Tubi del gas sulla facciata del palazzo condominiale
Lo sai che?
8 Nov 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Tubi del gas sulla facciata del palazzo condominiale

Il condomino può utilizzare le mura perimetrali dell’edificio per installarvi tubatura del gas a servizio di un appartamento.­

 

Il riscaldamento in casa è un diritto di ogni proprietario di appartamento anche quando, per poterlo attuare, si devono usare parti dell’edificio in comune come, ad esempio, la facciata su cui far transitare i tubi del gas? Ecco una rapido chiarimento in proposito e, per farlo, ricorriamo a esempio.

Immaginiamo di abitare in una mansarda all’interno di un condominio. Vogliamo dotarci del riscaldamento autonomo così, per far arrivare il gas, abbiamo la necessità di portare su un tubo dal contatore – che si trova a piano terra – all’ultimo piano dove abitiamo. Il tubo deve correre lungo la facciata del palazzo. Senonché un condomino ci rimprovera, sostenendo che non possiamo iniziare i lavori senza il permesso dall’assemblea dei condomini, che potrebbero anche non essere favorevoli. Noi rivendichiamo il nostro diritto, lui rilancia e ne nasce un battibecco.

 

Chi ha ragione? Il condomino che ci rimprovera e che sostiene che sia il condominio a dover decidere sulle tubature del gas? Oppure noi che riteniamo di aver diritto a poterci riscaldare e, quindi, ad usare la nostra abitazione come meglio crediamo?

 

La soluzione è contenuta nel codice civile per come ripreso e interpretato da una sentenza del Tribunale di Ariano Irpino. Il singolo condomino può utilizzare il muro condominiale perimetrale per istallare la tubatura del gas senza dover chiedere il permesso agli altri condomini o attendere una delibera dell’assemblea, in quanto detta tubatura

  1. non altera la destinazione della parte in comune (ossia la facciata dell’edificio)
  2. non impedisce agli altri condomini di usufruirne, ossia di farne pari uso.

Resta fermo l’obbligo di comunicare i lavori all’amministratore di condominio.

 

In pratica, chi acquista un appartamento in un condominio diventa proprietario esclusivo del proprio appartamento e, allo stesso tempo, comproprietario delle parti comuni dell’edificio che servono all’uso e al godimento comune (come ad esempio: suolo su cui sorge l’edificio, fondamenta, muri maestri, tetti, scale).

Il codice civile [2] stabilisce, in proposito, che «ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il migliore godimento della cosa». Il singolo condomino, quindi, può utilizzare le parti comuni dell’edificio, così come trarne qualsiasi utilità, anche senza bisogno di una autorizzazione dell’assemblea. L’importante è che il suo comportamento non modifichi la destinazione della cosa comune (si pensi a un manifesto pubblicitario che copra tutta la facciata e anche le finestre degli altri condomini), né impedisca agli altri proprietari lo stesso uso (far passare un tubo sulla facciata non impedisce anche agli altri condomini di fare altrettanto).

 

Invece, il condomino non potrà mai apportate alla cosa comune modifiche tali da comportare una trasformazione della sua destinazione, perché ciò comporterebbe una innovazione che è vietata al singolo condomino e che richiede necessariamente il voto favorevole della maggioranza dei partecipanti al condominio che rappresenti almeno i due terzi del valore dell’edificio.

 

Quindi, nell’esempio che abbiamo fatto sopra, è nostro diritto portare su i tubi senza problemi e riscaldarci come meglio crediamo, senza dover prima chiedere autorizzazione all’assemblea, ma fermo restando l’obbligo di comunicarlo preventivamente all’amministratore.

 

Non in ultimo ricordiamo che, secondo la Cassazione, l’installazione di tubi del gas sulla facciata condominiale non è soggetta alle distanze minime dal confine con la proprietà del vicino.

 


[1] Trib Ariano Irpino, sent. del 30.10.1998: «in tema di comunione dei diritti reali costituisce uso legittimo della cosa comune da parte di un partecipante al condominio l’utilizzazione delle mura perimetrali dell’edificio per installarvi tubatura del gas metano a servizio di un appartamento».

[2] Art. 1102 cod. civ.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti