Ottava salvaguardia 2017, nuovi posti, requisiti e decorrenze
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3 Nov 2016
 
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Noemi Secci
 


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Ottava salvaguardia 2017, nuovi posti, requisiti e decorrenze

Confermata l’ottava salvaguardia, 27.700 nuovi posti: lavoratori in mobilità, in congedo per assistere figli disabili, prosecutori volontari, cessati dal servizio.

 

Assieme alla Legge di bilancio 2017, è arrivata la conferma dell’ottava salvaguardia, un importante beneficio che consente, a determinate categorie di lavoratori, di pensionarsi con i requisiti precedenti alla Legge Fornero [1]. L’intervento coinvolgerà gli stessi lavoratori destinatari della salvaguardia precedente, ma potrebbero rientrare nel beneficio delle ulteriori categorie prima che la legge sia definitivamente approvata, grazie a un emendamento presentato dall’On. Damiano. Il totale dei posti disponibili è pari, attualmente, a  27.700.

Vediamo insieme i dettagli dell’ottava salvaguardia contenuti nella Legge di bilancio: beneficiari, requisiti, decorrenza della pensione, termini e modalità delle domande.

 

 

Lavoratori in mobilità

Alla categoria dei lavoratori in mobilità o in trattamento speciale edile sono stati riservati, nell’ottava salvaguardia, 8.000 posti; per accedere, è necessario possedere i seguenti requisiti:

  • essere stati collocati in mobilità o in trattamento speciale edile in base ad accordi (governativi o sindacali) stipulati entro il 31 dicembre 2011;
  • essere stati collocati in mobilità o in trattamento speciale edile, anche senza accordi, da aziende cessate o che abbiano subito procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria o amministrazione straordinaria speciale).

Gli interessati devono:

  • risultare cessati dall’attività lavorativa entro il 31 dicembre 2012;
  • perfezionare, anche mediante il versamento di contributi volontari, entro 36 mesi dalla fine del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile, i requisiti pensionistici “pre- Fornero”; il versamento dei contributi volontari può riguardare anche periodi eccedenti i sei mesi precedenti la domanda di autorizzazione stessa: può essere effettuato solo con riferimento ai 36 mesi successivi al termine di fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile.

Eventuali periodi di sospensione dell’indennità di mobilità, per svolgere attività di lavoro subordinato, a tempo parziale, a tempo determinato, ovvero di lavoro parasubordinato, mantenendo l’iscrizione nella lista, se intervenuti entro la data di entrata in vigore della Legge di bilancio, si considerano rilevanti per il prolungamento del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità e non comportano l’esclusione dall’accesso alla salvaguardia.

 

 

Prosecutori volontari della contribuzione

Alla categoria dei prosecutori volontari della contribuzione sono stati riservati, in questa ottava salvaguardia, un totale di 10.400 posti; per accedere, è necessario possedere i seguenti requisiti:

  • possesso di autorizzazione al versamento volontario dei contributi precedente al 4 dicembre 2011, purchè sia stato accreditato, o risulti accreditabile, almeno un contributo volontario al 6 dicembre 2011; il requisito è valido anche se risulta svolta, dopo il 4 dicembre 2011, un’attività di lavoro subordinato, purché non a tempo indeterminato; la maturazione della pensione, per questa categoria, deve essere raggiunta entro il 6 gennaio 2019; il totale degli ammessi a salvaguardia appartenenti a questa specifica categoria non può superare 200 unità;
  • possesso di autorizzazione alla prosecuzione volontaria dei contributi entro il 4 dicembre 2011, senza contributi volontari accreditati o accreditabili al 6 dicembre 2011, purché vi sia almeno un contributo da lavoro effettivo accreditato tra il primo gennaio 2007 e il 30 novembre 2013; il requisito è valido anche se risulta svolta, entro il 30 novembre 2013, un’attività di lavoro subordinato, purché non a tempo indeterminato. La maturazione della pensione, per questa categoria, deve essere raggiunta entro il 6 gennaio 2018; il totale degli ammessi a salvaguardia appartenenti a questa specifica categoria non può superare 200 unità.

 

 

Cessati dal servizio

Alla categoria dei cessati dal servizio sono stati riservati, nell’ottava salvaguardia, 7.800 posti; per accedere, è necessario possedere i seguenti requisiti:

  • sussistenza di un rapporto d’impiego terminato entro il 30 giugno 2012, in virtù dell’applicazione di accordi individuali [2] o di accordi collettivi di incentivo all’esodo, stipulati entro il 31 dicembre 2011; il requisito è valido anche se è stata svolta, dopo il 30 giugno 2012, un’attività di lavoro subordinato, purché non a tempo indeterminato;
  • sussistenza di un rapporto d’impiego terminato dopo il 30 giugno 2012 ma entro il 31 dicembre 2012, in virtù dell’applicazione di accordi individuali [2] o di accordi collettivi di incentivo all’esodo, stipulati entro il 31 dicembre 2011; il requisito è valido anche se è stata svolta, dopo la cessazione, un’attività di lavoro subordinato, purché non a tempo indeterminato;
  • sussistenza di un rapporto di lavoro concluso, in virtù di una risoluzione unilaterale, tra il primo gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011; il requisito resta valido anche se è stata svolta, dopo la data di cessazione, un’attività di lavoro subordinato, purché non a tempo indeterminato.

In tutti e due i casi, la decorrenza della pensione deve collocarsi entro il 6 gennaio 2019 (incluso il periodo di finestra mobile).

 

 

Lavoratori in congedo per assistenza a figli disabili

All’interno della categoria dei lavoratori assenti, nel 2011, per assistere familiari disabili gravi (secondo la Legge 104), il beneficio dell’ottava salvaguardia è stato riservato ai soli lavoratori in congedo per assistenza ai figli disabili, nel limite di 700 posti. Potranno accedere, nel dettaglio, i soggetti in possesso dei seguenti requisiti:

  • fruizione, nel corso del 2011, di un congedo straordinario retribuito, ai sensi del Testo Unico Maternità- Paternità [3];
  • congedo preordinato all’assistenza di figli con disabilità grave ai sensi della Legge 104.

Inoltre, per rientrare nella Salvaguardia, la decorrenza della pensione deve collocarsi entro il 6 gennaio 2019 (compreso il periodo di finestra mobile).

 

 

Lavoratori a tempo determinato

Alla categoria dei lavoratori a termine e in somministrazione sono stati riservati, nella Settima Salvaguardia, 800 posti; per accedere, è necessario possedere i seguenti requisiti:

  • il contratto di lavoro subordinato, o di somministrazione a tempo determinato deve risultare cessato tra il primo gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011;
  • i lavoratori non devono risultare successivamente rioccupati a tempo indeterminato;
  • i lavoratori non devono appartenere al settore agricolo o possedere la qualifica di stagionali.

Nella presente ipotesi, la decorrenza della pensione deve collocarsi entro il 6 gennaio 2018 (comprensiva della finestra mobile).

 

 

Requisiti per l’ottava salvaguardia: età e contributi dipendenti

Si ricorda che, per accedere all’otava salvaguardia, i requisiti di età e contribuzione sono quelli precedenti all’entrata in vigore della Legge Fornero [1] (incrementati dagli adeguamenti alla speranza di vita), e che la decorrenza della pensione non è immediata, ma devono essere applicate le vecchie finestre mobili.

In particolare, i requisiti per la pensione anteriori alla Legge Fornero, con gli adeguamenti alla speranza di vita, sono, nel triennio 2016-2018:

  • per la pensione di anzianità, possesso della quota 97,7, con un’età minima di 61 anni e 7 mesi, ed almeno 35 anni di contributi (si applica la finestra di attesa tra la maturazione dei requisiti e la decorrenza della pensione pari a 12 mesi);
  • in alternativa, possesso di 40 anni di contributi (la finestra applicata in quest’ipotesi è di 15 mesi);
  • per la pensione di vecchiaia (alla quale si applica una finestra di 12 mesi), sono necessari:
    • 20 anni di contributi (15 per i beneficiari della Deroga Amato);
    • 65 anni e 7 mesi di età per gli uomini e le dipendenti pubbliche;
    • 61 anni e 1 mese per le lavoratrici dipendenti del settore privato).

 

 

Requisiti per l’ottava salvaguardia: età e contributi autonomi

Chi possiede anche contribuzione da lavoro autonomo, oltreché quella da lavoro dipendente, per accedere all’ottava salvaguardia dovrà possedere, alternativamente, i seguenti requisiti:

  • possesso della quota 98,7, con un minimo di 62 anni e 7 mesi di età ed almeno 35 anni di contributi (la finestra, in questo caso, è di 18 mesi);
  • possesso di 40 anni di contributi (in quest’ipotesi, la finestra è di 21 mesi);
  • possesso di 65 anni e 7 mesi d’età (61 anni e 1 mese per le lavoratrici), assieme a 20 anni di contributi, (la finestra applicabile è di 18 mesi).

 

 

Domanda di ottava salvaguardia

La procedura per la domanda di accesso all’ottava salvaguardia, assieme alla modulistica necessaria, non è stata ancora resa nota.

L’istanza, comunque, dovrà essere inoltrata, all’Inps o alla Dtl (Direzione territoriale del lavoro), entro il primo marzo 2017; si ritiene che le procedure per l’invio delle istanze siano le stesse dello scorso anno:

  • per le istanze alla Dtl , invio tramite:
    • posta elettronica;
    • posta elettronica certificata;
    • raccomandata con ricevuta di ritorno;
    • intermediari abilitati, come i patronati.

Si ritiene che potranno, invece, inoltrare la domanda direttamente all’Inps, tramite il portale web dell’Istituto, i lavoratori in mobilità e gli autorizzati al versamento dei contributi volontari.

La procedura web del sito dell’Inps, per verificare il diritto a pensione con Salvaguardia, potrà probabilmente essere utilizzata, come già avvenuto negli anni scorsi, anche dai lavoratori tenuti a presentare domanda alla Dtl: tuttavia, l’utilizzo dell’applicazione web non sostituisce la domanda alla Dtl, che deve essere comunque effettuata.

Entro il 31 marzo 2017 le Dtl dovranno decidere l’accoglimento o il rifiuto della domanda. In caso di rigetto, il lavoratore potrà, entro 30 giorni dalla comunicazione, effettuare un ricorso amministrativo, proponendo richiesta di riesame presso la stessa Dtl che ha emesso il provvedimento.

 


[1] D.L. 201/2011.

[2] Artt. 410, 411, 412-ter cod. proc. civ.

[3] Art. 42, Co. 5, D.lgs. 151/2001.

[4] Inps, Circ. n. 16/2013.

 


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