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Lo sai che? Pubblicato il 2 novembre 2016

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Lo sai che? Quante volte va ripetuto il cartello stradale col limite velocità?

> Lo sai che? Pubblicato il 2 novembre 2016

Nulla la multa se il cartello con limite di velocità non viene ripetuto più volte in caso di strada particolarmente lunga.

Tutte le volte in cui, su una strada, vige un limite di velocità diverso da quello legale, va segnalato con apposito cartello: cartello che, nelle strade particolarmente lunghe, va ripetuto spesso. Diversamente la multa è nulla. Lo ha chiarito la Cassazione con una stringata ordinanza pubblicata questa mattina. Ma procediamo con ordine.

Quali sono i limiti di velocità?

In base al codice della strada, i limiti della velocità sono i seguenti:

  • 130 km/h per le autostrade,
  • 110 km/h per le strade extraurbane principali,
  • 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali,
  • 50 km/h per le strade nei centri abitati, con la possibilità di elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano, previa installazione degli appositi segnali.

Quando sulla strada non vi sono segnali, valgono i suddetti limiti che operano in automatico. Solo la presenza di una segnaletica verticale può derogare tali prescrizioni. Così, tanto per fare un esempio, se su una strada urbana vige il limite di 30 km/h, questo deve essere specificato con il cartello, diversamente la multa è nulla. Allo stesso modo, se su una strada extraurbana secondaria vi è una limitazione a 70 km/h è necessario che essa venga indicata dal cartello, altrimenti vale il limite di 90 km/h.

Quando la strada è lunga il cartello va ripetuto

Se percorriamo una strada particolarmente lunga, su cui vi è un limite di velocità diverso da quello legale, il cartello che stabilisce detta limitazione va ripetuto periodicamente: non basta un singolo cartello all’inizio della via. Diversamente la multa è nulla.

Multa per eccesso di velocità nulla se i cartelli sono insufficienti

La Cassazione, però, non dice ogni quanti chilometri debba essere rinnovato il cartello, lasciando così definire le distanze al singolo giudice, sulla base dei luoghi e della velocità di percorrenza. Il magistrato al quale si presenta l’impugnazione contro la multa dovrà cioè stabilire se la segnaletica è insufficiente o meno e, nel primo caso, annullare il verbale.

note

[1] Cass. ord. n. 22154/16 del 2.11.2016.

[2] Art. 142 cod. str.

Cassazione, ordinanza n. 22154/16 del 2.11.2016. Fatto FATTO E DIRITTO La causa è stata rimessa alla camera di consiglio sulla scorta della seguente relazione: Il Comune di Casanditella propone ricorso per cassazione contro V.F., che non svolge difese in questa sede, avverso la sentenza del Tribunale di Chieti che rigettato il suo appello a sentenza del GP che aveva annullato verbale per pretesa violazione dell'art. 142 C.d.S., comma 8. Il tribunale ha statuito che il limite di velocità di 50 Km/h era stato imposto solo con ordinanza dirigenziale 20.3.2012 mentre la contestazione riguardava fatti antecedenti. Il ricorso, con tre motivi, denunzia: 1) violazione di norme di diritto ed in particolare dell'art. 38 C.d.S. perchè esisteva idonea segnaletica attestante il limite di 50 Km/h; 2) violazione dell'art. 2712 c.c. e dell'art. 116 c.p.c. in relazione alle prove fotografiche non disconosciute da controparte; 3) omessa o insufficiente motivazione perchè il giudice di appello ha riferito della ordinanza dirigenziale del 20.3.2012 mentre la contestazione riguardava fatti antecedenti ma non ha tenuto conto del documento 19.7.2012, presente in atti, della provincia di Chieti. Le censure, in parte nuove, propongono un riesame del fatto e non impugnano congruamente la ratio decidendi sopra riferita. In particolare la prima e la terza sembrano prospettare un errore revocatorio, mentre la seconda non supera l'affermazione della sentenza che la presenza di ulteriori segnali, con limite di 50 Km/h, ma evidentemente su altri, specifici e diversi tratti di quella estesa via provinciale, insistentemente affermata dalla difesa del Comune, non può assumere alcun minimo significato. Donde la proposta di rigetto del ricorso, senza pronunzia sulle spese, in mancanza di difese della V. in questa sede. Roma 5 maggio 2016. Il Consigliere delegato. Il comune ha presentato memoria. Il collegio condivide e fa propria la relazione rilevando che il ricorso propone nella sostanza un riesame del merito ed un nuovo accertamento in fatto preclusi in questa sede. Donde il rigetto del ricorso senza pronunzia sulle spese, in mancanza di difese di controparte in questa sede. P.Q.M. La Corte rigetta il ricorso dando atto dell'esistenza dei presupposti ex D.P.R. n. 115 del 2002 per il versamento dell'ulteriore contributo unificato. Così deciso in Roma, il 13 luglio 2016. Depositato in Cancelleria il 2 novembre 2016

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