Udienza preliminare, cos’è?
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2 Dic 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Udienza preliminare, cos’è?

L’udienza preliminare ha una funzione decisiva: il giudice valuta se l’accusa è fondata e se ci sono elementi sufficienti per iniziare un processo. Vediamo tutti i possibili sviluppi.

 

 

Udienza preliminare: cos’è?

L’udienza preliminare [1] si svolge avanti al gup (giudice dell’udienza preliminare): la sua funzione è quella di permettere una verifica preliminare della fondatezza dell’accusa, a fini esclusivamente procedurali. In pratica, se il pm imputa Tizio di omicidio preterintenzionale, nel corso dell’udienza preliminare si cercherà di capire se tale accusa è valida o meno e non si tratti, magari, di omicidio doloso. Come, quindi, si può capire si tratta di una udienza a garanzia dell’imputato e che ha l’obiettivo di permettere al gup di valutare se accogliere o meno la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm (per i non addetti ai lavori, rinviare una persona a giudizio significa chiedere che sia celebrato il processo a suo carico: in questo modo, l’indagato diviene imputato).

 

In particolare, il gup, dopo aver esaminato il fascicolo delle indagini preliminari (durante le quali il pm e la polizia giudiziaria verificano se ci sono o meno i presupposti per mettere in piedi un processo) e aver ascoltato le ragioni della difesa e dell’accusa, deciderà se l’accusa è o meno fondata: ciò avviene tramite la cosiddetta full discovery (la piena esibizione) delle fonti di prova raccolte dalla polizia giudiziaria e dal pm e poste a fondamento della richiesta di rinvio a giudizio. Dunque, le indagini preliminari hanno anche l’importante funzione di impedire che si celebrino processi sostanzialmente inutili, basati su prove deboli.

 

Si tratta, quindi, di un momento veramente importante nell’iter processuale: per la prima volta, un giudice (cioè un soggetto terzo rispetto a chi ha condotto le indagini) valuterà le prove raccolte dagli investigatori in contraddittorio con la difesa (ascoltando, cioè, anche le considerazioni tecnico-giuridiche della difesa dell’imputato).

 

La stessa udienza, inoltre, può anche essere sede di definizione anticipata del procedimento: il giudice può accogliere la richiesta di rito abbreviato o di patteggiamento, i riti speciali previsti dal codice di procedura penale con l’obiettivo di rendere più rapido e meno costoso il processo.

 

Udienza preliminare: come si svolge?

Il pm deposita nella cancelleria del gup la richiesta di rinvio a giudizio quando, al termine delle indagini preliminari, ravvisa l’esistenza di elementi sufficienti a sostenere l’accusa in un eventuale giudizio nei confronti dell’indagato. Entro 5 giorni viene fissata l’udienza preliminare che si svolge in camera di consiglio, cioè senza la presenza del pubblico (solitamente nella stanza del gup): vi partecipano il difensore dell’imputato, il pm ed il cancelliere del giudice. La partecipazione della persona offesa e dell’imputato è, invece, facoltativa.

 

Il gup decide allo stato degli atti, cioè sulla base della documentazione e del materiale confluiti nel fascicolo del pm durante le indagini preliminari, compresi atti redatti e prodotti dalla difesa ed eventualmente raccolti nel fascicolo del difensore. Nel corso dell’udienza:

  • il pm insisterà nella richiesta di rinvio a giudizio, mentre
  • la difesa cercherà di dimostrare come le accuse mosse non siano di natura tale da poter fondare un processo.

 

Una volta conclusa, il giudice può decidere di:

  • emettere decreto di rinvio a giudizio: si chiede, quindi, che l’imputato sia processato;
  • emettere sentenza di non luogo a procedere, quando gli elementi acquisiti risultano insufficienti, contraddittori o, comunque, non idonei a sostenere l’accusa in giudizio. Attraverso tale provvedimento si chiude definitivamente e in modo favorevole all’imputato la fase di udienza preliminare;
  • indicare alle parti temi nuovi o incompleti sui quali si rendono necessarie ulteriori informazioni ai fini della sua decisione. In tal senso, egli può, ad esempio, indicare delle lacune e inviare le parti a provvedere entro un dato termine; può anche provvedere egli stesso ad acquisire le prove che risultano necessarie per l’emanazione della sentenza di non luogo a procedere (disponendo, ad esempio, l’audizione di testimoni, periti, consulenti, ecc…). Attenzione a questo aspetto: il gup può provvedere a raccogliere gli elementi a favore dell’imputato o decisivi per non celebrare il processo ma non potrà, al contrario, assumere nuovi elementi per rendere più robusta l’ipotesi accusatoria.

 


[1] Artt. 416-433 cod. proc. pen.

 


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