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Lo sai che? Pubblicato il 1 novembre 2016

Lo sai che? Rimborsi bolletta della luce: come e quando arrivano

> Lo sai che? Pubblicato il 1 novembre 2016

A inizio 2017 verranno restituiti in automatico gli aumenti applicati a causa del dispacciamento. Per altri problemi, come fare reclamo per una bolletta?

Con la prossima bolletta della luce “utile” verrà riconosciuto il rimborso degli importi pagati erroneamente a causa delle condotte anomale tenute dagli operatori. L’ente regolatore dell’energia elettrica lo ha deciso, indipendentemente da un eventuale pronunciamento dell’autorità giudiziaria. Il rimborso sarà, dunque, garantito in modo automatico. Vuol dire che il singolo utente non dovrà presentare la relativa domanda per ottenerlo, né dovrà farne richiesta in carta da bollo o dopo aver fatto code allo sportello o richieste telefoniche. Presumibilmente, il rimborso della bolletta della luce arriverà nella prima parte del 2017, una volta che l’Autorità dell’energia avrà concluso le opportune indagini.

Gli importi che verranno rimborsati, spiega l’ente regolatore, saranno compresi nel calcolo dei saldi tra proventi conseguiti e oneri sostenuti per l’approvvigionamento delle risorse nel mercato, scontando il valore da applicare nel primo trimestre utile. Questo, conclude l’ente, permetterà l’immediato e automatico riconoscimento del rimborso a tutti gli utenti e, attraverso loro, a tutti i clienti finali sia del mercato tutelato sia di quello libero, senza alcuna discriminazione.

Bollette della luce “pazze”: com’è nato il problema

La vicenda era partita a luglio, quando il Tar della Lombardia decise di sospendere gli aumenti delle bollette della luce relative al trimestre luglio-settembre per una serie di condotte anomale sul mercato del dispacciamento, vale a dire i costi sostenuti dal gestore della rete elettrica (Terna) per mantenere in equilibrio e in sicurezza il sistema elettrico. Come si sa, infatti, l’energia elettrica non è un “prodotto immagazzinabile”, quindi il gestore ha il compito e la responsabilità di equilibrare l’energia prodotta e quella consumata per non farla mai mancare agli utenti. Il dispacciamento consiste proprio in questo: nel mantenere in equilibrio l’offerta e la domanda di energia. I costi di questa operazione fecero lievitare le bollette della luce del 4,3%.

Gli aumenti decisi nei mesi scorsi erano stati, pertanto, congelati dal Tribunale amministrativo regionale lombardo e si era tornati ai prezzi stabiliti per il trimestre precedente. Fino al 16 settembre, quando il Tar ripristinò di nuovo gli aumenti a condizione, però, che l’Autorità per l’energia elettrica adottasse entro 40 giorni un provvedimento per determinare le modalità di liquidazione e rimborso automatico ai clienti degli importi dovuti.

Come e quando presentare un reclamo per una bolletta

Al di là del caso in questione, come e quando è possibile presentare un reclamo per una bolletta della luce che riteniamo sbagliata?

Qualunque sia il fornitore di energia elettrica, è possibile presentare reclamo quando si presenta una di queste condizioni:

  • un importo sbagliato sulle bolletta;
  • una richiesta di pagamento per un servizio non attivato, non richiesto o non utilizzato;
  • una doppia fatturazione in caso di cambio di fornitore;
  • ritardata o mancata fatturazione;
  • contratto di fornitura non richiesto;
  • interruzione non motivata della fornitura elettrica;
  • mancata cessazione del contratto di fornitura.

Come presentare reclamo per la bolletta? E’ possibile contattare il servizio clienti del proprio fornitore, anche se questa scelta potrebbe non portare alla soluzione del problema. Più efficace l’invio tramite raccomandata a/r di una richiesta scritta di reclamo, chiedendo al proprio fornitore di rettificare l’errore in bolletta. Nella richiesta occorrerà indicare i dati personali dell’utente, il codice cliente e quello identificativo della fornitura e una descrizione del problema a monte del reclamo. Naturalmente, servirà allegare una copia della bolletta contestata.

La società di fornitura avrà 40 giorni di tempo per dare una risposta per iscritto in modo chiaro e comprensibile da chiunque, precisando cosa intende fare ed entro quando. Se il fornitore ammette lo sbaglio, avrà altri 90 giorni di tempo per ricalcolare l’importo dovuto ed effettuare il rimborso sulla bolletta della luce successiva. Sempre che il cliente avesse già pagato la bolletta incriminata: in caso contrario, quest’ultima verrà annullata e in quella successiva verrà ricalcolata la somma da pagare.

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