Ddl sul lavoro autonomo: ecco le novità
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3 Nov 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Ddl sul lavoro autonomo: ecco le novità

 

Più tutele sui tempi di pagamento e sul welfare. Garantite le norme su salute e sicurezza. Più diritti per chi esercita lo smart working, cioè il lavoro agile.

 

Cominciamo ad abituarci a questo nuovo concetto: smart working. Fa parte del disegno di legge sul lavoro autonomo, collegato alla manovra 2017, approvato dal Senato e in attesa del via libera definitivo della Camera. Smart working, ennesimo termine inglese che entra nel nostro vocabolario, sta per lavoro agile. Nel contesto del ddl sul lavoro autonomo significa lavoro per obiettivi grazie all’uso delle tecnologie digitali, previo accordo diretto tra il responsabile dell’azienda ed il lavoratore. Accordo che fissa tempi di riposo e forme di recesso.

Nello specifico, il ddl sul lavoro autonomo prevede che il lavoratore che presta l’attività di smart working abbia diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato ai chi svolge le stesse mansioni all’interno dell’azienda. Devono essere applicati anche gli incentivi fiscali e contributivi eventualmente riconosciuti in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato.

Tuttavia il ddl sul lavoro autonomo approvato dal Senato prevede molto di più di quello che una volta si chiamava “telelavoro” e oggi, alla faccia del Brexit, viene ribattezzato in inglese come smart working.

 

 

Le novità del ddl sul lavoro autonomo

Vengono, ad esempio, allargate le tutele sul welfare per chi è titolare di una partita Iva. La lavoratrice autonoma che diventa mamma potrà avere l’indennità di maternità anche se continua a lavorare. Non è più costretta, cioè, ad astenersi dal lavoro. Anche perché, lavorando da casa, il tutto può risultare più facile. Più complicato il discorso della malattia e dell’infortunio: qui ci vuole una richiesta del lavoratore per sospendere la prestazione. Ma l’astensione è vincolata al fatto che venga meno l’interesse del committente. Il ddl sul lavoro autonomo prevede la sospensione, senza diritto al corrispettivo, del rapporto di lavoro in caso di gravidanza, malattia e infortunio, per un periodo non superiore a 150 giorni per anno solare, e la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi per l’intera durata della malattia e dell’infortunio fino ad un massimo di 2 anni, se la malattia o l’infortunio sono di gravità tale da impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa per oltre 60 giorni. C’è, comunque, una tutela che riguarda la malattia certificata come conseguente a terapie oncologiche, equiparata alla degenza ospedaliera.

Il ddl sul lavoro autonomo propone anche nuove tutele sui pagamenti: stop alle clausole che prevedono il pagamento oltre i 60 giorni dalla consegna della fattura al cliente. Due mesi per avere i soldi bastano e avanzano.

Più deduzioni per chi partecipa a convegni, congressi o corsi di aggiornamento: le spese diventano completamente deducibili fino a 100.000 euro l’anno (vitto e alloggio esclusi) e fino a 5.000 euro l’anno per servizi personalizzati organizzati dai centri per l’impiego. Le deduzioni interessano anche le spese per l’assicurazione contro il mancato pagamento del lavoro svolto.

Altra novità del ddl sul lavoro autonomo: i liberi professionisti potranno aggregarsi in reti, consorzi o forme associate per concorrere con meno vincoli ad un appalto o all’assegnazione di lavori privati. E riconosce i diritti di utilizzazione economica in caso di invenzioni, a meno che queste ultime siano già previste dal contratto.

Infine, il ddl sul lavoro autonomo delega il governo ad individuare gli atti pubblici da devolvere alle professioni tutelate da un Ordine e a rendere più semplici le norme su salute e sicurezza negli studi professionali quando sono simili alle abitazioni.


 


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