Cartelle pagamento: conviene la prescrizione o la rottamazione?
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1 Nov 2016
 
L'autore
Angelo Greco
 


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Cartelle pagamento: conviene la prescrizione o la rottamazione?

Per i contribuenti con debiti in odor di scadenza potrebbe essere più conveniente attendere l’imminente prescrizione che non aderire alla sanatoria.

 

Una “trappola” si nasconde nelle maglie del recente decreto fiscale che introduce la cosiddetta sanatoria delle cartelle di pagamento, ossia la rottamazione dei ruoli: paradossalmente i contribuenti diventeranno inconsapevoli alleati di Equitalia, consentendo a quest’ultima – o a chi la sostituirà – di riscuotere i crediti nonostante l’imminente paralisi che il trasferimento di competenze comporterà nella riscossione esattoriale. Possibile? Sì, ed è tutto scritto – peraltro in modo tutt’altro che velato – nel testo di legge appena varato dal Governo. Ma procediamo con ordine.

 

Qual è la prima cosa che fa chi intende chiudere un’attività commerciale? Procede alla liquidazione dell’azienda, ossia avvia i saldi per svendere la merce residua. È proprio quello che sta per succedere a Equitalia: con lo stesso decreto legge, il Governo ha infatti disposto, da un lato, la chiusura dell’Agente della riscossione, dall’altro la rottamazione delle cartelle di pagamento. Quella che passa come una sanatoria a favore di chi non è in grado di pagare i debiti nasconde invece un altro problema: l’apertura di un periodo di «passaggio di consegne» durante il quale il fisco non sarà in grado di notificare, ai debitori, le richieste di pagamento. La realizzazione della nuova struttura, il passaggio delle pratiche, degli archivi e del personale al nuovo ente pubblico, la procedura di “selezione” dei dipendenti richiederà tempo. Molto tempo. Il rischio è quello di lasciar prescrivere migliaia di crediti per inattività. Ricordiamo, infatti, che dopo un certo termine dalla consegna della cartella di pagamento, in assenza di atti di riscossione o di solleciti di pagamento, il contribuente è definitivamente libero dal debito e nulla gli può essere più chiesto. Equitalia non è solita ridursi “all’ultimo minuto” per interrompere la prescrizione: anzi, gran parte dei crediti diventano inesigibili proprio per il decorso di numerosi anni dall’ultima notifica.

 

Ebbene, traghettare la riscossione da Equitalia al neonato soggetto (che si chiamerà Agenzia delle Entrate-Riscossione) imporrà innanzitutto l’individuazione dei soggetti competenti a firmare i nuovi atti; a riguardo, se anche il decreto fiscale prevede il passaggio del personale di Equitalia all’Agenzia delle Entrate, ciò dovrà avvenire mediante un meccanismo di “selezione” (peraltro di dubbia legittimità costituzionale) con conseguenti lungaggini. Poi bisognerà individuare le procedure interne e organizzative, nonché i metodi e le forme per attuare la riscossione esattoriale: forme che, sebbene trovino sempre nella legge la propria unica ed esclusiva fonte, richiedono quasi sempre di circolari interne e di nuovi asset organizzativi.

 

Insomma, durante tutto questo periodo, l’attività di Agenzia delle Entrate-Riscossione potrebbe essere rallentata se non addirittura ferma. Cosa meglio, allora, di far collaborare gli stessi contribuenti nell’attività di riscossione? È quello che farà chi dichiarerà di aderire alla rottamazione. Con la presentazione dell’istanza, infatti, il cittadino ammetterà il proprio debito e, quindi, interromperà il decorso del termine di prescrizione, evitando la “scadenza” del debito stesso. Questo perché la prescrizione viene interrotta non solo da un atto di iniziativa del creditore (un sollecito, un pignoramento, la notifica di una nuova cartella, il fermo o l’ipoteca), ma anche da un’ammissione spontanea del contribuente che riconosce l’esistenza di un proprio debito.

 

Quello che non può fare Equitalia, insomma, verrà fatto fare dai contribuenti, che peraltro – aderendo alla sanatoria – inizieranno a pagare senza necessità di avviare pignoramenti o altre esecuzioni forzate. Ecco quindi che una manovra dagli apparenti connotati sociali rivela invece la sua vera facciata.

 

 

Pagare o aspettare?

Qualcuno si è già accorto di questo “inghippo” e ha iniziato a interrogare il proprio consulente: «Mi conviene aspettare ancora qualche mese e sperare che le cartelle si prescrivano o aderire alla sanatoria?»; «Se presento l’istanza di rottamazione, la prescrizione si realizza ugualmente? Posso poi farla valere e chiedere indietro i soldi versati?»; «È possibile che, nel passaggio di consegne da Equitalia all’Agenzia delle Entrate, si perdano le ricevute di notifica delle cartelle o la mia pratica venga dimenticata?». Insomma, anche i contribuenti cominciano a ragionare in termini maliziosi così come lo ha fatto, evidentemente, il Governo.

 

 

Conviene di più la sanatoria o la prescrizione?

La scelta tra l’adesione alla sanatoria o l’attesa dell’intervento della prescrizione pone il contribuente dinanzi a una scelta che, in realtà, è più simile a una scommessa al gioco. Chi infatti tenta la carta della prescrizione non può sapere con sicurezza se, nei prossimi mesi, riceverà o meno un sollecito che interrompa i termini. È difficile, ma non impossibile. E se ciò dovesse avvenire perderebbe la possibilità di aderire alla rottamazione. La valutazione, quindi, potrà essere fatta sulla base di quanto tempo è ancora necessario perché si verifichi la prescrizione: se bastano pochi mesi (il che potrebbe rendere più conveniente attendere) o se, invece, è ancora necessario attendere diversi anni (nel qual caso la rottamazione metterà al sicuro da spiacevoli sorprese).

 

Dall’altro lato è anche vero che, in caso di prescrizione, il contribuente sarà sollevato dal pagamento di tutto il debito e non solo da una risicata percentuale come invece prevede la rottamazione.

Tra gli svantaggi della prescrizione vi è però il fatto di dover ricorrere al giudice qualora il nuovo agente della riscossione non riconosca spontaneamente lo sgravio (circostanza spesso avvenuta in passato con Equitalia).

Il tutto è evidenziato nel seguente schema.

 

VANTAGGI
SVANTAGGI
SANATORIA
– Sconto certo- Nessun pignoramento dopo la presentazione della domanda

– Pagamento rateale

– Sconto minimo- Riconoscimento del debito che interrompe la prescrizione

– Rinuncia ai giudizi in corso di contestazione

PRESCRIZIONE
– Totale sgravio della cartella – Possibilità di dover ricorrere al giudice per ottenere la cancellazione della cartella- Rischio che vengano notificati atti interruttivi della prescrizione, con impossibilità di aderire successivamente alla sanatoria

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
2 Nov 2016 desimone antonino

in sicilia se né occupa la sert in questo caso che succede