Mi voglio dimettere dal lavoro: devo firmare qualche documento?
Le Guide
7 Nov 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Mi voglio dimettere dal lavoro: devo firmare qualche documento?

Le dimissioni del lavoratore dipendente non avvengono più firmando un foglio di carta, ma in modalità telematica: a tal fine bisogna valersi di una procedura per la quale è meglio consultare il consulente del lavoro dell’azienda.

 

Da quest’anno la vecchia lettera di dimissioni è andata in soffitta, sostituita dalle nuove dimissioni online, istituite dal Jobs Act per combattere le dimissioni in bianco. La nuova procedura [1] per recedere dal rapporto comporta l’invio delle dimissioni tramite web, nel sito Cliclavoro, direttamente da parte del dipendente, quindi non è più necessaria la convalida (fanno eccezione alcuni casi particolari). Il datore di lavoro deve comunque inviare il modello Unilav per comunicare al centro per l’impiego la cessazione del rapporto.

Ma andiamo per ordine e cerchiamo di fare chiarezza su come funziona la nuova procedura di dimissioni e sugli adempimenti a carico del lavoratore.

 

 

Dimissioni online: richiesta del pin dell’Inps

Il primo passaggio che devi effettuare per poter inviare le dimissioni è la richiesta all’Inps del codice pin per l’accesso ai servizi online dell’Istituto; in particolare l’Inps ti deve fornire le seguenti credenziali:

  • username, che coincide col tuo codice fiscale;
  • password, cioè il codice pin rilasciato dall’ente.

Puoi richiedere il pin direttamente online nel sito internet dell’Inps (in questo caso la prima metà del codice ti viene fornita immediatamente e l’altra metà arriva per posta all’indirizzo da te indicato), oppure recandoti personalmente presso una sede territoriale dell’Istituto (in questo caso il pin ti viene assegnato subito: devi ricordarti di portare un documento d’identità e il tuo codice fiscale-tessera sanitaria).

Presto sarà possibile accedere alle dimissioni online con l’identità unica digitale Spid: l’identità Spid, pur essendo già utile per accreditarsi ai servizi online dell’Inps, non è difatti ancora valida per accedere al modulo di dimissioni online presso il portale web del Ministero del lavoro.

 

 

Dimissioni online tramite intermediario

Se non vuoi presentare direttamente le dimissioni via web, puoi delegare un intermediario: sono abilitati all’invio della pratica di dimissioni i consulenti del lavoro, i patronati, i sindacati, gli enti bilaterali e le commissioni di certificazione. In questo caso, sarà l’intermediario ad accedere al sito Cliclavoro con la sua utenza ed a dover compilare i moduli online, dopo averti identificato (devi dunque presentarti munito di documento d’identità).

 

 

Procedura online di dimissioni

Per poter presentare in prima persona le dimissioni in modalità telematica, devi collegarti al sito Cliclavoro, navigare col profilo Cittadino e cliccare su Dimissioni Telematiche (riquadro in alto a destra).

Si aprirà, a questo punto, il modulo di dimissioni telematiche.

Il modulo è formato da 5 sezioni: le prime tre sono compilate in automatico, in quanto il sistema attinge alle informazioni relative al tuo rapporto di lavoro direttamente dal portale delle comunicazioni obbligatorie (nel quale sono presenti i modelli Unilav, Uniurg, Vardatori, Unisomm), diverso a seconda della Regione di appartenenza.

Se, però, il tuo rapporto di lavoro è stato instaurato prima del 2008, devi indicare alcuni dati dell’azienda, in particolare il codice fiscale, il comune della sede di lavoro e l’indirizzo email o pec.

Nella quarta sezione devi indicare la data di decorrenza delle dimissioni e la causale del recesso.

La quinta sezione è aggiornata automaticamente dal sistema, che attribuisce una data di trasmissione al modulo, con una marca temporale, contenente un codice identificativo.

Il modulo è poi inoltrato alla casella di posta elettronica certificata o di posta elettronica del datore di lavoro e alla direzione territoriale del lavoro (Dtl) competente, che lo visualizza tramite un apposito cruscotto.

 

 

Dimissioni online: notifica al datore di lavoro

La procedura di dimissioni è considerata valida anche se il recesso è comunicato al datore di lavoro via mail ordinaria e non tramite pec: il Ministero del lavoro, a tal proposito, ha specificato che la comunicazione all’azienda, in caso di mancata conferma della ricezione, viene inviata più volte.

Non si ritiene valida, invece, la consegna a mano di copia cartacea della comunicazione inviata via raccomandata o consegnata direttamente al datore.

 

 

Dimissioni online: chi non le deve presentare

Non devi presentare le dimissioni online se appartieni a una di queste categorie:

  • lavoratore domestico (colf e badanti);
  • lavoratore pubblico;
  • lavoratore marittimo;
  • lavoratore in prova;
  • co.co., stagista o lavoratore autonomo.

 

 

Dimissioni protette

Le dimissioni online non vanno presentate dalla lavoratrice durante il periodo di gravidanza e nei primi 3 anni di vita del bambino, o dal lavoratore nei primi 3 anni di vita del bambino: in questo caso, le dimissioni restano soggette alla speciale procedura di convalida presso la Dtl.

Le dimissioni durante il primo anno di matrimonio, invece, vanno presentate online e successivamente convalidate presso la Dtl.

 

 

Dimissioni per giusta causa

Tramite la nuova procedura online è possibile anche presentare le dimissioni per giusta causa: a tal fine sono state inserite delle note in cui specificarne la motivazione. In questo modo non potrai perdere la Naspi (la nuova indennità di disoccupazione) a causa delle dimissioni, mentre il datore di lavoro è tenuto a specificare la giusta causa nella comunicazione di cessazione.

 

 

Dimissioni online: revoca

Se non vuoi più cessare il rapporto di lavoro, puoi effettuare la revoca entro 7 giorni dall’inoltro della comunicazione originaria. È disponibile, a tal fine, un apposito modulo di revoca all’interno del portale Clic Lavoro.

 

 

Dimissioni online: cambio della data

Se, dopo la presentazione delle dimissioni online, ti accordi con l’azienda per una data di cessazione diversa da quella comunicata (ad esempio perché vieni esonerato dal preavviso), non è necessario revocare le dimissioni e presentare una nuova comunicazione online. La procedura telematica, difatti, riguarda la sola manifestazione della volontà di dimettersi da parte del dipendente (sostituisce, cioè, la vecchia lettera di dimissioni).

Datore e lavoratore sono pertanto liberi di accordarsi per modificare la data di decorrenza, dunque la durata del preavviso.

È il datore di lavoro, come già esposto, che dovrà  inviare la successiva comunicazione di cessazione, entro 5 giorni dalla data effettiva in cui il rapporto è terminato: non ha alcuna rilevanza, perciò, la data indicata nelle dimissioni telematiche.


 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti