Rinuncia all’eredità
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1 Nov 2016
 
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Redazione
 


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Rinuncia all’eredità

Con la rinuncia all’eredità, da farsi entro 10 anni o, se si è in possesso dei beni ereditari, in tre mesi, il chiamato evita di rispondere dei debiti del parente defunto, ma non perde la pensione di reversibilità.

 

Tutte le volte in cui un soggetto muore lasciando molti debiti e il suo patrimonio non è tale da coprirli, l’erede può ritenere conveniente rinunciare all’eredità: difatti, con la rinuncia all’eredità i creditori non possono aggredire i beni di chi ha manifestato tale intenzione ma dovranno rivalersi, se mai ve ne sono, nei confronti degli altri eredi che abbiano accettato l’eredità.

 

 

Entro quanto tempo va fatta la rinuncia all’eredità?

I termini per rinunciare all’eredità sono:

  • se si è in possesso di beni ereditari (si pensi alla moglie convivente, al figlio che viveva coi genitori, ecc.): entro tre mesi dal decesso bisogna fare l’inventario e, nei successivi 40 giorni dalla chiusura dell’inventario bisogna dichiarare se accettare o meno l’eredità. In caso di inerzia, l’eredità si considera accettata senza condizioni;
  • se non si è in possesso dei beni ereditari: 10 anni.

 

 

Si può revocare la rinuncia all’eredità?

È possibile revocare la rinuncia all’eredità fino a quando il diritto all’accettazione non è prescritto e cioè entro dieci anni dall’apertura della successione. È opportuno effettuare la rinuncia prima della presentazione della denuncia di successione o comunque prima di dividere l’eredità.

 

 

Quando va fatta la rinuncia all’eredità?

La rinunzia all’eredità può essere legittimamente manifestata solo dopo l’apertura della successione, dato che una rinunzia precedente comporterebbe l’integrazione di un patto successorio invalido. La rinuncia è inoltre impossibile dopo che l’erede abbia ormai accettato.

 

 

Chi fa la rinuncia per i minori e gli incapaci?

Per effettuare la rinuncia, gli incapaci devono essere rappresentati e/o assistiti rispettivamente da un legale rappresentante o dal curatore, previa autorizzazione del giudice tutelare competente.

 

Se l’erede è un minore di 18 anni, la rinuncia effettuata dai genitori deve essere autorizzata dal giudice tutelare. La richiesta può essere presentata depositando un’istanza come quella qui di seguito riportata.

 


AL GIUDICE TUTELARE DEL TRIBUNALE DI ….

Il/la sottoscritto/a …, nato/a a … il … residente a … in … nella sua qualità di tutore/curatore/amministratore e legale rappresentante dell’interdetto/amministrato Sig./ra … nato/a a … il … e residente in … a …;

essendo defunto/a … nato/a a … il … e con ultima residenza in vita a …, deceduto/a a … il …, (specificare il grado di parentela) …

CHIEDE

di essere autorizzato/a a rinunciare in nome e per conto di (interdetto/amministrato) …, all’eredità morendo dismessa da …, nella quale non vi è alcun bene e sono inoltre ricomprese le seguenti passività: … (specificare le singole voci passive ).

(Indicare i motivi per cui il defunto era nullatenente).

 

Si richiede l’efficacia immediata.

Luogo e data, … Firma …

Allegati:

– certificato di morte;

– stato di famiglia;

– rinuncia dei genitori ( eventuale);

– visure catastali ( eventuali);

– estratti conti correnti ( eventuali);

– dichiarazione relativa alle passività ereditarie;

– fotocopia dell’ultima dichiarazione dei redditi presentata dal defunto.


 

La rinuncia all’eredità implica la perdita di eventuali legati?

Se lo stesso soggetto è sia erede sia titolare di un legato, la rinunzia all’eredità non comporta anche rinuncia ai legati, dal momento che le qualità di erede e di legatario sono indipendenti tra di loro.

 

 

Se rinuncio all’eredità perdo anche la pensione di reversibilità?

No, la pensione di reversibilità è un diritto che non dipende dalla qualità di erede e, pertanto, chi rinuncia all’eredità può continuare a percepire la reversibilità del parente defunto. Con la conseguenza che, se quest’ultimo aveva molti debiti, si blocca ogni possibile azione dei creditori che non potranno neanche pignorare la pensione di reversibilità percepita per conto del parente deceduto.

 

 

Come si fa la rinuncia all’eredità?

Chi intende rinunciare all’eredità deve fare una dichiarazione innanzi al notaio di sua fiducia, oppure al cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione (rivolgendosi alla sezione o ufficio successioni, o volontaria giurisdizione, o ad altro ufficio a seconda del tribunale, di norma previo appuntamento).

La dichiarazione di rinuncia viene poi inserita nel registro delle successioni.

 

In linea di massima sono necessari i seguenti documenti:

  • documento di chi rinuncia e suo codice fiscale;
  • certificato di morte in carta semplice o dichiarazione sostitutiva (v. fac simile qui di seguito);
  • copia conforme dell’eventuale testamento (con estremi dell’avvenuta registrazione);
  • codice fiscale del defunto;
  • copia conforme del provvedimento di autorizzazione del Giudice Tutelare, se vi sono minorenni;
  • nota di iscrizione a ruolo.

 

La procedura prevede i seguenti costi:

  • versamento della somma di € 200 mediante Mod. F.23;
  • marche da bollo (1 da 16 euro per l’originale dell’atto; ulteriori marche per ogni copia conforme che necessiti, ad esempio per l’erede).

 


DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE DI MORTE

(art. 46 DPR 445/2000)

Il/la sottoscritto/a … nato/a … (prov. …) il … residente in … (prov. …) via … n. … consapevole delle responsabilità e delle sanzioni penali stabilite dalla legge per false attestazioni e mendaci dichiarazioni, sotto la sua responsabilità (art. 76 DPR 445/2000),

DICHIARA

che il Sig. … nato/a … (prov. …) il … residente in … (prov. …) via … n. … è morto/a in data … a … (prov. …) … (data )

il/la dichiarante …

firma per esteso e leggibile

 

Esente da autentica e da bollo ai sensi dell’art. 37, c. 1 DPR 445/2000. Può essere presentata ad una pubblica amministrazione nonché ai gestori di pubblici servizi e ai privati che vi consentono

N.B. Informativa ai sensi dell’art. 13 D.Lgs. 196/2003: i dati sopra riportati sono prescritti dalle disposizioni vigenti ai fini del procedimento per il quale sono richiesti e verranno utilizzati esclusivamente per tale scopo.


 

Se l’erede era debitore del defunto

La rinuncia all’eredità non implica il venir meno dei debiti che l’erede aveva nei confronti del defunto. Debiti che, pertanto, dovranno essere pagati nei confronti degli altri eredi.

 

 

Se l’erede era creditore del defunto

Se invece l’erede vantava crediti verso il defunto, egli concorre in condizioni paritetiche con gli altri creditori ereditari, salvo opposizione e ricorso alla liquidazione concorsuale.


 


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