Come si scioglie l’unione civile
Vero o Falso?
26 Nov 2016
 
L'autore
Rossella Blaiotta
 


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Come si scioglie l’unione civile

La legge Cirinnà ha introdotto la possibilità per le coppie omosessuali di ufficializzare la propria unione ma come si procede allo scioglimento?

 

I casi di scioglimento dell’unione civile riprendono gran parte della normativa che riguarda il divorzio [1], ossia:

  • morte o dichiarazione di morte presunta di una delle parti;
  • quasi tutte le ipotesi in cui può essere chiesto il divorzio da uno dei coniugi;
  • volontà dei partner manifestata davanti all’ufficiale di stato civile; la domanda di scioglimento deve essere proposta decorsi tre mesi dalla data in cui tale volontà è manifestata;
  • sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso di una delle parti.

 

La domanda per ottenere lo scioglimento dell’unione civile si propone nel tribunale del luogo dell’ultima residenza comune delle parti o, in mancanza, del luogo in cui il partner convenuto ha residenza o domicilio, può essere proposta singolarmente o congiuntamente. L’istanza si propone con ricorso, che deve contenere l’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto sui quali la domanda di scioglimento dell’unione è fondata. Viene quindi fissata con decreto la data di comparizione delle parti davanti al Presidente, entrambi i partner sono tenuti a comparire personalmente, salvo gravi e comprovati motivi, con l’assistenza di un difensore. Durante tale udienza il Presidente deve sentire le parti prima separatamente e poi congiuntamente, tentando di conciliarle, se la conciliazione non riesce, ordina i provvedimenti temporanei ed urgenti che reputa opportuni nell’interesse di entrambi i partner, nomina il giudice istruttore e fissa l’udienza di comparizione davanti a quest’ultimo: a questo punto comincia il processo, che si conclude con sentenza.

 

 

Con la sentenza il tribunale, tenuto conto delle condizioni delle parti, delle ragioni della decisione, del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, del reddito di entrambi, anche in rapporto alla durata dell’unione civile, dispone l’obbligo per una parte di somministrare periodicamente a favore dell’altra un assegno quando quest’ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive: su accordo delle parti la corresponsione può anche avvenire in unica soluzione se questa sia ritenuta equa dal tribunale. Inoltre, le parti devono presentare all’udienza di comparizione davanti al presidente del tribunale la propria dichiarazione dei redditi e ogni documentazione relativa alle loro entrate e al loro patrimonio personale e comune. In caso di contestazioni, il tribunale può disporre indagini sui redditi, sui patrimoni e sull’effettivo tenore di vita, avvalendosi, eventualmente, anche della polizia tributaria.

 

 

L’unione civile si può sciogliere anche in maniera alternativa, ossia con una negoziazione assistita. In tale accordo si deve dare atto che gli avvocati hanno tentato di conciliare le parti, in seguito, viene trasmessa copia dell’accordo all’ufficiale dello stato civile del comune davanti al quale era stata formulata la dichiarazione costitutiva dell’unione.

Le parti possono concludere un accordo di scioglimento anche davanti al sindaco, quale ufficiale dello stato civile del comune di residenza di uno di loro o del comune presso cui è stata dichiarata la costituzione dell’unione civile, con l’assistenza facoltativa di un avvocato. L’ufficiale dello stato civile riceve da ciascuna delle parti personalmente la dichiarazione che esse vogliono sciogliere l’unione e provvede a trascrizione.

 


[1] Legge n. 898/1970

 


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