Bolletta: consumi effettivi o stimati?
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2 Nov 2016
 
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Redazione
 


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Bolletta: consumi effettivi o stimati?

La società della luce o del gas deve procedere a effettuare, almeno una volta all’anno, la lettura del contatore: diversamente non può procedere al conguaglio della bolletta e quindi non può addebitare consumi stimati.­

 

Senza lettura del contatore almeno una volta all’anno, la società che fornisce la luce o il gas non può addebitare, in bolletta, i consumi stimati, secondo cioè il calcolo presunto di quelli che sono stati i mesi precedenti. La lettura del contatore, infatti, è necessaria per effettuare il conguaglio di quelli che sono gli importi dovuti dall’utente sulla base degli effettivi consumi realizzati nel corso dell’anno. Per cui, in assenza di tale lettura, se la fattura è sproporzionata rispetto ai consumi effettivi può essere contestata davanti al giudice e annullata. Ma procediamo con ordine.

 

Immaginiamo di ricevere una bolletta della luce molto più cara del solito e anche dei nostri consumi effettivi. Chiamiamo il gestore, per chiedere spiegazioni, e scopriamo che quelli contabilizzati sono consumi stimati: in pratica, non avendo mai comunicato l’autolettura del contatore, il gestore si è regolato di conseguenza. Ne nasce una contestazione.

 

Chi ha ragione? Il gestore, che, non avendo ricevuto l’autolettura, ha calcolato i nostri consumi sulla base di una stima? Oppure noi, che vogliamo pagare solo la luce effettivamente consumata?

 

Una cosa è certa, l’utente è tenuto a comunicare periodicamente, alla società fornitrice, i dati del proprio contatore di modo che questa possa procedere alla emissione della bolletta. In mancanza di tale comunicazione, la società procede alla quantificazione degli importi dovuti sulla base dei consumi stimati, ossia in base alle bollette precedentemente emesse. Ma non sempre questo calcolo dà luogo a risultati precisi. Tanto è vero che, almeno una volta all’anno la società erogatrice deve inviare i propri dipendenti per effettuare la lettura del contatore e procedere, così, ai conguagli a debito o a credito in favore dell’utente.

 

Dunque, nella nostra vicenda, la soluzione è la seguente ed è contenuta in una recente sentenza del Giudice di Pace di Salerno: la società elettrica è obbligata a procedere alla lettura del contatore almeno un volta l’anno, per verificare i consumi effettivi ed effettuare il conguaglio. Il contatore resta essenziale, per quantificare l’importo dovuto dall’utente, senza ricorrere a criteri presuntivi: criteri, che potrebbero dare risultati sproporzionati rispetto agli scatti effettivi.

 

La scusa dell’autolettura non tiene: perciò, se la società  non ha fatto la lettura del contatore almeno una volta l’anno, deve restituire i soldi della bolletta e risarcire il danno al cliente.


 


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