Comprare o vendere titoli nobiliari: è possibile?
Lo sai che?
4 Nov 2016
 
L'autore
Emanuele Carbonara
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Comprare o vendere titoli nobiliari: è possibile?

Si può diventare un nobile semplicemente pagando del denaro? Che valore giuridico hanno in Italia i titoli nobiliari?

 

In Italia non è possibile comprare o vendere titoli nobiliari. Essi si trasmettono solo per discendenza: qualsiasi compravendita di questo tipo, quindi, è illegale. Con l’avvento della Costituzione repubblicana, i titoli nobiliari non hanno più alcuni valore giuridico, né possono essere inseriti nei documenti d’identità. Il sangue blu, quindi, non esiste più, se non sotto forma di una mera decorazione anagrafica. Occhio inoltre ai tanti siti web che promuovono l’acquisto di titoli stranieri: il più delle volte si tratta di truffe.

La compravendita dei titoli nobiliari e il loro valore

Al contrario di quanto si possa pensare, sono migliaia le richieste di cittadini che vogliono assumere i titoli di conte, marchese, duca, principe e così via. Ma davvero basta pagare per diventare di sangue blu? Che valore hanno in Italia i titoli nobiliari? Ebbene, con l’entrata in vigore della Costituzione repubblicana, dal 1 gennaio 1948 i titoli nobiliari non hanno più alcun valore giuridico [1]. Essi, in poche parole, non sono più riconosciuti dallo Stato italiano, non possono essere usati nei documenti d’identità né essere aggiunti al proprio nome. I titoli nobiliari non possono essere né comprati né venduti, ma si trasmettono solo per discendenza: anche in quest’ultimo caso, tuttavia, essi non danno diritto ad alcun privilegio, ma restano un mero abbellimento anagrafico.

 

In ogni caso, la Costituzione consente l’utilizzo del predicato nobiliare dopo il proprio cognome, a determinate condizioni. Il predicato nobiliare non è altro che la località geografica (l’antico feudo o possedimento) su cui i vecchi nobili avevano autorità. Esso si aggiunge al cognome preceduto dalla proposizione «di»: ad esempio, Marco Bianchi diventa Marco Bianchi di Cavour. Il predicato nobiliare può essere aggiunto al cognome (cosiddetta «cognomizzazione» del predicato stesso) solo se si dimostra che esso esisteva prima del 28 ottobre 1922 (giorno della marcia su Roma): in questo caso, il predicato diventa parte del nome, ma non ha alcun valore giuridico.

 

La Corte costituzionale [2] ha precisato che la cognomizzazione dei predicati è possibile solo se questi ultimi sono già stati riconosciuti come esistenti nel precedente ordinamento monarchico. Non si tratta di un diritto ad assumere il titolo nobiliare (che con la Costituzione è decaduto), ma di una semplice aggiunta al nome basata sul fatto che il predicato è stato già riconosciuto sotto la monarchia. Con l’avvento della repubblica, infatti, non si possono più riconoscere nuovi predicati.

 

La Cassazione [3] ha chiarito che la domanda per la cognomizzazione del predicato nobiliare va proposta davanti al giudice, perché si tratta di un accertamento riguardante il diritto al nome. Pertanto, non basta una semplice richiesta amministrativa (alle prefetture), ma occorre instaurare un procedimento giudiziale che accerti che il predicato era già esistente nel precedente regime monarchico. Al contrario, basta una semplice istanza amministrativa se vogliamo aggiungere al nostro cognome quello di nostra madre (o di un altro parente), già comprendente un predicato nobiliare (che quindi sia già stato cognomizzato) [4].

Comprare titoli nobiliari stranieri: occhio alle truffe

Sul web esistono tanti siti che propongono di acquistare un titolo nobiliare a prezzi molto bassi. Attenzione però: perché il più delle volte si tratta di truffe. Come già affermato, in Italia tutto ciò non è ammesso: è vietata la compravendita di titoli nobiliari, che si trasmettono solo per discendenza. Perciò, qualsiasi sito internet che vi offra di acquistare un titolo italiano, vi sta truffando perché la sua condotta è illegale.

 

Consci di ciò, gli operatori del web cercano di incoraggiare la compravendita di titoli nobiliari stranieri. In molti siti, infatti, viene proposto all’utente di diventare un sir inglese, un lord scozzese, un nobile tedesco e così via. Ma quanto c’è di vero in tutto ciò? Anche in questo caso, il più delle volte si tratta di truffe.

 

In Gran Bretagna, ad esempio, è possibile cambiare sia il proprio nome che il proprio cognome con il pagamento di una modesta somma di denaro. I siti web a cui inviamo soldi per diventare un sir, quindi, non faranno altro che giocare sul cambiamento del nostro nome: non acquisteremo alcun titolo nobiliare (anche la vendita dei titoli inglesi, infatti, è vietata per legge). In Germania, invece, alcuni nobili propongono un’adozione (a pagamento) per ottenere la cognomizzazione del titolo (che in questo Stato è parte integrante del cognome stesso): anche in tal caso però, si ottiene un mero cambiamento di nome, ma di certo non si acquisisce il titolo di nobile. Solo in Scozia è possibile diventare un lord o una lady, ma occorre comprare un determinato appezzamento di terreno.


[1] Disp. trans. n. XIV Cost.

[2] C. Cost. sent. n. 101/1967 del 08/07/1967.

[3] Cass. sent. n. 2426/1991 del 07/03/1991.

[4] Circ. ministero dell’Interno n. 10/2008 del 03/09/2008.

 

Autore immagine: Pixabay

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti