Prescrizione offese, cos’è cambiato?
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31 Ott 2016
 
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Redazione
 


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Prescrizione offese, cos’è cambiato?

È vero che con la nuova depenalizzazione sono aumentati i termini per la prescrizione dell’ingiuria?

 

Con il recente intervento del legislatore che ha depenalizzato l’ingiuria, trasformandola da reato a semplice illecito civile, sono cambiati i termini entro cui la vittima può agire. Se, infatti, quando ancora l’ingiuria era contemplata dal codice penale, il soggetto ingiuriato aveva tre mesi di tempo dall’illecito per denunciare il colpevole, ora, invece, ha cinque anni.

 

 

Ingiuria, cosa cambia?

L’ingiuria è diventato un illecito civile: chi è stato offeso può chiedere solo il risarcimento del danno patrimoniale e morale nel corso di un normale giudizio civile (leggi: Ingiuria: come tutelarsi). All’esito del giudizio, il giudice applicherà anche una multa che andrà a finire nelle casse dello Stato. La multa va da 100 a 8mila euro; se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato o sia commessa in presenza di più persone la sanzione è fissata nella misura da 200 a 12mila euro.

La conseguenza è che la fedina penale del responsabile resterà immacolata.

 

Le sanzioni sono applicate dal giudice che può muoversi entro il predetto minimo e massimo valutando i seguenti elementi:

  1. gravità della violazione;
  2. reiterazione dell’illecito;
  3. arricchimento del soggetto responsabile;
  4. opera svolta dall’agente per l’eliminazione o attenuazione delle conseguenze dell’illecito;
  5. personalità dell’agente;
  6. condizioni economiche dell’agente.

 

 

Come difendersi dalle offese

Per agire, è necessario consultare un avvocato il quale notificherà al responsabile un atto di citazione. Nel corso della causa sarà necessario portare le prove dell’ingiuria come, ad esempio, la testimonianza di terzi (leggi: Ingiuria: come ottenere il risarcimento). Al contrario di quanto avveniva in passato, però, le dichiarazioni della persona offesa non possono più essere tenute in considerazione dal giudice come prova: nella causa civile, difatti, le parti in causa non possono rendere testimonianza (leggi Scompare l’ingiuria: impossibile punire le offese).

 

 

I termini per agire contro le offese

Nel caso di reato, per ottenere la punizione del colpevole la parte offesa deve agire con una querela da presentare alla Procura della Repubblica, alla Polizia o ai Carabinieri entro 3 mesi da quando ha avuto conoscenza dell’illecito. Così è stato quindi anche per l’ingiuria finché rimasta un reato.

Ora che invece l’ingiuria è diventata un illecito civile si applicano le regole sugli atti illeciti sanzionati dal codice civile: in tal caso, il termine per agire (ossia per notificare l’atto di citazione o una diffida volta a ottenere il pagamento dei danni) è di 5 anni. Scaduto tale termine, l’azione si prescrive e non si può più chiedere il risarcimento del danno.

 

Si può interrompere tale termine di prescrizione inviando una diffida di pagamento al responsabile prima che scadano i cinque anni e, in tal modo, si avranno altri cinque anni per poter agire, e così via, ogni cinque anni. In teoria questo potrebbe comportare che la prescrizione non si realizzi mai.


Autore immagine: 123rf.com 

 


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