Vendita di beni immobili: quando la misura è sbagliata
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9 Nov 2016
 
 

Vendita di beni immobili: quando la misura è sbagliata

Vediamo quali sono i rimedi quando si scopre che l’immobile appena acquistato è più grande o più piccolo del previsto.

 

Quando si acquista un bene immobile, come una abitazione o un terreno, può accadere che la dimensione effettiva del bene sia diversa dalla misura che ci aveva prospettato il venditore. Ciò può verificarsi ad esempio quando si compra un immobile ancora in fase di costruzione o quando si acquista un terreno che può essere misurato esattamente solo da un tecnico.

Come rimedio la legge prevede il rimborso o il pagamento di un supplemento di prezzo.

 

Prima di tutto va letto attentamente il contratto, che nel caso di immobili deve essere scritto a pena di nullità.

Dunque, in base alle clausole dell’atto, la compravendita immobiliare viene definita dai tecnici vendita a misura o vendita a corpo.

 

 

Vendita di immobile a misura

Per aversi vendita a misura le parti devono avere indicato nel dettaglio:

  • la misura del bene immobile, cioè la sua estensione e grandezza, che solitamente per gli immobili viene specificata in metri quadri;
  • il prezzo al metro quadro o in ogni caso parametrato al sistema di misura prescelto.

 

Cosa accade quando, dopo la vendita, le parti si accorgono che la misura indicata e considerata per determinare il prezzo è sbagliata?

Se la misura reale è inferiore a quella specificata nell’atto di vendita, il compratore ha diritto a una riduzione del prezzo.

Se invece la misura è superiore a quella indicata in contratto, il compratore deve pagare un supplemento di prezzo.

Quando tale supplemento diventa eccessivo (più del 5% del prezzo pagato in origine), la legge prevede per il compratore caduto in errore un altro rimedio, poiché non è detto che questo disponga del denaro necessario a pagare il supplemento. Dunque in tale ipotesi l’acquirente può sciogliersi dal contratto, ovvero ha un diritto di recesso, che gli consente di restituire il bene e ottenere il rimborso integrale di quanto pagato.

 

 

Vendita di immobile a corpo

Può darsi invece che venditore e compratore si siano accordati per vendere il bene nel suo complesso, attribuendogli un valore che prescinde dalla sua specifica estensione. Questa è l’ipotesi più frequente nella prassi ed è la cosiddetta vendita a corpo.

La conseguenza è che l’eventuale differenza tra i metri quadri indicati in contratto e quelli effettivi diventa irrilevante, a patto che non sia eccessiva (cioè più del 5%).

Quindi, ad esempio, se ho comprato un appartamento pensando che fosse di 200 metri quadri e poi scopro che in realtà misura 192 metri quadri, non posso chiedere alcun rimborso del prezzo (il 5% equivale a 10 metri quadri). Diversamente posso chiedere una riduzione del prezzo se la misura effettiva è meno di 190 metri quadri.

 

Per cui, se la differenza supera questa soglia del 5%:

  • il venditore deve rimborsare una parte del prezzo ricevuto (immobile più piccolo del previsto);
  • il compratore deve pagare un supplemento di prezzo o, se preferisce, può porre nel nulla il contratto col recesso (immobile più grande del previsto)

 

In tutti i casi sopra illustrati, venditore e compratore hanno un anno di tempo dalla consegna dell’immobile per accorgersi dell’errore commesso.

Di conseguenza, se mi accorgo che la misura è sbagliata dopo più di un anno devo tenermi l’immobile così com’è.


 


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