Quanto dura in carica l’amministratore di condominio
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6 Nov 2016
 
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Quanto dura in carica l’amministratore di condominio

Dopo la riforma del 2012, l’incarico dell’amministratore scade dopo un anno, ma si rinnova automaticamente per un altro anno, al termine del quale è necessaria la convocazione dell’assemblea e l’eventuale riconferma o la nomina di un nuovo professionista.

 

Quanto tempo dura in carica l’amministratore? La risposta è contenuta nel codice civile [1]. L’incarico di amministratore ha durata di un anno e si intende rinnovato per eguale durata. L’assemblea convocata per la revoca o le dimissioni delibera in ordine alla nomina del nuovo amministratore.

La norma, così come formulata, sembra essere abbastanza chiara; in verità, all’indomani della sua entrata in vigore (18 giugno 2013) sono sorti i primi dubbi. In particolare ci si è chiesti: alla scadenza c’è comunque bisogno di riconvocare l’assemblea di condominio per la riconferma oppure l’incarico si intende automaticamente rinnovato senza bisogno di una votazione? Che succede se l’assemblea revoca l’incarico dopo il primo anno?

 

Il codice civile prevede, come abbiamo appena visto, che l’incarico di amministratore scade dopo un anno, ma si intende rinnovato per eguale durata. Questo rinnovo avviene in automatico o comunque è necessaria la convocazione dell’assemblea? Sul punto si sono affermate tre diverse posizioni:

 

– c’è chi ritiene che l’incarico sia annuale e si rinnovi automaticamente e in modo tacito ogni anno, sino a quando interviene la revoca esplicita. Dunque, al termine di ogni anno non c’è bisogno di convocare l’assemblea poiché il rinnovo non richiede atti espressi;

 

– che chi invece ritiene che l’incarico dell’amministratore scade dopo un anno con obbligo, però, di porre nuovamente all’ordine del giorno dell’assemblea, una volta all’anno, la questione sul rinnovo o meno dell’incarico;

 

– c’è infine chi – ed è questa la tesi che oggi va per la maggiore – ritiene che l’incarico di amministratore si rinnovi automaticamente alla scadenza del primo anno, senza bisogno di un’apposita conferma, conferma che però è necessaria alla scadenza del secondo anno. In pratica, solo per il primo anno il rinnovo avviene in automatico, ma dopo il secondo anno c’è bisogno di convocare l’assemblea affinché voti nuovamente e, quindi, proceda al rinnovo per un altro periodo di 1 anno + 1 ulteriore anno di rinnovo automatico.

 

Quest’ultima posizione è stata di recente confermata dal Tribunale di Taranto [2]: secondo il giudice pugliese, l’amministratore dura in carica un anno, ma alla scadenza del primo anno il mandato si rinnova automaticamente per un altro anno, senza bisogno di conferme esplicite; invece, alla scadenza del secondo c’è bisogno di una nuova nomina da parte dell’assemblea che, dovendo manifestare espressamente la propria decisione, potrà scegliere se confermare il precedente incarico o nominare un nuovo professionista. Se poi l’assemblea non decide in merito neanche alla seconda scadenza si verifica quella che viene comunemente definita prorogatio imperii, ossia una proroga provvisoria e urgente dell’incarico al precedente amministratore in attesa della sua materiale sostituzione o riconferma.

 

Al momento del rinnovo del mandato, l’amministratore deve compiere degli adempimenti ineliminabili quali: la comunicazione dati anagrafici e professionali, codice fiscale, sede legale (denominazione sociale se si tratta di società), locale in cui sono tenuti i registri condominiali, orari in cui è possibile prenderne visione, importo dovuto a titolo di compenso per l’attività svolta.

 

Alla scadenza del primo anno di mandato, l’amministratore non deve convocare un’apposita assemblea per la sua riconferma, circostanza che quindi non necessita di essere votata. Egli si può limitare a comunicare ai condòmini che il suo mandato si è automaticamente rinnovato e che ha accettato di espletarlo (è suo diritto però dimettersi, convocando l’assemblea per la nomina di un successore).

Invece, alla scadenza del secondo anno, l’amministratore deve convocare l’assemblea ponendo all’ordine del giorno la decisione sulla sua riconferma o revoca.

 

A tale conclusione erano già arrivati il tribunale di Cassino [3] e di Milano [4].

 

 

Quale maggioranza per la conferma dell’amministratore?

Alla scadenza del secondo anno, per la riconferma del precedente amministratore o la nomina di uno nuovo, è necessaria maggioranza degli intervenuti e almeno 500 millesimi.


[1] Art. 1129 cod. civ.

[2] Trib. Taranto sent. del 10.12.2015.

[3] Trib. Cassino decr. n. 1186/16 del 21.01.2016.

[4] Trib. Milano, ord. del 7.10.2015.

 


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