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Lo sai che? Pubblicato il 8 dicembre 2016

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Lo sai che? Lettera di intenti: cos’è?

> Lo sai che? Pubblicato il 8 dicembre 2016

La lettera di intenti è quel documento con cui due o più parti prendono degli impegni, lasciandosi dei margini di trattativa circa il raggiungimento dell’accordo definitivo.

Lettera di intenti: cos’è?

La lettera di intenti è quel documento attraverso il quale due o più parti, in vista della conclusione di un contratto, pongono dei punti fermi sullo stato delle trattative. In pratica, esse prendono degli impegni, lasciandosi, però dei margini ancora da stabilire circa il raggiungimento dell’accordo definitivo [1].

Le lettere di intenti sono diffuse in vari settori e possono essere utilizzate in varie ipotesi: per la stipulazione di un futuro contratto o per fissarne dei punti in maniera definitiva che non potranno essere rimessi in discussione. Facciamo un esempio: pensiamo alla compravendita di un appartamento, per la quale è necessario stipulare un contratto tra Tizio, acquirente, e Caio, venditore. A Tizio e Caio converrà sottoscrivere una lettera di intenti, in cui dichiarare, nero su bianco, gli accordi presi e la volontà di proseguire la negoziazione.

Un altro esempio di tale lettera è la lettera di impegno all’assunzione, una scrittura privata tra il lavoratore e l’azienda, che disciplina il futuro rapporto di lavoro: in pratica, i contraenti si impegnano a concludere alla scadenza pattuita il contratto di assunzione vero e proprio.

Lettera di intenti: di che tipo?

Come anticipato, tale documento può essere o meno vincolante e può avere un diverso oggetto:

  1. dichiarazioni non vincolanti:
  • con cui le parti si limitano a verificare il reciproco interesse alla prosecuzione di una trattativa, senza voler assumere impegni specifici;
  • in cui si descrive lo stato di avanzamento di una trattativa, separando i punti già concordati da quelli ancora in discussione;
  • in cui le parti fissano un calendario delle trattative, il luogo in cui dovranno svolgersi, i soggetti che presenzieranno, ecc…;
  1. dichiarazioni riconducibili ad un vero e proprio contratto: in questo caso, il documento contiene l’accordo vero e proprio, la cui efficacia viene, però, legata al verificarsi di una condizione: ad esempio, Tizio decide di acquistare un appartamento affittato a Sempronio, da Mevio, il venditore. Firma la lettera d’intenti in cui dichiara che effettuerà l’acquisto se Mevio farà liberare l’appartamento entro 3 mesi. In un caso di questo genere, molto spesso, le parti usano, nel corso della stipulazione, delle espressioni molto generiche e si limitano a parlare di lettera di intenti, pur sapendo che, di fatto, stanno assumendo degli accordi contrattualmente vincolanti. Altro esempio sono quei contratti la cui efficacia dipende dalla pronuncia da parte del consiglio di amministrazione di una società;
  2. dichiarazioni di accordo sugli elementi essenziali del contratto: in tal caso, la lettera ha contenuto vario. Ad esempio, le parti si accordano sugli aspetti economici rimandando la trattativa per i punti restanti. Si tratta di una tipologia molto usata nell’ambito degli affari tra grosse società, le cui trattative richiedono ampie analisi preliminari e lunghi adempimenti burocratici: proprio per questo, è abitudine diffusa “bloccare” subito la controparte con un impegno economico ben definito, rimandando ad un momento successivo la redazione del contratto definitivo.

Lettera di intenti: come si scrive?

Per scrivere una lettera di intenti, conviene utilizzare un modello professionale commerciale, inserendo, prima di tutto, un titolo formale, una data e l’indirizzo del destinatario (a destra) nella parte superiore. È bene scriverla su un classico foglio  A4 (praticamente quelli usati per le stampanti o le fotocopiatrici) con un carattere lineare, quale – ad esempio – Times New Roman, in dimensione 10 o 12; per quanto riguarda i margini devono essere di un centimetro da ogni lato.

A questo punto, si passa al paragrafo introduttivo, dove dovranno essere esposti gli obiettivi principali e gli scopi di interesse, fornendo una panoramica della vostre attività: occorre inserire il vostro nome, quello dell’eventuale acquirente ed esporre dettagliatamente le linee guida, i settori specifici, i problemi o le considerazioni che sono pertinenti al contratto aziendale.

Nel paragrafo successivo, si possono inserire le clausole di riservatezza e di non divulgazione: in questo modo, si ha la garanzia che non vengano riferite informazioni riservate durante il processo di negoziazione.

Si passa, poi, alla sezione che riguarda le trattative di accettazione: questo spazio è riservato a motivare le vostre intenzioni, facendo capire di voler perseguire affari in buona fede con l’acquirente. È importante specificare che, in caso di esito positivo, vi impegnerete a non stipulare accordi con le altre parti interessate per tutta la durata della collaborazione. Fatto ciò, si inserisce un passaggio ulteriore in cui si concede il permesso scritto alla controparte di contattare il vostro consulente finanziario o il vostro commercialista per venire a conoscenza di alcune informazioni sull’attività in questione, qualora ne avesse bisogno. Parte fondamentale, naturalmente, è quella relativa ai tempi e alle scadenze della trattativa che dovranno essere specificati in modo dettagliato.

Lettera di intenti: bisogna rivolgersi a un avvocato?

Dopo aver riletto attentamente la lettera e aver controllato minuziosamente che non vi siano errori di sintassi e di grammatica, è sempre cosa buona e giusta farla revisionare ad un avvocato, in maniera tale che quest’ultimo possa controllare che sia stata formulata rispettando gli standard di riferimento e abbia, quindi, valore effettivo. Se il legale ci rassicura circa la correttezza dello scritto, non rimarrà che spedirla all’interessato con una raccomandata con ricevuta di ritorno o con pec.

Lettera di intenti: e se non viene rispettata?

Le conseguenze del mancato rispetto della lettera di intenti dipendono dalla natura vincolante o meno del suo contenuto. Se si sono presi accorsi vincolanti, il suo mancato rispetto comporta un vero e proprio inadempimento contrattuale: quindi, la parte che subisce l’inadempimento può chiedere all’altra parte il risarcimento. Al contrario, ci sarà solo responsabilità precontrattuale, cioè un’ingiustificata rottura delle trattative negoziali. Di conseguenza, la parte che subisce la violazione della lettera di intenti potrà chiedere all’altra solo il rimborso delle spese inutilmente sostenute per portare avanti delle trattative negoziali non sfociate in un contratto.


Lettera di intenti: fac-simile

Spettabile Organismo

Spettabile RTI

Spettabile Consorzio

 

Luogo e data ………

Oggetto:  Lettera di intenti a favore del progetto denominato … promosso da …

La sottoscritta Azienda/Organismo Intermediario AVENTE RAGIONE SOCIALE… INDIRIZZO … E FIGURA REFERENTE NEL SIG. … (NUMERO DI TELEFONO…), CON LA PRESENTE, PRESA VISIONE DELL’AZIONE IN OGGETTO, denominata…,

ATTESTA CON LA PRESENTE DI:

–    AVER RAGGIUNTO CON IL SOGGETTO IN INDIRIZZO una idonea intesa al fine di concorrere concretamente ed operativamente a conseguire gli obiettivi della medesima azione progettuale;

–    ESSERE DISPONIBILE a tal fine AD OSPITARE (o a far ospitare dalle aziende della propria rete se si tratta di Organismo Intermediario) N. … GIOVANI DEL PROGETTO in argomento ogni anno solare, per un periodo di  1 mese procapite;

–    IMPEGNARSI A GARANTIRE CHE TALI FASI PROGETTUALI SIANO ACCOMPAGNATE DA IDONEA FUNZIONE DI TUTORSHIP E MENTORING;

–    A PROCURARE AI GIOVANI IN TIROCINIO UNA IDONEA SISTEMAZIONE IN TERMINI RESIDENZIALI PRESSO … (famiglie/appartamenti/pensioni, ecc.).

Le caratteristiche della propria realtà operativa ed organizzativa nonché le esperienze maturate in termini di tirocini a favore di giovani stranieri sono attestate nella breve relazione allegata (max 20.000 caratteri, spazi inclusi).

TIMBRO                                                                              FIRMA

note

[1] Nella pratica commerciale si parla anche di memorandum d’intesa o memorandum of understanding (“MOU”), heads of agreement o simili, che si differenziano per un maggiore o minore grado di vincolatività, ma hanno in comune la volontà delle parti di non impegnarsi del tutto o, comunque, di lasciare ancora un margine di incertezza sul raggiungimento o meno di un accordo.

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