Usufrutto: detrazioni sugli interessi del mutuo
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3 Nov 2016
 
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Usufrutto: detrazioni sugli interessi del mutuo

Anche l’usufruttuario dell’immobile può detrarre gli interessi passivi del mutuo.

 

Le detrazioni sugli interessi passivi del mutuo non spettano solo al proprietario ma anche all’usufruttuario. Lo ha appena chiarito la Cassazione con una sentenza di questa mattina [1].

 

Mettiamo il caso di un contribuente che ceda alla propria moglie la nuda proprietà della casa, acquistandone l’usufrutto. Secondo la sentenza in commento, l’usufruttuario può portare in detrazione gli interessi passivi del mutuo. L’Agenzia delle Entrate non può revocare il beneficio fiscale, stando al recente orientamento sposato dalla Suprema Corte.

 

Il testo unico in materia di imposte sui redditi [2], nell’indicare le ipotesi in cui spettano le detrazioni sugli interessi sul mutuo, usa la generica espressione «acquisto dell’unità immobiliare». In tale concetto si potrebbe, a prima vista, ritenere ricompresa solo l’ipotesi di un acquisto di un’immobile di civile abitazione che l’acquirente adibisce ad abitazione principale. Invece, secondo i giudici, bisogna sposare un’interpretazione più ampia della normativa: la fattispecie – sottolineano i giudici – ha un significato ben più ampio di quello appena indicato. Infatti è principio desumibile dalla normativa in tema di agevolazioni fiscali quello secondo cui le agevolazioni fiscali previste per l’acquisto della proprietà di un immobile destinato all’abitazione ricomprendono la cessione (compravendita o donazione) non solo della proprietà, ma anche della nuda proprietà, dell’usufrutto, l’uso e l’abitazione.

 

Insomma, il riferimento che la legge fa all’ «acquisto dell’unità immobiliare» va rapportato non solo all’acquisto della proprietà piena, ma anche a qualsiasi altro diritto reale (come appunto l’usufrutto, l’uso e l’abitazione) che sia, in grado di soddisfare l’esigenza dell’uomo all’abitazione.

 


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza 8 luglio – 3 novembre 2016, n. 22191
Presidente Cappabianca – Relatore Scalisi

Svolgimento del processo

G.M.F. nella dichiarazione dei redditi per l’anno 2002 aveva effettuato una detrazione IRPEF per interessi passivi su mutuo ipotecario. L’Agenzia delle Entrate di Belluno, ritenendo che la detrazione non era dovuta, emetteva cartella di pagamento per recuperare €. 601,00 ed accessori. La cartella di pagamento veniva notificata nell’agosto del 2006.
G.M. impugnava tale cartella davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Belluno che con sentenza n. 78/02/07 annullava tale cartella.
La Commissione Tributaria Regionale di Venezia Mestre, con sentenza n. 13/24/09, pronunciandosi su appello proposto dall’Agenzia delle Entrate accoglieva l’appello ed in riforma della sentenza impugnata confermava l’atto impugnato. Secondo la CTR di Venezia premesso che l’art. 13 bis, primo comma, lett. B) del DPR 917 del 1986, all’epoca vigente, consentiva la detrazione in un importo percentuale degli interessi passivi in dipendenza di mutui garantiti da ipoteca su immobili contratti per l’acquisto dell’unità immobiliare da destinare ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto. Nel

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[1] Cass. sent. n. 22191 del 3.11.2016.

[2] Art. 13 bis del Tuir.

 


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