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Lo sai che? Pubblicato il 3 novembre 2016

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Lo sai che? Se non sono a casa quando si considera arrivata la raccomandata?

> Lo sai che? Pubblicato il 3 novembre 2016

In caso di temporanea assenza del destinatario, la raccomandata si considera consegnata nel momento in cui viene immesso nella cassetta delle lettere l’avviso di giacenza.

Quando si considera consegnata una raccomandata se il destinatario, al momento dell’arrivo del postino, non è a casa? Mettiamo che la lettera debba necessariamente arrivare entro un determinato termine per formalizzare la disdetta di un contratto: potrebbe il soggetto cui è indirizzata la missiva allungare, a proprio vantaggio, i tempi di consegna della raccomandata non facendosi trovare a casa dal postino e, così, magari, dar corso a un rinnovo del contratto o avere più giorni per rispondere a una diffida? La risposta è in una sentenza della Cassazione di pochi minuti fa, una pronuncia estremamente interessante che chiarisce quando si considera consegnata la raccomandata in caso di assenza del destinatario. Ma procediamo con ordine.

Abbiamo spiegato, in un precedente articolo, che quando si deve spedire una raccomandata entro un determinato termine, per evitare il rinnovo di un contratto, non conta la data del timbro postale (ossia quando il mittente porta il plico alle poste), ma quella del ricevimento della busta da parte del destinatario (leggi Disdetta, vale la data di invio o di spedizione? e, con riferimento all’affitto, Affitto, disdetta da inviare prima della scadenza).

Tanto per fare un esempio: se dobbiamo inviare una disdetta entro il 3 ottobre e la spediamo il 2 ottobre, ma arriva a destinazione solo il 4, il contratto si considera rinnovato in automatico. Così, per metterci in salvo, dobbiamo contare in anticipo i tempi dei ritardi e disguidi postali, che quindi gravano sul mittente, recandoci alle poste, ad esempio, il 25 novembre.

Dunque, quel che conta è la data in cui il postino arriva a casa del destinatario e gli consegna la raccomandata. Ma che succede se quest’ultimo non è momentaneamente presente? Secondo la Cassazione conta la data dell’avviso di giacenza alla posta. In pratica, rileva quell’avviso che il postino immette nella cassetta delle lettere del destinatario avvisandolo che può ritirare il plico alla posta. Quindi, se anche questi non è a casa, la raccomandata si considera comunque consegnata quel giorno stesso.

Secondo la Corte, la raccomandata non recapitata per momentanea assenza del destinatario, infatti, deve ritenersi entrata nella sfera di conoscibilità dell’interessato nel momento in cui è rilasciato l’avviso secondo cui il plico deve essere ritirato all’ufficio postale.

Torniamo all’esempio di prima: dobbiamo inviare una disdetta entro il 3 ottobre per evitare il rinnovo del contratto e andiamo alle poste il 25 novembre; il postino arriva a casa del destinatario il 2 ottobre, quindi in tempo per evitare il rinnovo automatico. Tuttavia questi non è a casa e il postino gli lascia l’avviso in cassetta delle lettere. Ebbene, nonostante ciò, la raccomandata si considera ugualmente consegnata e conosciuta, anche se il destinatario la ritirerà alle poste in un giorno successivo: quindi il contratto non potrà considerarsi rinnovato.

note

[1] Cass. sent. n. 22311/16 del 3.11.2016.

Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 30 settembre – 3 novembre 2016, n. 22311 Presidente Bianchini – Relatore Falabella

Svolgimento del processo

Con atto di citazione notificato il 13 maggio 2004 B.F. impugnava la delibera assunta dall’assemblea del Condominio (omissis) , sito in (omissis) , della quale era venuta a conoscenza solo attraverso una missiva speditale il 20 aprile 2004 dall’amministratore, chiedendo che ne venisse dichiarata la nullità perché adottata senza darne avviso preventivo a tutti i condomini. Si costituiva il Condominio ed opponeva che l’amministratore aveva regolarmente e tempestivamente dato comunicazione con raccomandate postali della data dell’assemblea a tutti i condomini, compresa l’attrice B. . Chiedeva perciò il rigetto della domanda e la condanna dell’attrice al risarcimento dei danni ex art. 96 c.p.c.. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sezione distaccata di Caserta, ritenuto che non era prevista alcuna forma particolare per la comunicazione delle convocazioni dell’assemblea e che il Condominio convenuto aveva provato di avervi provveduto con la produzione dell’elenco delle raccomandate corredato da timbro postale e della attestazione dell’Amministrazione P.T. (dalla quale emergeva che la raccomandata era stata consegnata in data 18 aprile 2003 a "Carozza Domenico, delegato della sig.ra B.F. "), rigettava la domanda attrice e quella riconvenzionale. Avverso tale pronuncia proponeva appello B.F. . Si costituiva il Condominio (omissis) , eccependo l’inammissibilità del gravame e la sua infondatezza. La Corte d’Appello di Napoli, con sentenza del 31 agosto 2011, in riforma della impugnata sentenza, annullava la delibera assembleare del 23 aprile 2003, sulla base, delle seguenti considerazioni: a) il termine libero di cinque giorni prescritto dall’art. 66, 3 co. disp. att. c.c. deve farsi decorrere dalla ricezione da parte del condominio della convocazione (e non dalla spedizione della stessa), avendosi riguardo, nel caso di duplice convocazione dell’assemblea effettuata con un unico avviso, alla data di prima convocazione; b) poiché la consegna della raccomandata al delegato della B. risultava avvenuta il 18 aprile 2003, il termine suddetto non poteva considerarsi rispettato con riferimento all’adunanza del 22 aprile 2003, con la conseguenza che la delibera assunta senza la sua partecipazione doveva reputarsi invalida. Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso il Condominio (omissis) , sulla base di un unico motivo, illustrato da memoria. B.F. ha resistito con controricorso.

Motivi della decisione

Con l’unico motivo di ricorso il ricorrente denuncia la violazione degli artt. 1335 c.c., 112, 115 e 116 c.p.c. (con riferimento all’art. 360, n. 3, c.p.c.), nonché l’omessa, illogica e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia (con riferimento all’art. 360, n. 5, c.p.c.). Secondo l’istante, la Corte d’appello non aveva tenuto conto che la raccomandata contenente la convocazione per l’assemblea del 22 aprile 2003, inviata alla residenza della B. in data 8 aprile 2003, era stata, dopo l’infruttuoso tentativo di recapito, posta in giacenza presso l’ufficio postale di Caserta in data 9.4.2003, previo rilascio del relativo avviso, per essere poi ritirata in data 18 aprile 2003: in conseguenza assume il ricorrente - già in data 9 aprile 2003 il plico doveva ritenersi entrato nella disponibilità della destinataria. Va anzitutto disattesa l’eccezione di inammissibilità del ricorso per carenza di autosufficienza e di specificità del motivo. L’atto di impugnazione risulta infatti corredato di una esauriente esposizione dei fatti e la censura svolta non evidenzia la denunciata genericità. Il motivo, poi, è fondato. Per ritenere sussistente, secondo l’art. 1335 c.c., la presunzione di conoscenza, da parte del destinatario, dalla dichiarazione a questo diretta, occorre la prova, il cui onere incombe al dichiarante, che la dichiarazione sia pervenuta all’indirizzo del destinatario, e tale momento, nel caso in cui la dichiarazione sia stata inviata mediante lettera raccomandata non consegnata per l’assenza del destinatario (o di altra persona abilitata a riceverla), coincide con il rilascio del relativo avviso di giacenza del plico presso l’ufficio postale, e non già con il momento in cui la missiva fu consegnata (Cass. 27 luglio 1998, n. 7370; Cass. 1 aprile 1997, n. 2847; Cass. 23 settembre 1996, n. 8399; Cass. 13 agosto 1981, n. 4909; Cass. 11 febbraio 1978, n. 628; più di recente, per l’applicazione del principio in materia di contestazione degli addebiti del licenziamento individuale: Cass. 15 dicembre 2009, n. 6527; Cass. 24 aprile 2003, n. 6527; il principio è richiamato anche da sentenze non massimate, o non massimate nei termini che qui interessano: cfr. da ultimo Cass. 4 agosto 2016, n. 16330). Pertanto, in applicazione della presunzione di conoscenza di cui all’art. 1335 c.c., la raccomandata, nel caso di momentanea assenza del destinatario (e di altra persona abilitata a riceverla), deve ritenersi entrata nella sfera di conoscibilità del destinatario nel momento in cui viene rilasciato l’avviso di giacenza del plico presso l’ufficio postale. Ne discende che il riferimento, operato dalla Corte di appello, al momento della consegna del plico raccomandato è improprio. Di qui la cassazione della sentenza, con conseguente rinvio della causa ad altra sezione della Corte di appello di Napoli, che dovrà conformarsi al principio di diritto enunciato e dovrà pure provvedere in ordine alla liquidazione delle spese del presente grado.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa ad altra sezione della Corte di appello di Napoli anche per le spese.

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2 Commenti

antonio

4 novembre 2016 alle 17:39

per me tutto cio’ e’ assurdo per mille motivi dato che quell’avviso e’ facilmente smarribile in mezzo ai fogli di pubblicita’ o si e’ fuori per oltre una settimana o altro ; per le cose importanti sarebbe logico la notifica o ricezione documenti soltanto con la consegna alla persona fisica.

gianbruno vinci

4 novembre 2016 alle 23:19

Roba da non credere. Magari uno è in ferie nel foglietto viene indicato che la raccomandata puo essere ritirata entro 30 giorni alcune anche 6 mesi ed è come se ne fosse venuto a conoscernza senza leggerne il contenuto o sapere il destinatario. ma porca troia dove cazzo siamo arrivati.

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