Esiste un numero minimo di studenti per fare lezione?
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1 Nov 2016
 
L'autore
Antonio Salerni
 


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Esiste un numero minimo di studenti per fare lezione?

Un professore può interrogare o fare lezione quando in classe sono presenti solo pochi alunni o la legge prescrive un limite minimo?

 

Con l’anno scolastico avviato capita per alunni e genitori di imbattersi in dubbi più o meno peculiari legati al regolare svolgimento delle attività didattiche. Uno di questi dubbi è quello legato al numero minimo necessario per lo svolgimento di una lezione. Quante volte sono capitate giornate in cui in classe erano presenti solamente un paio di alunni, o addirittura uno solo? Ciò per i motivi più svariati: dalla presenza di eventi che ostacolano o impediscono gli spostamenti (una nevicata eccezionale per esempio), agli scioperi degli studenti organizzati senza raggiungere “l’unanimità” di adesioni della classe. Ed ecco che gli studenti presenti in un singolo giorno possono essere pochissimi: tre, quattro, cinque, o perfino uno solo. Ma a prescindere della causa, in casi del genere, è legittimo o meno che un insegnante porti avanti ugualmente il proprio programma didattico? Esiste cioè un numero legale che renda valido ed incontestabile l’operato del docente oppure lo stesso è tenuto ad astenersi dallo svolgere attività?

 

La legge nazionale sul punto non impone dei veri limiti numerici per poter svolgere lezione. Un insegnante non è infatti vincolato da una percentuale di studenti necessariamente presenti in classe. Rimane ferma la possibilità per i dirigenti scolastici e i docenti di disciplinare in modo particolare le modalità organizzative della scuola, attraverso il rispettivo regolamento di istituto, nel rispetto e nei limiti dell’autonomia scolastica riconosciuta nel nostro ordinamento. Dunque, per regola generale, rientra nella piena discrezione di ogni docente, durante una giornata caratterizzata da numerosissime assenze, decidere come svolgere la propria attività lavorativa, senza che tali eventi possano limitare lo svolgimento del rispettivo programma. Teoricamente, pertanto, un professore potrà fare lezione legittimamente anche con un solo studente presente, essendo dovere degli assenti rimettersi in pari con il programma al rientro a scuola. Ciò rientra nell’ambito della c.d. autonomia professionale propria degli insegnanti.

 

Stesso principio vale per i compiti in classe: anche lo svolgimento di una prova scritta non risulta precluso da un limite numerico previsto dalla legge. Dunque l’insegnante, potrà autonomamente decidere se somministrare il test scritto anche con pochissimi studenti presenti, oppure rinviarlo ad una data successiva.

 

Per quanto riguarda la possibilità di interrogare oralmente l’eventuale unico alunno entrato in classe in giornata, le condizioni cambiano lievemente. Infatti uno dei diritti garantiti dallo statuto degli studenti è la trasparenza delle valutazioni [1]. Per far ciò è sempre necessaria la presenza di testimoni durante lo svolgimento di un’interrogazione, ai fini della sua validità. Tuttavia tali testimoni non devono necessariamente essere studenti stessi, ma potranno benissimo fungere come tali altri docenti oppure il personale scolastico. Perciò anche qualora dovesse entrare a scuola un solo studente, lo stesso potrà essere regolarmente interrogato in presenza di testimoni. Dunque ad ogni insegnante è riconosciuta indipendenza organizzativa rispetto allo svolgimento della didattica. Ciò significa che, a prescindere dal numero di studenti presenti in aula, il docente potrà legittimamente spiegare o interrogare in ogni momento. Anche qualora fosse presente un unico alunno. Naturalmente rimane ferma la possibilità per l’insegnante di valutare l’opportunità di ridurre o rimandare l’attività didattica, allo scopo di non alterare il livello di apprendimento della maggioranza della classe.


[1] Art. 2 DPR 24 giugno 1998, n. 249, anche noto come statuto degli studenti.

 

Autore immagine: Pixabay.

 


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