Bonus amianto: che cos’è e come averlo
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31 Ott 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Bonus amianto: che cos’è e come averlo

Dal 16 novembre al 31 marzo è possibile chiedere un credito di imposta del 50% per rimuovere l’amianto dalle imprese. Ma ci sono solo 17 milioni disponibili.

 

Chi primo arriva prende posto. In questo caso, il bonus. Perché, ad esaurimento scorte, le agevolazioni per la bonifica dei capannoni in cui è ancora presente questo pericoloso materiale saranno finite. E chi vuole disfarsi della copertura in eternit o del tubo in amianto dovrà correre con tutte le spese.

Sono 17 i milioni di euro messi a disposizione dai ministeri dell’Ambiente e dell’Economia [1] per rendere le imprese – sarebbe il caso di dirlo – più “respirabili”. Per ottenere l’agevolazione, è possibile presentare la domanda dal 16 novembre 2016 fino al 31 marzo 2017. Il bonus amianto verrà concesso in ordine di presentazione delle richieste, quindi, quando i 17 milioni di euro saranno finiti, finirà anche il beneficio.

 

 

Che cos’è e come avere il bonus amianto

Il bonus amianto consiste in un credito di imposta del 50% per le imprese che realizzano interventi di bonifica su beni e strutture dei capannoni o dei loro impianti di produzione. Imprese, dunque, che rimuovono lastre piane o ondulate, coperture in eternit, tubi, canalizzazioni e contenitori per il trasporto e lo stoccaggio di fluidi, o sistemi di coibentazione industriale contenenti amianto.
Il credito viene diviso in tre quote annuali e non concorre alla formazione del reddito ai fini Ires e Irap né è cumulabile con altre agevolazioni di cui si beneficia a qualsiasi titolo sulle stesse voci di spesa. Inoltre, è necessario restare sotto i 200.000 euro fissati dall’Unione Europea [2] come aiuti de minimis per impresa unica (100.000 euro per le società di trasporto merci).

Possono presentare domanda per il bonus amianto i titolari di reddito di impresa che, al di là della natura giuridica, le dimensioni ed i regimi contabili, abbiano provveduto (o provvedano) a rimuovere l’amianto dai loro capannoni o da aree industriali per tutto il 2016.

Non possono accedere al bonus amianto le imprese di produzione primaria di prodotti agricoli o quelle di servizi di interesse economico generale (le aziende che forniscono, ad esempio, servizi energetici, sanitari o di trasporto pubblico). Queste due categorie, infatti, usufruiscono di un altro tipo di agevolazioni disposte da diversi regolamenti comunitari.

Per la bonifica del capannone o dell’area industriale e poter beneficiare del bonus amianto, la spesa complessiva sostenuta per ogni singolo progetto deve essere di almeno 20.000 euro. Il costo agevolabile è, comunque, limitato a 400.000 euro. Il bonus amianto copre anche le spese per consulenze professionali e perizie tecniche, fino al 10% di quella totale e non oltre i 10.000 euro per ogni progetto. Ma non comprende i lavori di incapsulamento e confinamento del materiale né quelli per la rimozione dell’amianto effettuati prima o dopo il 2016. I costi devono essere certificati da un revisore legale, un commercialista o un esperto contabile purché iscritti all’albo di categoria, da un perito commerciale, da un consulente del lavoro, da un Caf o dal presidente del collegio sindacale.
Come avere il bonus amianto? La domanda va presentata al ministero dell’Ambiente attraverso il sito minambienteamianto.ancitel.it, al quale è necessario registrarsi. E’ importante verificare, prima di inviare la richiesta, che si è in possesso di tutta la documentazione necessaria relativa alle spese sostenute e agli interventi realizzati (o da concludere). Una volta ricevuto il sigillo su data e ora della presentazione, non sarà possibile integrare alcunché. Quindi se la domanda è incompleta o sbagliata, potrebbe essere respinta.

Il Ministero provvederà a verificare i requisiti e a concedere il bonus in base all’ordine di arrivo delle richieste e fino al raggiungimento dei 17 milioni di euro messi a disposizione. Chi verrà ammesso, riceverà risposta via Pec entro 90 giorni dalla data in cui è stata presentata la domanda.


[1] DM 15 giugno 2016.

[2] Regolamento Ue 1407/2013.

 


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