Telefono: attenti alle modifiche del contratto
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1 Nov 2016
 
 

Telefono: attenti alle modifiche del contratto

È importante che il consumatore conosca la differenza fra la modifica unilaterale delle condizioni di contratto e l’attivazione di servizi accessori a pagamento.

 

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm), di recente, ha imposto a una delle più importanti compagnie telefoniche operanti sul mercato italiano ed europeo, il pagamento di una sanzione di un milione di euro per le condotte gravemente scorrette che questa ha posto in essere nei confronti dei consumatori [1].

 

 

La condotta scorretta

L’Agcm ha ritenuto fortemente scorretta la condotta adottata dall’operatore telefonico che ha imposto agli utenti  l’attivazione di un servizio telefonico accessorio, con costo mensile di circa due euro, senza preventivamente chiedere il loro consenso espresso, come invece avrebbe dovuto fare.

L’attivazione di un servizio telefonico accessorio, con addebito del relativo costo, infatti, è lecita solo se preceduta dal consenso espresso dell’utente [2].

La condotta scorretta è stata ritenuta particolarmente grave perché ha interessato un enorme numero di clienti di cui, secondo quanto appurato dall’Agcm, solo meno della metà hanno potuto effettivamente beneficiare dei servizi accessori a pagamento, attivati senza il loro consenso.

Tutti gli altri, invece, non solo non hanno potuto utilizzare alcuni di questi servizi, perché non avevano i requisiti tecnici necessari per farlo, ma sono stati costretti ugualmente a pagarli per vari mesi, in alcuni casi senza nemmeno esserne a conoscenza [3].

La compagnia telefonica sanzionata, dal canto suo, ha giustificato la propria condotta affermando che non si è trattato di attivazione di servizi accessori a pagamento, ma piuttosto di modifiche unilaterali delle condizioni di contratto, per le quali non è richiesto il consenso preventivo dell’utente [4].

Diventa quindi importante, per i consumatori, conoscere la differenza fra le modifiche unilaterali delle condizioni di contratto e l’attivazione di servizi accessori a pagamento.

 

 

Le modifiche contrattuali

Le modifiche unilaterali alle condizioni di contratto, che sono considerate lecite dal Codice del Consumo, non necessitano del consenso dell’utente, ma possono essere imposte unilateralmente dall’operatore.

Inoltre, secondo quanto affermato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, quando l’operatore effettua una modifica delle condizioni contrattuali, l’utente che non intenda accettarla non potrà far altro che recedere dal contratto.

Diversamente, se intende proseguire a fruire dei servizi telefonici, sarà costretto ad accettare il contenuto della modifica imposta dall’operatore.

 

 

I servizi accessori a pagamento

Questi servizi sono definiti accessori perché vano ad aggiungersi ad un servizio principale, che è già stato precedentemente attivato, al momento della stipula del contratto.

Basti pensare ad un contratto di abbonamento internet, per il quale il servizio base è la possibilità di navigare in internet, mentre quello aggiuntivo può essere, ad esempio, la concessione di un gigabyte ulteriore oppure la possibilità di navigare ad una velocità maggiore. Di solito, quindi, i servizi accessori sono oggetto di offerte che l’operatore rivolge a chi già è cliente.

In ogni caso, la scelta concernente l’attivazione di uno qualsiasi di tali servizi, oltre a necessitare del preventivo consenso del cliente, è comunque slegata dal destino del contratto principale.

Questo significa che, anche  se l’utente dovesse decidere di non aderire all’offerta e di non attivare il servizio accessorio, conserverà comunque la possibilità di continuare a fruire del servizio principale.

 

 

La differenza

Conoscere la distinzione fra modifiche del contratto e servizi accessori è importante per gli utenti, perché permette loro di poter riconoscere tempestivamente eventuali comportamenti scorretti e cercare di evitare che da questi possa scaturire un pregiudizio.

Nel caso in cui un operatore telefonico effettui, ad esempio, una semplice maggiorazione del costo originario del servizio principale fornito al cliente, che diverrà pertanto più alto di quanto stabilito al momento della stipula del contratto, ci si troverà di fronte ad una modifica unilaterale delle condizioni contrattuali.

In tal caso all’utente restano due sole possibilità: accettare le nuove condizioni oppure recedere dal contratto. In questo secondo caso cessa il suo rapporto contrattuale con l’operatore telefonico.

Nel caso in cui, invece, l’adesione ad un’offerta presentata dall’operatore, imponga all’utente un pagamento supplementare, collegato all’erogazione di un servizio diverso da quello principale, ma comunque ad esso collegato, ci si troverà di fronte ad una proposta di attivazione di servizi accessori a pagamento.

In tal caso per procedere all’attivazione dei servizi, servirà il consenso dell’utente. Nel caso questo non lo fornisca l’offerta non sarà attivata e il rapporto contrattuale continuerà alle stesse condizioni originarie.

Secondo le indicazioni dell’Agcm, inoltre, se l’operatore, nel pubblicizzare un dato prodotto utilizza i termini opzione, servizio e promozione, questo sarà allora da classificare non come una modifica contrattuale, ma piuttosto come un servizio accessorio.


[1] Provvedimento numero 25904 del 09.03.2016, emesso nel procedimento numero PS10186.

[2] La procedura, che subordina l’attivazione di un servizio al consenso espresso viene definita opt in. L’adesione ad un’offerta presentata dall’operatore, che imponga all’utente il pagamaneto supplementare

[3] Il più importante fra i servizi a pagamento attivati ai consumatori era la navigazione in internet 4G, per la quale sono richiesti specifici requisiti: essere dotati di uno smartphone idoneo alla navigazione internet in 4G; di una sim 4G e di trovarsi in una zona dove vi sia buona copertura.

[4] Art.  70 co. 4 Codice del Consumo. La procedura che esclude la necessità del consenso espresso dell’utente per l’effettuazione delle modifiche, viene definita opt out.

 


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