio soprattutto in termini di competitività: in quest’ottica nasce il piano Industria 4.0, le cui misure valgono ben 20 miliardi. Cosa prevede?

  • Viene esteso anche al 2017 il superammortamento: significa che imprese e professionisti possono dedurre dal reddito imponibile il 140% di quanto speso per l’acquisto di beni necessari per l’esercizio delle loro attività. Il risparmio sulle imposte è notevole, con uno sconto maggiore rispetto alla spesa sostenuta;
  • confermato l’iperammortamento al 250% per gli investimenti in innovazione: gli imprenditori hanno la possibilità di beneficiare di un bonus ammortamento al 250% della spesa effettuata. In pratica, le spese inerenti il settore dell’industria 4.0 (cioè, i settori altamente innovativi) saranno ammortizzabili negli anni per un importo pari al 250% del loro valore. In questo modo, la spesa per il bene strumentale agevolabile, acquistato ad esempio a 1000 euro, potrà essere ammortizzata per un importo di 2500 euro;
  • confermato anche, fino al 2020, il credito d’imposta alle attività di ricerca e sviluppo, un’agevolazione fiscale riconosciuta alle imprese che investono in questi settori: passerà da 5 a 20 milioni di euro massimi annuali, mentre l’aliquota salirà al 50% per tutte le spese;
  • eliminata, invece, l’Irpef agricola, l’imposta pagata sui redditi derivanti dalle attività agricole, mentre gli agricoltori under40 potranno contare su una decontribuzione;
  • per facilitare il finanziamento degli investimenti delle imprese, viene prorogata per tutto il 2017 la Sabatini ter, consistente in un sostegno agli investimenti per l’acquisto, anche in leasing, di macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali;
  • rifinanziato per 1 miliardo anche il Fondo Centrale di Garanzia per le piccole e medie imprese: è uno strumento predisposto dal ministero dello Sviluppo Economico per facilitare l’accesso delle stesse al credito bancario, grazie allo Stato che si fa garante per ottenere la concessione di finanziamenti da parte delle banche.

 

 

Finanziaria 2017: nuova forza al Made in Italy

100 milioni al Made in Italy: l’obiettivo è di aumentare il fatturato delle imprese italiane sui mercati esteri di più di un miliardo.

 

 

Finanziaria 2017: occhio alle pensioni

Numerose le novità anche a livello previdenziale, con lo stanziamento di 7 miliardi per il prossimo triennio:

  • quattordicesima estesa a 1,2 milioni di pensionati, con l’obiettivo di arrivare a 3,3 milioni;
  • no tax area (soglia di reddito entro la quale l’imposta dovuta è pari a zero) equiparata per tutti a quella dei lavoratori dipendenti. La soglia quindi è di 8.125 euro;
  • l’Ape (cioè l’anticipo pensionistico) entrerà in vigore da maggio 2017: i lavoratori di 63 anni potranno andare in pensione 3 anni e 7 mesi prima, richiedendo un prestito all’Inps, prestito che sarà una banca a corrispondere;
  • nascita dell’Ape Social, anche detta Ape agevolato in quanto i lavoratori beneficiari potranno godere dell’anticipo pensionistico a carico dello Stato [1]. Per alcune categorie sarà senza costi, fino a un reddito da pensione lordo di 1.350 euro mensili. Potrà accedere chi ha 36 anni di contributi e 30 anni se si è disoccupati. Palazzo Chigi lavora anche sulla possibilità che vi possa accedere anche chi, pur non avendo raggiunto i 36 anni di contributi, svolge delle professioni usuranti o onerose;
  • molto probabile anche una nuova salvaguardia anche per circa 28.000 esodati: si tratta di quei lavoratori che rischiano di rimanere senza reddito e senza pensione perché finiti in mobilità o rimasti disoccupati poco prima della riforma Fornero, che ha elevato il limite dell’età pensionabile.

 

 

Finanziaria 2017: terremotati, migranti e canone Rai

Destinati 4,5 miliardi per la ricostruzione delle zone terremotate e per il piano Casa Italia. Resta in vigore il Sisma Bonus, con cui si potrà detrarre una percentuale Irpef anche per le spese di adeguamento antisismico o destinate a mettere in sicurezza edifici adibiti ad abitazione principale o ad attività produttive.

 

Stanziati, inoltre, 500 euro l’anno a migrante una tantum per le spese sostenute dai Comuni che li hanno accolti. Sempre per i Comuni, al fine di sbloccarne gli investimenti, sono previsti 3 miliardi a cui se ne aggiungono altri 7 in sette anni contro il dissesto idrogeologico.

 

Scende anche il canone Rai, da 100 a 90 euro.

 

 

Finanziaria 2017: misure per l’edilizia

Stabilita, ancora, la rinnovazione dell’ecobonus per tutto il 2017 e fino al 2021 per i condomini. Si tratta di una detrazione fiscale del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, mentre per i condomini la detrazione è del 70% per l’involucro dell’edificio.

Prorogato per altri tre anni anche il bonus ristrutturazioni per chi ristruttura una casa (detrazione Irpef al 50%).

 

 

Finanziaria 2017: misure contro la povertà

Altra previsione importante è quella relativa all’estensione su tutto il territorio nazionale del sostegno all’inclusione attiva, un sussidio fino a un massimo di 400 euro mensili per le famiglie con figli minorenni o disabili e con reddito Isee inferiore a 3000 euro annui. In arrivo, poi, dal 2018, 500 milioni di euro per le politiche contro la povertà.

 

 

Finanziaria 2017: misure per la famiglia

Anche nella Legge di Stabilità 2017 trovano spazio gli interventi in favore dei nuclei familiari più disagiati: 600 milioni di euro destinati al bonus bebè, ai voucher per gli asili nido, agli sconti fiscali per prodotti per la prima infanzia. Confermato anche il bonus famiglia, un assegno straordinario che sarà concesso alle famiglie con almeno 2 figli a carico e un reddito Isee non alto.

Ancora: previsto anche il bonus 18 anni, concesso sotto forma di carta elettronica e di buoni spesa per attività culturali.

 

 

Finanziaria 2017: borse di studio

Stanziati 50 milioni in più per le borse di studio agli universitari, a seconda dei fabbisogni regionali, con la previsione di super borse di studio di 15.000 euro l’una per quelli particolarmente meritevoli. Per gli studenti con redditi bassi, invece, viene istituita una no tax area fino a 13.000 euro.

 

 

Finanziaria 2017: pacchetto lavoro

Una vera e propria rivoluzione nella Pubblica Amministrazione: 900 milioni per il rinnovo dei contratti e prossima indizione di concorsi per infermieri, poliziotti, medici e docenti.

 

Prevista la detassazione al 10% sui premi di produttività per quelli fino a 4.000 euro e sui redditi fino a 80.000 euro.

 

Previsto anche un esonero contributivo per un massimo di 36 mesi per le assunzioni stabili (effettuate tra il 01.01.2017 e il 31.12.2017), anche in apprendistato, di studenti che abbiano svolto attività di alternanza scuola-lavoro.

 

Per i 50.000 esuberi nel settore bancario, previsti 100 milioni l’anno per tre anni.

 


[1] La differenza tra Ape volontaria e Ape Social consiste nel fatto che, nel richiedere la pensione anticipata, il lavoratore rinuncia ogni mese a una percentuale dell’assegno grazie a prestiti bancari e assicurativi tramite Inps che poi dovranno essere rimborsati a rate. L’Ape Social, o agevolato, o a costo zero, invece, non grava economicamente sui pensionandi poiché è lo Stato a farsene carico grazie a bonus fiscali ad hoc e trasferimenti monetari. Inoltre, per usufruire dell’Ape volontaria sono richiesti 20 anni di contributi.

 


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