Fisco e pensione: pignoramento e sequestro
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4 Nov 2016
 
L'autore
Guglielmo Mossuto
 


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Fisco e pensione: pignoramento e sequestro

Il limite del quinto pignorabile previsto per la pensione non vale per quanto riguarda il sequestro della stessa e dei conti correnti nei quali confluisce.

 

Per molto tempo le procedure del pignoramento e del sequestro sono state sottoposte alla stessa disciplina, ritenendo applicabile il limite del quinto ad entrambe. La Corte di cassazione, ha recentemente cambiato indirizzo [1]. In particolare è stato precisato che l’articolo 545 del codice di procedura civile, nella parte in cui prevede la possibilità di pignorare nella misura di un quinto i trattamenti pensionistici o comunque simili, opera esclusivamente nell’ambito dell’esecuzione forzata.
Tuttavia, si tratta di due procedure allo stesso tempo molto diverse e molto vicine.
Vediamoci chiaro.

 

 

Il pignoramento della pensione

La legge prevede che la pensione e le somme a questa assimilate possano essere pignorate nella misura di un quinto limitatamente alla parte che eccede il minimo vitale [2].
Quindi, un pensionato che si vedrà recapitare un atto di pignoramento dovrà innanzitutto individuare il minimo vitale attraverso il seguente calcolo:
– individuare l’ammontare dell’assegno sociale nell’anno di riferimento: per il 2016 ammonta a euro 448,07;
– aumentare tale cifra del 50%: per il 2016 si avrà un aumento di euro 224,03;
– sottrarre tale somma all’importo della propria pensione.
Ciò che resta costituisce la parte che potrà essere pignorata, nel limite di un quinto per ogni mese.
Facciamo un esempio, Tizio ogni mese percepisce euro 900 di pensione. Si vede recapitare un atto di pignoramento. Per capire di quale somma potrà continuare a beneficiare dovrà fare questo calcolo: 900,00 – 448,07 – 224,03= 227,10 euro.
Il risultato di quest’operazione indica la parte che avanza rispetto al minimo vitale, ovvero la parte che potrà essere pignorata nella misura di 1/5. Tizio, quindi, al termine della procedura di esecuzione forzata si vedrà sottratta ogni mese dalla propria pensione la somma di euro 45,58, l’equivalente di un quinto di euro 227,10.
Il pignoramento delle pensione, infatti, si realizza direttamente alla fonte, essendo l’Inps (Istituto nazionale di previdenza sociale) che provvede a trattenere un quinto della somma che verrà poi corrisposta al creditore.
La norma che prevede tale limitazione è posta a tutela dell’interesse dell’ordinamento a garantire al pensionato la disponibilità di mezzi adeguati per far fronte ai propri bisogni e alle esigenze quotidiane di vita.

 

Il sequestro del conto corrente nel quale confluisce la pensione

Resta invece totalmente esclusa da tale limitazione la procedura di sequestro conservativo, prevista all’articolo 671 del codice di procedura civile. Il sequestro è diretto a prevenire il pericolo che il debitore si liberi dei propri beni rendendo così nulle le aspettative del creditore.
La posizione tutelata in questo caso è quella del creditore che è interessato a proteggere il patrimonio del suo debitore. Sarà quindi sequestrabile il conto corrente del presunto evasore fiscale. I suoi conti correnti bancari potranno essere sequestrati interamente, senza alcun limite, anche se in questi confluisce la pensione. Il sequestro, infatti, attiene all’intero conto corrente, nel quale possono confluire varie somme, di diversa provenienza.


[1] Cass. sent. n. 44912/2016 del 25.10.2016.
[2] Art. 13 d.l. 27 giugno 2015, n. 83 «le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà. La parte eccedente tale ammontare è pignorabile nei limiti previsti dal terzo, quarto e quinto comma nonché dalle speciali disposizioni di legge».

 


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