Rumori molesti in condominio, che prevede la legge?
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3 Nov 2016
 
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Rumori molesti in condominio, che prevede la legge?

A che ora non è possibile fare rumore nel palazzo? Il regolamento di condominio può prevedere specifici divieti, altrimenti vale la normale tollerabilità indicata dal codice civile.

 

Vi sono orari del giorno o della notte, previsti per legge, in cui è vietato fare rumore nel proprio appartamento? In altre parole, a che ora non è più possibile fare rumore? Che si può fare nel caso in cui il regolamento di condominio non preveda nulla in proposito? E come ci si tutela dai vicini rumorosi? Sono domande tipiche di chi è costretto a vivere con gli assordanti frastuoni del piano di sopra o di quello accanto, complici a volte pareti non troppo spesse dell’edificio.

 

Iniziamo subito col dire che non esiste alcuna norma di legge che stabilisca determinati orari in cui è vietato fare rumore. L’unica disposizione è contenuta nel codice civile [1] e stabilisce, in via generale e valevole per tutte le ore e tutti i luoghi, che i rumori non possono superare la «normale tollerabilità». Si tratta di un criterio generico che richiede di essere interpretato caso per caso in base a una serie di variabili quali:

  • l’orario in cui il rumore viene prodotto: lo stesso rumore (ed esempio il lavaggio di stoviglie) può essere tollerabile a mezzogiorno, ma non più a mezzanotte;
  • il luogo in cui è collocato l’appartamento: in una zona di campagna, silenziosa per natura, sono sicuramente meno tollerabili gli stessi rumori che, invece, in un centro abitato risultano del tutto indifferenti: in quest’ultimo caso, infatti, il rumore di fondo proveniente dalla strada e dall’ambiente urbano circostante eleva la soglia di tollerabilità;
  • la destinazione dell’immobile: nei confronti delle attività commerciali bisogna avere una maggiore tolleranza, atteso che, se il regolamento di condominio non ne vieta l’apertura, non si può certo impedire all’iniziativa economica privata di operare o di farlo in massimo silenzio (si pensi al caso di una pizzeria).

 

Il secondo gradino per verificare se i rumori del vicino sono leciti o meno è quello di leggere il regolamento di condominio. Quest’ultimo, infatti, può contenere una disciplina più restrittiva rispetto al codice civile, stabilendo – con apposite clausole che devono essere approvate all’unanimità – degli specifici orari in cui è vietato fare rumore. In tal caso, durante tali momenti della giornata, varranno dei limiti più restrittivi rispetto a quelli indicati dal codice civile. In buona sostanza non vale più la cosiddetta normale tollerabilità, ma una soglia più bassa. Sicché è possibile imporre al vicino di casa qualsiasi rumore e non solo quelli intollerabili. Questo almeno è stato l’indirizzo espresso da una recente sentenza del Tribunale di Milano. Per comprenderne la portata ricorriamo a un esempio.

 

Immaginiamo di vivere in un condominio ed avere un vicino di casa particolarmente rumoroso, soprattutto di notte. Non ci fa dormire e così, quando lo incontriamo, glielo facciamo notare ma lui rilancia, sostenendo che siamo noi ad avere il sonno troppo leggero.

Allora, ci facciamo forti e gli mostriamo il regolamento di condominio:

«tra le 11 di sera e le 7 del mattino è vietato qualunque rumore».

Lui, però, si arrabbia affermando di non potergli impedire di vedere la tv fino a tardi. Ne nasce una discussione.

Chi ha ragione? Il vicino, che vuole essere libero di vedere la televisione anche di notte? Oppure noi che vogliamo che il regolamento di condominio venga rispettato?

La sentenza in commento del tribunale di Milano offre la soluzione a questo caso specifico. Il regolamento di condominio può contenere una disciplina più restrittiva rispetto a quella prevista dal codice civile, vietando qualsiasi tipo di rumore, anche quelli che rientrerebbero nella normale tollerabilità e che, per la legge, sarebbero invece leciti.

 

Quindi, se il regolamento di condominio impone il silenzio assoluto in certi orari, abbiamo ragione noi a pretendere che sia rispettato il massimo silenzio e il nostro vicino dovrà attenersi a quanto disposto.

 

Val la pena un’ultima precisazione: la clausola del regolamento che richiede il rispetto del «silenzio assoluto» in determinati orari deve essere approvata all’unanimità. L’unanimità si raggiunge difficilmente in assemblea; così, in questi casi, il costruttore dell’edificio è solito far firmare, ai singoli acquirenti, all’atto del rogito, l’approvazione del regolamento da lui redatto. In questo modo si raggiunge l’unanimità, anche se con approvazioni tra loro separate. Si parla, a riguardo, di regolamento contrattuale, per distinguerlo da quello assembleare che si realizza in seno all’assemblea.

 

 

Chi chiamare se il vicino fa rumore?

L’amministratore è custode delle parti comuni dell’edificio e del regolamento condominiale. Per cui questi può intervenire nei confronti del condomino molesto e rumoroso solo se il regolamento prevede determinati orari di silenzio. Diversamente egli non ha competenza.

Non hanno competenza neanche i vigili del fuoco o il Comune. I carabinieri e la polizia possono intervenire solo se vi siano gli estremi del reato di disturbo del riposo delle persone, che scatta però quando ad essere disturbate non sono solo alcune famiglie, ma tutto il vicinato, ossia un numero indefinibile di persone.


 


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