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Lo sai che? Pubblicato il 8 novembre 2016

Lo sai che? Cessione credito: come si fa?

> Lo sai che? Pubblicato il 8 novembre 2016

I crediti possono essere venduti come qualsiasi altro bene, anche senza autorizzazione del debitore.

Anche i crediti possono essere trasferiti come qualsiasi altro oggetto. L’esigenza di vendere un diritto di credito sorge normalmente quando il creditore ha urgenza di procurarsi liquidità. Con la cessione di credito dunque il creditore trasferisce ad un terzo il suo diritto nei confronti di un terzo (il debitore), in cambio di un prezzo in denaro. Sarà il nuovo creditore a dover attendere il pagamento dal debitore, alla scadenza originariamente pattuita.

Facciamo qualche esempio:

  • Tizio avanza dei soldi da Caio, ma ha bisogno di liquidità, così cede alla propria banca il diritto di credito verso Caio in cambio di una somma in denaro liquido inferiore al proprio credito (la differenza è il corrispettivo dovuto alla banca). Questo contratto ha un nome: si chiama “anticipazione fatture“;
  • Tizio avanza un credito verso la propria assicurazione per il danno all’auto ma non ha tempo per aspettare perché gli serve subito il mezzo riparato: così cede il proprio credito verso l’assicurazione al carrozziere di fiducia in cambio dell’immediato ripristino del mezzo;
  • Tizio vuol chiudere la società Alfa e costituire la società Beta. Tuttavia la società Alfa avanza ancora dei crediti verso clienti. Così la società Alfa cede i propri crediti a Beta.

Vediamo cosa prevede la legge in caso di cessione del credito [1].

Con la cessione del credito due soggetti, rispettivamente definiti dai tecnici creditore cedente (il venditore) e creditore cessionario (il compratore), si accordano per trasferire un diritto di credito, normalmente dietro pagamento di un prezzo.

La cessione del credito può essere anche l’oggetto di una donazione, cosicché viene trasferito il diritto di credito senza ricevere nulla in cambio.

Le conseguenze di tale accordo, che costituisce a tutti gli effetti un contratto, sono che:

  • il creditore originario, detto cedente, ottiene subito del denaro, anche se presumibilmente meno di quanto gli spettava inizialmente;
  • il creditore cessionario, cioè l’acquirente, diventa il titolare del diritto di credito trasferito. È dunque a quest’ultimo che il debitore dovrà pagare il suo debito.

La particolarità della cessione del credito è che può svolgersi senza alcun consenso o autorizzazione da parte del debitore. Infatti normalmente per il debitore, che in seguito alla cessione viene definito ceduto, è irrilevante a chi si debba pagare.

Nonostante non sia obbligatorio per legge, è in ogni caso opportuno informare della cessione anche il debitore, così da consentirgli di pagare alla persona esatta.

Pertanto il debitore è tenuto a pagare al nuovo creditore quando:

  • sia stato informato della cessione del credito, per esempio mediante una raccomandata con avviso di ricevimento o una vera e propria notifica eseguita dall’ufficiale giudiziario;
  • abbia accettato espressamente la cessione (l’accettazione infatti non è obbligatoria ma rimane pur sempre una facoltà delle parti);
  • abbia comunque avuto notizia della cessione del credito.

Cosa accade se dopo la cessione del credito il debitore non paga?

In questo caso a subire le conseguenze del mancato pagamento è chi ha acquistato il credito con la cessione. Infatti il creditore cedente, per legge, non è tenuto a garantire il buon fine del credito, cioè l’adempimento del debitore.

Le parti, in deroga alla legge, possono però prevedere al momento della cessione una particolare tutela per chi acquista il credito. In conseguenza di tale accordo e qualora il debitore non paghi, il creditore cedente sarà tenuto a restituire al cessionario quanto ricevuto in occasione della cessione del credito.

note

[1] Art. 1260 e seguenti cod. cov.

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