Assicurazioni: i diritti del cliente debitore vanno tutelati
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5 Nov 2016
 
 

Assicurazioni: i diritti del cliente debitore vanno tutelati

Anche se l’assicurazione vanta dei crediti nei confronti del cliente, essa non deve comunque adottare condotte scorrette che ne condizionano le scelte.

 

La tutela  e protezione del consumatore dalle condotte agressive e condizionanti, adottate da soggetti economicamente forti, come le assicurazioni, opera anche se il consumatore sia loro debitore. Questo concetto, estremamente importante, è stato recentemente ribadito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm), che ha sanzionato alcuni importanti gruppi assicurativi, operanti in Italia, per le condotte che essi hanno adottato nei confronti dei propri clienti morosi [1].

 

 

La condotta scorretta

Le compagnie assicuratrici sanzionate, nel periodo che va dal 2011 al 2015, hanno intrapreso azioni legali volte a riscuotere alcuni crediti presso i propri clienti morosi, cosa di per sé assolutamente legittima.

Tuttavia queste compagnie assicurative, tramite i propri legali, hanno presentato, in modo sistematico, presso il Tribunale e il Giudice di Pace di Milano e Roma, una serie di ricorsi per ottenere l’emanazione di decreti ingiuntivi, senza tener conto del luogo di residenza dei propri clienti morosi.

Il Codice del Consumo, invece, prevede che ogni azione legale, nei confronti del consumatore, debba essere intrapresa esclusivamente innanzi all’autorità giudiziaria del suo luogo di residenza o domicilio o comunque innanzi a quella che abbia la competenza territoriale, secondo la legge [2].

 

 

Il motivi della decisione

L’Agcm ha ritenuto che la condotta adottata dalle compagnie assicuratrici fosse diretta non solo a esercitare il proprio legittimo diritto al recupero dei crediti, ma anche ad operare, nei  confronti dei consumatori, una sorta di pressione psicologica, in grado di condizionarne le scelte.

Questa condotta, infatti, è stato ritenuta idonea a generare, nei consumatori, la convinzione che fosse preferibile pagare gli importi richiesti con i decreti ingiuntivi, piuttosto che lasciarsi coinvolgere in un giudizio presso un’autorità giudiziaria diversa da quello della propria residenza e spesso geograficamente molto lontana, per la qual cosa si sarebbero dovuti sopportare eccessivi costi e difficoltà.

 

 

Il principio della tutela del consumatore debitore

L’Agcm, scegliendo di qualificare come scorretta la condotta adottata dalle compagnie assicurative ha ribadito un principio molto importante.

Anche nel caso in cui il consumatore si trovi in posizione debitoria, perché in arretrato con i pagamenti di somme effettivamente dovute e persino nel caso in cui sia consapevolmente e volontariamente inadempiente, egli conserva inalterato il suo diritto a ottenere che il giudizio promosso contro di lui, dalla società creditrice, sia instaurato esclusivamente presso l’autorità giudiziaria del suo luogo di residenza o domicilio [3].

 

 

La ragione di questa tutela

La scelta di creare un Foro del consumatore e l’imposizione ai soggetti professionisti di un vero e proprio obbligo di attenervisi ha la sua ragione nella volontà di non imporre al consumatore, quale soggetto economicamente debole, un onere economico che risulterebbe per lui eccessivo, a differenza dei soggetti economicamente forti, che sono invece in grado di sopportarlo agevolmente.


In pratica

Da un punto di vista pratico è importante che il consumatore che abbia dei debiti nei confronti di un qualsiasi soggetto professionista, sia esso una società o una persona fisica, sappia che l’azione giudiziaria volta al recupero delle somme dovute dovrà necessariamente essere instaurata presso l’autorità giudiziaria presente nel luogo in cui egli risiede o ha il proprio domicilio.

Perciò, nel caso questa norma non sia stata rispettata, egli potrà attivarsi, tramite legale di fiducia, per porre rimedio a questa situazione.

D’altro canto, però, il consumatore moroso deve sempre tener presente che quanto detto a proposito del Foro del consumatore non incide minimamente sulla fondatezza delle pretese del creditore, dovendo egli comunque rispondere dei propri debiti.

[1] Provvedimento numero 26024 del 18.05.2016, emesso nel procedimento numero PS 10222; provvedimento numero 26025 del 18.05.2016, emesso nel procedimento numero PS 10223; provvedimento numero 26026 del 18.05.2016, emesso nel procedimento numero PS 10273.

[2] Si tratta del cosiddetto Foro del Consumatore, di cui all’articolo 63 del Codice del Consumo: “Per le controversie civili inerenti all’applicazione del presente capo la competenza territoriale inderogabile è del giudice del luogo di residenza o di domicilio del consumatore, se ubicati nel territorio dello Stato”. Se il consumatore, invece, risiede in un comune in cui manca il Tribunale o Giudice di Pace, l’azione dovrà essere proposta innanzi all’autorità giudiziaria ritenuta competenti, secondo la suddivisione del territorio nazionale in distretti, per le Corti d’Appello e Circondari, per i Tribunali Ordinari ed i Giudici di Pace, operata dalla legge.

[3] Fra le argomentazioni difensive avanzate dalle compagnie assicurative, vi era quella secondo cui i soggetti volontariamente e consapevolmente morosi non corrisponderebbero alla tipologia del consumatore medio, a cui il Codice del Consumo accorda la tutela di cui all’articolo 63. Tale tesi è stata però rigettata dall’Agcm.

 


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