Assegno di mantenimento e redditi in nero
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4 Nov 2016
 
L'autore
Guglielmo Mossuto
 


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Assegno di mantenimento e redditi in nero

I redditi non dichiarati al fisco possono sempre essere portati alla luce, grazie all’aiuto di una serie di strumenti di indagine offerti al giudice ma anche al coniuge che intende difendere il proprio diritto al mantenimento.

 

Nei procedimenti di separazione e divorzio, i più accesi contrasti tra i coniugi nascono sempre più spesso in sede di determinazione dell’assegno di mantenimento.
Per determinare l’ammontare dell’assegno di mantenimento è indispensabile avere un’idea chiara e quanto più completa della situazione economica di ciascun coniuge. Questa operazione, certamente non facile, richiede l’analisi delle dichiarazioni dei redditi di entrambi i coniugi relative agli ultimi anni (in particolari agli ultimi tre) ma spesso accade che vi siano redditi che non risultano dalla documentazione in quanto percepiti ma non dichiarati al fisco.
Tuttavia, l’interesse a dichiarare una somma inferiore può esserci da entrambe le parti, non soltanto in quella chiamata a versare l’assegno. Infatti, se è vero che, più basso è il reddito di questo ultima, inferiore sarà l’assegno che dovrà versare, così ugualmente, più basso è il reddito di chi beneficerà dell’assegno, maggiore sarà l’importo dell’assegno a questa parte riconosciuto.
In una coppia che ha condiviso la quotidianità per anni, sono ovviamente note le entrate e le uscite del coniuge, anche quelle non ufficiali.
In sede di giudizio, al fine di dimostrare la presenza di redditi in nero, la parte interessata dovrà depositare al momento della proposizione del ricorso, tutta la documentazione idonea a dimostrare il tenore di vita della coppia (ad esempio, visure al Pra e altra documentazione attestante immobili o automobili di lusso).

 

 

Redditi non dichiarati: quali sono gli strumenti per ricostruire l’effettivo patrimonio del coniuge?

1. Investigatore privato.
Nel caso in cui il coniuge non sia in grado di mettere insieme questa documentazione, potrà rivolgersi ad un investigatore privato. Questo potrà redigere una relazione finale sul suo operato che potrà essere allegata agli atti; essa però non sarà sufficiente, da sola, a provare i redditi in nero. Per tale motivo, l’investigatore potrà altresì essere chiamato a testimoniare davanti al giudice sui risultati delle sue indagini. Ugualmente, potranno essere chiamate a testimoniare tutte quelle persone che, a causa di rapporti professionali o personali, sono a conoscenza della reale consistenza del patrimonio dei coniugi.

 

2. Ordine di esibizione del Giudice e indagini tributarie
Se il giudice ritiene comunque insufficiente la documentazione fornita dalle parti, potrà richiedere l’intervento della polizia tributaria.
Queste indagini infatti erano nate in un’ottica di maggior tutela della prole, ma negli anni hanno assunto un ruolo sempre più importante nella quantificazione dell’assegno di mantenimento.
In particolare, il Tribunale, su richiesta di una delle due parti, in caso di contestazione della somma richiesta a titolo di contributo al mantenimento può disporre la produzione o esibizione da parte di entrambi di tutta la documentazione ritenuta necessaria per ricostruire i redditi effettivi delle parti. Se poi l’ordine del tribunale non viene eseguito, il giudice potrà rivolgere lo stesso direttamente agli istituti di credito per verificare le entrate e le uscite nei vari conti correnti.
Nel caso in cui poi non vengano risolti i contrasti, il Giudice potrà infine richiedere l’intervento della polizia tributaria oppure disporre una consulenza tecnica d’ufficio. Sarà cosi possibile cercare informazioni anche presso terze persone e ricercare tutte le fonti di reddito, compresi i beni mobili e immobili nonché ogni altra entrata, come polizze vita, pensioni, investimenti, etc.


Autore immagine: Pixabay

 


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Commenti
14 Nov 2016 CECILIA LOLIVA PINTO

SI PARLA TANTO,MA TANTO,TANTO DEI REDDITI CHE SI RISCUOTONO,ED ADDIRITTURA ANCHE DEL REDDITO RELATIVO ALLA PENSIONE E’ DELLA CASA DI ABITAZIONE;MA SE LA PENSIONE CHE SI EROGA E’ RELATIVA AI SVARIATI CONTRIBUTI VERSATI,OLTRE LE SVARIATE TRATTENUTE MENSILMENTE,PERCHE SI PARLA TANTO E’ SI CONVINCONO TUTTI A FARE LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI NONOSTANTE TRATTASI DI RIMBORSI MENSILMENTE DEL DENARO VERSATO PER TANTI ANNI DI LAVORO ? E’ PER GLI ASSEGNI SOCIALI,LE I.C.,I C.C.,I S.M. CHE ALCUNI INTERMIEDIARI “CONVINCONO” TUTTI A FARE LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI;MA DI CHE REDDITI SI DEVONO DICHIARARE POICHE’ TRATTASI DI BENEFICI CHE EROGA LO STATO PER SOPRAVVIVERE ALLA MENO PEGGIO E’ A “STENTO” ?
INOLTRE E’ NON DA MENO,SI PRETENDE DI DICHIARARE IL REDDITO DELLA CASA;IN TANTI CI CHIEDIAMO; MA SE NOI ABITIAMO NELLA CASA E’ PAGHIAMO LE SVARIATE TASSE;PER CUI NOI “VERSIAMO” DENARO,PERCHE’ CI CHIEDONO ANCHE IL REDDITO DELLA CASA DI ABITAZIONE ?
IN TANTI NON RIUSCIAMO A CAPACITARCI POICHE’ RIBADISCO NOI “VERSIAMO” DENARO,PER CUI “NON” INCASSIAMO DENARO.
INOLTRE E’ NON DA MENO ED IN MODO PARTICOLARE,IN TANTI CI COSTRINGONO A DICHIARARE ANCHE “RIBADISCO” I BENEFICI CHIE EROGA LO STATO,E’ PERCHE’ NON CI CHIEDONO DI DICHIARARE QUANTO SIAMO COSTRETTI SPENDERE PER SOPRAVVIVERE ?
SIAMO ESISTENTI SVARIATE PERSONE CHE NON OTTENENDO DANARO CHE PER LAVORO E’ LOGICA SPETTA, NON POSSONO NEANCHE COMPRARE I MEDICINALI PER CURARSI;TALE SITUAZIONE DI SVARIATI “ONESTI” CITTADINI NON E NE BELLA NE GIUSTA,PER CUI,E’ ORA DI PRENDERE SERI PROVVEDIMENTI IN MERITO ALL’ATTUALE ABUSO DI POTERE,ALLA CATTIVERIA,ALLA CRUDELTA’ DI SVARIATI ESSERI SENZA SCRUPOLI,E’ NON DA MENO SONO ESISTENTI SVARIATI “APPROPRIATORI INDEBITI” E’ FALSIFICANO VARI ATTI E’ RELATIVE FIRME FACENDO “FIGURARE” CHE I SOLDI DI CUI SI SONO APPROPRIATI INDEBITAMENTE CRICCHE DI MALAFFARE LI ABBIANO RISCOSSI ALTRI E’ SVARIATI POVERI ANZIANI PENSIONATI SI VEDONO PERVENIRE RIMBORSI DI DANARO MAI,RIBADISCO “MAI” OTTENUTO;MENTRE, ALCUNI DI VARIO CETO SOCIALE TRAMITE MOINE,REGALI,FALSITA’ ECC., ECC.,CHIEDE E’ OTTIENE DENARO NON SPETTANTE,E’ QUANDO ALCUNI DEGLI UFFICI SE NE ACCORGONO E’ GIUSTO CHE CHIEDONO IL RIMBORSO;MA CAPITA RARAMENTE POICHE AD ALCUNI VECCHIETTI REVOCANO I BENEFICI ACQUISITI PER EROGARLI A CHI GUIDA,E SI RECA TUTTI I GIORNI AL LAVORO, ECC.,ECC.,NON E GIUSTO POICHE’ PRIMA DI EROGARE QUALUNQUE BENEFICIO BISOGNA FARE DETTAGLIATE INDAGINI;(POICHE’ C’E’ TANTO LAVORO DA ESPLETARE), NON QUARDARE E’ ASSOLDARE ALCUNI PARENTI E’ DONNINE CHE SI PRESENTANO INNANZI A VARI AMMINISTRATORI, DIPENDENTI,MEDICI, AVV,TI, ECC.,ECC., IN MODO SCONCIO;PER NON SCRIVERE ALTRO CHE SI VEDONO SULLA STAMPA ,IN TV, ECC.,ECC.
PER CORTESIA NON GIUDICATEMI MALE POICHE’ IN TANTI SIAMO ARCISTUFI E’ AFFAMATI ,POICHE’ A CONOSCENZA DEI SVARIATI “COLOSSALI IMBROGLI” PER FAR ARRICCHIRE I NON AVENTI DIRITTO E’ DERUBARE GLI ONESTI CITTADINI CHE NONOSTANTE SIANO GIA’ ANZIANI,SI RITROVANO AD ESSERE SCHIAVIZZATI,E’ HA CHIEDERE ANCHE L’ELEMOSINA PER NON MORIRE DI FAME;MENTRE ALTRI CON IL NOSTRO DENARO “RUBATO” MANGIANO E’ BEVONO A QUATTRO GANASCE,VANNO IN GIRO CON MACCHINE DI LUSSO, CONDUCONO LA VITA DA PASCIA’,E’ VIA DI SEGUITO;NON E NE BELLO NE GIUSTO L’ANDAZZO DI SVARIATI CHE HANNO UN PEZZO DI CARTA,(LA LAUREA,O DIPLOMA) TRA LE MANI E’ IN TUTTO E’ PER TUTTO CERCANO DI FAR “DEVIARE” ALCUNI DIPENDENTI DEI SVARIATI UFFICI.
CHIEDO SCUSA DEGLI EVENTUALI ERRORI GRAMMATICALI ED ORTOGRAFICI POICHE’ O FREQUENTATO SOLO LA IV E. PER CRUDELTA’ E’ IGNOBILTA’ DI TERZI.
IN FEDE CECILIA LOLIVA PINTO PRESIDENTE ASSOCIAZIONE A.N.I.O.P.A.