Attivazione del gas: che fare in caso di ritardo?
Lo sai che?
6 Nov 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Attivazione del gas: che fare in caso di ritardo?

Ho fatto richiesta di attivazione e allaccio del gas, la società mi aveva promesso che in sette giorni sarebbe stato tutto fatto, ma è passato un mese e ancora non ho il riscaldamento e il gas. Che posso fare?

 

Per una nuova fornitura del gas, una volta che l’allacciamento alla rete di distribuzione è già stato realizzato, il distributore deve verificare la documentazione tecnica relativa all’impianto interno del cliente finale, per accertare se l’impianto è stato installato nel rispetto delle vigenti norme di sicurezza (cosiddetto accertamento documentale). Superata tale fase, il gas deve essere attivato entro 10 giorni lavorativi dal giorno in cui la società del gas ha ricevuto la documentazione richiesta completa e correttamente compilata [1].

Se la fornitura non viene attivata entro tali tempi, l’utente ha diritto a un indennizzo fissato, in modo forfettario, da una delibera dell’Autorità Garante dell’Energia Elettrica e del Gas (Aeeg): con contatore fino alla classe G6 (solitamente domestico), il cittadino ha diritto a un indennizzo automatico base di 35 euro se la prestazione viene eseguita entro il doppio del tempo stabilito, di 70 euro se viene eseguita entro il triplo del tempo stabilito, di 105 euro se oltre il triplo del tempo stabilito.

 

Questo però non esclude che si possa richiedere anche un ulteriore risarcimento del danno, sempre che venga adeguatamente provato.  Per tale danno, però, bisognerà verosimilmente ricorrere al giudice. È necessario dimostrare di aver sofferto un ulteriore pregiudizio oltre a quello di essere rimasti senza gas o senza riscaldamento. Prendiamo a esempio il caso di una attività commerciale e, più nello specifico, un ristorante che, senza il gas, non può operare. O ancora il caso di una lavanderia che non possa far operare i macchinari. In tali casi, con una causa, si può chiedere il risarcimento del cosiddetto lucro cessante, ossia del mancato guadagno per via dell’inattività. Oltre a esso, si può chiedere anche il risarcimento per il danno all’immagine che il negozio ha subito in forza della impossibilità di evadere le richieste della clientela.

 

Un caso del genere è stato deciso di recente dal Tribunale di Prato [2]. Nella sentenza si chiarisce che, per il ritardo nel rifornimento di gas da parte della compagnia erogatrice a favore di una struttura agrituristica – essendo strumento indispensabile per il normale funzionamento della struttura ricettiva e considerata la conseguente revoca delle prenotazioni e l’operatività limitata causata dalla mancata erogazione – la compagnia del gas è tenuta a risarcire in via equitativa il mancato guadagno dell’agriturismo per ogni giorno di mancata erogazione, a cui si aggiunge il risarcimento del danno da immagine commerciale poiché nei medesimi giorni di disservizio la struttura ha dimostrato ai propri clienti di non saper far fronte all’attività di ricezione.


La sentenza

Tribunale Prato, sent. del 13.05.2015 n. 575

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVAZIONE

Con atto ritualmente notificato la immobiliare La V. conveniva in giudizio la GAS-L. spa affinchè fosse accertato il grave inadempimento contrattuale della convenuta in relazione al contratto di fornitura di GPL intercorso tra le parti e per sentirla condannare al risarcimento di tutti danni patiti dalla attrice complessivamente stimati in euro 24750 di cui euro 5000 per danni all’immagine commerciale subita dalla immobiliare La V..

Parte attrice assumeva che in forza del contratto stipulato tra le parti GAS-L. spa doveva provvedere al rifornimento periodico del serbatoio di stoccaggio del GPL di proprietà della convenuta destinato a servire l’attività di agriturismo e ristorazione esercitata dalla attrice (Agriturismo La Borriana).

L’attrice lamentava che in data 2.6.2007 il serbatoio di stoccaggio rimaneva privo di gas per mancanza di tempestivo rifornimento da parte della convenuta e che in ragione di ciò l’agriturismo aveva avuto perdite pari ad euro 3600 per mancato guadagno della struttura ricettiva che non era stata in grado di somministrare i pasti oltre ad euro 980 per l’annullamento delle prenotazioni di soggiorno presso la struttura. L’episodio si era ripetuto dal 6 al 9 maggio 2009

Mostra tutto

[1] Trib. Prato sent. n. 575/2015.

[2] Se la documentazione pervenuta non è completa, il distributore invita il cliente ad integrare la documentazione entro i successivi 30 giorni lavorativi, pena l’annullamento della richiesta. Se l’accertamento evidenzia delle non conformità alle leggi e norme tecniche vigenti, il distributore, almeno due giorni prima della data concordata per l’attivazione della fornitura, notifica al cliente finale l’esito negativo e lo invita ad eliminare le non conformità rilevate, e a presentare quindi una nuova richiesta di attivazione, corredata da tutta la documentazione completa e congruente.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti