Controlli sanitari: è lavoro il tempo per fare le analisi?
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2 Nov 2016
 
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Controlli sanitari: è lavoro il tempo per fare le analisi?

Va retribuito il tempo necessario per recarsi, anche con la propria auto, al laboratorio di analisi per gli esami clinici e biologici inerenti alla sorveglianza sanitaria.

 

Dal medico a spese dell’azienda: tutte le volte in cui i lavoratori sono costretti ad andare a un laboratorio di analisi per espletare i dovuti accertamenti sanitari relativi alla cosiddetta sorveglianza sanitaria, hanno diritto tanto al rimborso delle spese sostenute per recarsi a fare tali accertamenti (sia che abbiano utilizzato l’auto propria o i mezzi pubblici), quanto alla normale retribuzione: difatti il tempo impiegato per tale spostamento va considerato orario di lavoro e va quindi retribuito. È quanto chiarito dalla Commissione per gli interpelli sulla sicurezza del lavoro in una recente nota (il cui testo è disponibile qui sotto [1]). Ma procediamo con ordine.

 

 

Cos’è la sorveglianza sanitaria?

La cosiddetta sorveglianza sanitaria è un obbligo del datore di lavoro necessario a garantire la sicurezza e la salute dei propri dipendenti. A tal fine egli deve disporre degli accertamenti per verificare la compatibilità tra le condizioni di salute e i compiti dei lavoratori. Dal canto suo il dipendente è tenuto a sottoporsi a tali controlli sanitari disposti dall’azienda, non potendosi esimere [2].

 

Dunque, la sorveglianza sanitaria è quell’insieme degli accertamenti sanitari svolti dal medico competente finalizzati alla tutela dello stato di salute e alla sicurezza dei lavoratori, in relazione alle condizioni di salute degli stessi, all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio e alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa.

Sono sottoposti a sorveglianza sanitaria i lavoratori e gli equiparati (ad es. studenti), per i quali nel Documento di valutazione del rischio (Dvr) è indicato un livello di rischio per il quale la normativa vigente ne prevede l’obbligo.

 

 

Quali visite e analisi comprende la sorveglianza sanitaria?

La sorveglianza sanitaria comprende:

  • visita medica preventiva intesa a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato;
  • visita medica periodica per controllare nel tempo lo stato di salute dei lavoratori esposti al rischio;
  • visita medica in occasione del cambio della mansione (con modifica dei rischi per la salute);
  • visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente (rischio chimico): per motivi organizzativi la visita medica è eseguibile solo se concordata con il medico competente prima della formale cessazione del rapporto di lavoro medesimo;
  • visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai 60 giorni continuativi (solo per lavoratori in sorveglianza sanitaria periodica);
  • visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta.

 

 

Quali possono essere gli esiti della visita medica?

Il medico può fornire, all’esito del controllo, i seguenti giudizi:

  • idoneità;
  • idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;
  • inidoneità temporanea;
  • inidoneità permanente.

 

 

Posso fare ricorso contro l’esito della visita medica?

Contro il giudizio del medico competente si può fare ricorso, entro 30 giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo, all’organo di vigilanza territorialmente competente che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso.

 

 

Mi spetta il rimborso per le spese necessarie alle visite mediche?

Secondo la nota appena diffusa, i lavoratori hanno diritto al rimborso delle spese sostenute per recarsi, con mezzo pubblico o privato, presso la casa di cura indicata dal medico competente per sottoporsi agli esami clinici e biologici e alle altre indagini diagnostiche necessarie ai fini della sorveglianza sanitaria.

Questo significa che, quando il laboratorio è particolarmente distante e il percorso non può essere coperto a piedi, si può chiedere il rimborso del biglietto dell’autobus, del trenino o delle spese di benzina sostenute per il viaggio.

 

Difatti, i costi relativi agli accertamenti sanitari non possono comportare oneri economici per il lavoratore (compresi i costi connessi con eventuali spostamenti che siano necessari) e il tempo impiegato per sottoporsi alla sorveglianza sanitaria, compreso lo spostamento, deve essere considerato orario di lavoro.

 

 

Viene pagato il tempo per lo spostamento necessario alla visita?

Al dipendente non è dovuto solo il rimborso spese, ma anche la paga. Difatti, precisa il chiarimento della Commissione, il tempo impiegato per lo spostamento dal luogo dove il lavoratore esplica abitualmente l’attività lavorativa al laboratorio di analisi (e viceversa) va considerato orario di lavoro (e, dunque, da retribuire).

 

Pertanto, i controlli sanitari devono essere strutturati tenendo ben presente gli orari di lavoro e la reperibilità dei lavoratori; e ove per giustificate esigenze lavorative il controllo sanitario sia effettuato in orari diversi, il lavoratore dovrà comunque considerarsi in servizio a tutti gli effetti. Peraltro, sempre secondo la commissione, l’effettuazione della visita medica è da considerarsi come «funzionale all’attività lavorativa e, pertanto, il datore di lavoro dovrà comunque giustificare le motivazioni produttive che determinano la collocazione temporale della stessa fuori dal normale orario di lavoro».

 

 


Prot. n. 19849 del 25/10/2016

Oggetto: art. 12, d.lgs. n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni – risposta al quesito in merito agli oneri delle visite mediche ex art. 41 del d.lgs. n. 81/2008.

L’Unione Sindacale di Base (USB) ha avanzato istanza di interpello per conoscere il parere di questa Commissione in merito ai seguenti quesiti:

  1. “su quale soggetto devono ricadere gli oneri economici inerenti il trasporto dei lavoratori, con mezzo privato o pubblico, nel percorso, quando non può essere coperto a piedi, dalla casa di cura indicata dal Medico Competente per espletare gli esami clinici e biologici e le indagini diagnostiche previste dall’art. 41, comma 4, primo periodo, complementari alle visite mediche periodiche previste dalla normativa in oggetto, al luogo ove abitualmente svolgono la proprio attività lavorativa”;
  2. “se il tempo impiegato dal lavoratore per spostarsi dalla casa di cura indicata dal medico competente … al luogo nel quale lo stesso lavoratore esplica abitualmente l’attività lavorativa deve essere considerato orario di lavoro”.

Al riguardo va premesso che l’art. 18, comma 1, lettera g) del d.lgs. n. 81/2008 stabilisce un obbligo in capo al datore di lavoro e al dirigente di “inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria…”.

Il comma 1, lettera bb) del medesimo art. 18 prevede che il datore di lavoro vigili “affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità”.

L’art. 41, comma 4, del d.lgs. n. 81/2008 stabilisce che “Le visite mediche di cui al comma 2, a cura e spese del datore di lavoro, comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal medico competente. …”.

Infine l’art. 15, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008 prevede che “Le misure relative alla sicurezza, all’igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori”.

Tutto ciò premesso la Commissione fornisce le seguenti indicazioni.

I costi relativi agli accertamenti sanitari non possono comportare oneri economici per il lavoratore (compresi i costi connessi con eventuali spostamenti che siano necessari) ed il tempo impiegato per sottoporsi alla sorveglianza sanitaria, compreso lo spostamento, deve essere considerato orario di lavoro (vedi al riguardo anche interpello sicurezza n. 18/2014).

IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE (Ing. Giuseppe PIEGARI)


 

[1] Commissione per gli interpelli sulla sicurezza del lavoro nota n. 14/2016, prot. n. 19849.

[2] D.Lgs. del 9 aprile 2008 n. 81, artt 17, 18, 20 e 28.

 


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