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Lo sai che? Pubblicato il 4 dicembre 2016

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Lo sai che? Il praticante può iscriversi alla Cassa Forense?

> Lo sai che? Pubblicato il 4 dicembre 2016

Praticante avvocato: quando è possibile iscriversi alla Cassa Forense e quando si è obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata.

 

Il praticante avvocato, nella generalità dei casi, non svolge un’attività professionale retribuita e non deve, pertanto, iscriversi né alla Gestione Separata dell’Inps né alla Cassa forense. L’obbligo di iscriversi a una determinata gestione previdenziale sorge, però, se il tirocinante svolge un’attività di lavoro autonomo retribuito: in queste ipotesi, gli obblighi contributivi si differenziano, a seconda che il praticante sia abilitato (nel qual caso può optare per l’iscrizione alla Cassa forense) o meno (in questo caso deve versare i contributi alla Gestione Separata).

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di fare chiarezza sugli obblighi previdenziali dei praticanti avvocati, con particolare riguardo al caso in cui svolgano un’attività di lavoro autonomo retribuita.

Praticante avvocato non abilitato: quando è obbligato alla Gestione Separata

Come appena esposto, normalmente il praticante avvocato non abilitato non è retribuito e non deve iscriversi ad alcuna gestione previdenziale. Se, comunque, svolge un’attività retribuita, questa non può avere natura “professionale”, nel senso che non può essere ricondotta alla professione legale, non essendo riservata e subordinata all’iscrizione ad albi o registri. Di conseguenza, deve assoggettare il reddito percepito alla contribuzione alla Gestione Separata dell’Inps.

Praticante avvocato abilitato: Gestione Separata o Cassa Forense?

Per i praticanti abilitati, che esercitano l’attività professionale in sostituzione dell’avvocato presso cui svolgono la pratica, è possibile scegliere tra l’iscrizione alla Cassa Forense e l’iscrizione alla Gestione Separata.

La possibilità di iscriversi alla Gestione Separata è dovuta al fatto che il praticante avvocato, pur svolgendo un’attività ascrivibile ad un albo professionale, non è obbligato al versamento del contributo soggettivo presso la Cassa Forense, secondo quanto previsto dal regolamento dell’ente stesso.

Il praticante, quindi, è libero di scegliere tra la Cassa Forense e la Gestione Separata: l’iscrizione a quest’ultima gestione, essendo l’aliquota contributiva pari al 27,72% del reddito (da intendersi al netto delle spese deducibili) e non essendo dovuto alcun contributo minimo, è sicuramente più conveniente per chi possiede un reddito notevolmente basso (secondo il principio “nulla guadagno, nulla pago”). La Cassa Forense, invece, prevedendo un’aliquota contributiva più bassa, ma un contributo minimo obbligatorio, dovuto anche se non si guadagna nulla, conviene, generalmente, a chi ha redditi almeno superiori a 8.000 euro annui.

 

Praticante avvocato abilitato: opzione per la Cassa Forense

Che cosa succede se il praticante abilitato esercita attività professionale retribuita e non si iscrive ad alcuna cassa?

In questi casi, arriva un accertamento, basato sul reddito, da parte dell’Inps, col quale si richiede di versare i contributi alla Gestione Separata.

Il praticante, però, si può “salvare” optando tardivamente per la Cassa Forense [1]: l’opzione per questa Cassa, difatti, può essere esercitata, con efficacia retroattiva, anche dopo avere ricevuto l’accertamento dell’omissione contributiva da parte dell’Inps. In tale situazione, dunque, l’Inps, preso atto dell’iscrizione alla Cassa Forense, deve annullare l’accertamento.

L’interessato dovrà comunque versare la contribuzione omessa alla Cassa Forense: l’opzione per l’efficacia retroattiva dell’iscrizione alla Cassa Forense ha, come termine di decadenza, l’iscrizione all’albo degli avvocati.

L’iscrizione retroattiva alla Cassa Forense decorre:

  • dal 1° gennaio dell’anno in cui è stata approvata la delibera del Consiglio dell’Ordine Forense che abilita il praticante al patrocinio;
  • dal 1° gennaio dell’anno in cui è stata approvata la delibera del Consiglio dell’Ordine Forense che ordina l’iscrizione dell’avvocato nel relativo albo.

note

[1] Inps Circ. n. 709/2012.

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