Come difendersi dallo stalking
Lo sai che?
5 Nov 2016
 
L'autore
Sabina Coppola
 


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Come difendersi dallo stalking

Se sei vittima di stalking puoi rivolgerti all’autorità giudiziaria (carabinieri, polizia o procura) oppure al questore.

 

Se sei vittima di stalking da parte del tuo ex fidanzato e non sai che fare, puoi scegliere tra diverse strade: puoi presentare una querela (alla procura della repubblica o ai carabinieri) o puoi rivolgerti al questore che ammonirà il tuo ex fidanzato e (in casi gravi) gli vieterà di avvicinarsi ai luoghi che frequenti.

 

 

Quando si realizza il reato di stalking?                                   

Perché ci sia stalking, è necessario che qualcuno (il colpevole) rivolga alla vittima (che, nel processo, è definita persona offesa) minacce o molestie continue e reiterate, determinando nella (vittima) stessa [1]:

  • un perdurante e grave stato di ansia o di paura;
  • un fondato timore per l’incolumità propria, di un prossimo congiunto o di una persona legata alla stessa da una relazione affettiva;
  • una modifica delle proprie abitudini di vita.

 

 

 

Come mi difendo dallo stalking?

Se sei vittima di stalking puoi agire in due diversi modi per tutelarti:

  • presentando (ai carabinieri o alla procura della repubblica) una querela;
  • presentando (al questore) una richiesta di ammonimento (purché non abbia già sporto querela);
  • rivolgendoti ad un centro antiviolenza per chiedere aiuto e mettere in sicurezza i tuoi figli (se ne hai).

 

 

Cosa comporta l’ammonimento?

Attenzione alle conseguenze della richiesta di ammonimento.

Con la richiesta di ammonimento esponi al questore i fatti e lui, assunte (se necessario) informazioni dagli organi investigativi e dalle persone informate sui fatti denunciati, può ammonire oralmente il colpevole e invitarlo a tenere una condotta conforme alla legge [2].

In questo modo si dà la possibilità alla vittima di smettere di tormentarti senza denunciarla.

Se, però, nonostante l’ammonimento, la vittima insiste, il reato diventa perseguibile d’ufficio.

Questo significa che, se anche cambi idea, il pubblico ministero può perseguire e punire il colpevole, anche contro la tua volontà.

 

 

Quando il reato è punibile?

Il delitto di stalking, quindi, è punibile:

  • a querela della persona offesa, cioè solo se la vittima presenta una denuncia (nel termine massimo di sei mesi dal momento in cui ha ricevuto l’ultima molestia) nella maggior parte dei casi (che costituiscono la regola);
  • d’ufficio (cioè anche se la vittima non presenta nessuna querela), se è commesso nei confronti di minori o di persone con disabilità oppure se è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio;
  • d’ufficio, anche se il fatto è commesso da una persona che era già stata segnalata al questore che aveva provveduto ad ammonirlo di non avvicinarsi alla vittima e non darle fastidio.

La remissione della querela può avvenire solo in tribunale.

 

Se presenti una denuncia cosa accade?

Se presenti una querela per il reato di stalking, il giudice potrà:

  • vietare a chi ti molesta di avvicinarsi ai luoghi che frequenti [3];
  • vietargli di comunicare, attraverso qualsiasi mezzo, con te (o con le persone a te vicine) o imporre limitazioni quando la frequentazione dei luoghi sia necessaria per motivi di lavoro o per esigenze abitative;
  • nei casi più gravi, può disporne la custodia cautelare in carcere o gli arresti domiciliari;
  • vietargli l’uso delle armi (se ha il porto d’armi).

[1] Art. 612 bis cod. pen.

[2] Art. 8 L. n. 38/2009.

[3]Art. 282-ter cod. proc. pen.

 


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